Il tetto agli studenti stranieri già c’è, serve applicarlo: la sinistra si scalda per nulla

Hanno fatto discutere, e non poco, le parole pronunciate dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti , leader della Lega, che, dopo il caso della scuola di Pioltello, nel Milanese, chiusa in occasione della fine del Ramadan, ha espresso la volontà di limitare il numero di stranieri per classe per ottenere una più corretta integrazione ed evitare che, alla fine dei conti, gli studenti discriminati siano proprio quelli italiani.

Inutile dirlo: sulla questione la sinistra ha alzato il solito polverone, accusando di razzismo , il governo tutto e pure il ministro dell' e del Merito Giuseppe Valditara, che negli ultimi giorni ha potuto respingere al mittente in più occasioni le critiche ricevute. L'obiettivo principale del ministro, come spiegato in una sua intervista pubblicata tra le colonne di Libero, è quello di evitare la formazione di classi ghetto, formate dalla stragrande maggioranza di bambini stranieri, i cui ritmi scolastici – giocoforza più lenti di quelli di bambini che già parlano italiano – rischiano di rallentare l'apprendimento, appunto, degli studenti italiani. E già parecchie volte, i genitori di questi ultimi sono stati costretti a lasciare la classe o addirittura l'istituto frequentato dai figli, al fine di dare loro dei ritmi di studio più consoni alla loro preparazione scolastica.

Questa situazione, come prevedibile, crea degli squilibri: “La dispersione scolastica tra gli alunni stranieri è del 30,1%, contro il 9,8% degli italiani” ha detto Valditara, il quale ha poi sottolineato che “il rendimento in italiano di uno studente straniero è del 22% inferiore rispetto a un nostro connazionale. Cioè perde un anno. Se vuoi fare integrazione devi colmare questo divario”.

La sinistra si scalda per nulla. Il limite del numero di stranieri era già previsto da un decreto del 1999 (dpr n.394) che, all'articolo 45, recitava: “La ripartizione è effettuata evitando comunque la costituzione di classi in cui risulti predominante la presenza di alunni stranieri”. Un decreto voluto dall'allora governo di sinistra, e certamente la sua approvazione non fu seguita da nessuna battaglia anti-razzismo. In più, Valditara ha ricordato che “esiste già una circolare del ministero dell'istruzione del 2010 che stabilisce nel 30% il tetto di alunni stranieri per classe”. Dunque, non è una novità: le norme ci sono, ma devono essere applicate. “Visto che la sinistra non ha fatto nulla per risolvere il problema, evidentemente le sta bene così…” ha concluso infine Valditara.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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