giovedì, Ottobre 1, 2020

In UE l’asse del Nord vuole imporci il MES e affonda i Coronavirusbond

La porta l’Europa in faccia all’Italia l’ha sbattuta con violenza. Siamo di nuovo soli a gestire una drammatica emergenza, come accaduto con i migranti. Infatti, l’asse dei Paesi del Nord (Olanda, Scandinavia e Germania) per fronteggiare l’emergenza economica dovuta al Coronavirus ha bocciato sia l’ipotesi di utilizzo senza condizioni dei fondi del MES, il meccanismo europeo di stabilità, e sia l’emissione di Coronavirusbond. Anzi su quest’ultimo Christine Lagarde, la presidente della Bce che con la sua improvvida dichiarazione sullo spread fece saltare la Borsa di Milano, ha aperto all’ipotesi di un’emissione ma soltanto “una tantum”.

Il giorno prima del Consiglio europeo, quindi, l’Ue ribadisce la linea di durezza e di chiusura che già dall’inizio di questa settimana era emersa. Nessuna mano tesa verso quei Paesi, in particolare l’Italia ma a breve anche la Spagna, che stanno affrontando i risvolti economici pesantissimi dell’epidemia di Covid-19. E questo perché, come ha spiegato il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, in una conferenza stampa “il governo tedesco ritiene che si stia mettendo in piedi già una considerevole serie di misure per contrastare gli effetti economici del Coronavirus a livello europeo”. E scendendo nello specifico sugli eurobond il rappresentante di governo tedesco ha spiegato che “l’idea del governo tedesco e della cancelliera non è cambiata: anche in tempi di crisi è ancora necessario che controllo e garanzia restino nella stessa mano”; mentre sul MES “il governo tedesco ritiene che possa essere uno strumento utile, se fosse necessario, per elargire sostegno veloce agli Stati, con le regole in vigore”.

Dura ma chiarissima quindi la posizione tedesca, che non intende fare sconti e anzi si attesta sul principio di controllo e garanzia nella stessa mano, anche se il presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno, cerca di guardare il bicchiere mezzo pieno affermando che c’è un “ampio sostegno” a un ‘Pandemic Crisis Support’, nell’ambito del Mes, costruito nel quadro dell’attuale Enhanced Conditions Credit Line (ECCL)”. E in particolare sul Mes precisa che “sarà usato per i costi collegati all’epidemia, sanitari ed economici. Nel lungo periodo, gli Stati dovranno assicurare un percorso sostenibile”. Dichiarazioni che però non cambiano la sostanza, visto che sul fronte dei dettagli tecnici lo stesso Centeno ammette che saranno sviluppati “entro la prossima settimana”.

E infatti il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, Carlo Fidanza e il co-presidente del gruppo Ecr Raffaele Fitto replicano duramente a Centeno, chiarendo che le sue dichiarazioni “fanno definitivamente luce su quanto deciso nella riunione dell’Eurogruppo di ieri. Ai capi dei governi che si riuniranno domani al Consiglio Europeo verrà proposto di utilizzare linee di credito del Mes, condizionate in prima battuta all’utilizzo per l’emergenza sanitaria ed economica e in seconda battuta a percorsi di rientro finanziario. Il che equivale per l’Italia a consegnarci mani e piedi allo strozzinaggio di Bruxelles”.

Intanto la diplomazia italiana, incassata la fumata nera, cerca di uscire dall’angolo coinvolgendo gli altri Paesi che potrebbero essere altrettanto penalizzati dall’asse del Nord. Ecco, allora, la lettera-appello che il premier Conte ha inviato al presidente del Consiglio d’Europa Charles Michel, e sottoscritta da 8 leader di Paesi Ue tra cui Spagna e Francia, in cui si spiega che per affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza coronavirus servono “azioni straordinarie” come il ricorso a uno “strumento di debito comune”, appunto i cosiddetti Covidbond. Una richiesta di aiuto ma anche di cercare di costruire un fronte da contrapporre a quello rigorista del Nord Europa.

Asse del Nord contro cui punta il dito , leader di Fratelli d’Italia, che spiega che “la Germania vuole imporci il MES” e che “non è disposta a concedere l’accesso al Fondo ‘ammazza Stati’ senza condizionalità, svelando – qualora ce ne fosse bisogno – qual è il vero piano della Germania: approfittare dell’emergenza coronavirus per commissariare l’Italia, imporre il rigore tedesco alla nostra economia ed espropriare le sue aziende e i suoi asset strategici”. “A questo punto non rimane che andare all’Eurogruppo e pretendere immediatamente la restituzione dei soldi che l’Italia ha versato al MES”. Critico anche Matteo che si rivolge direttamente al presidente del Consiglio chiedendo che “venga in Parlamento, visto che questo è il nostro posto di lavoro”, e “a dire a chiare lettere ‘No al Mes’: chiediamo altri fondi, i fondi della Bce, ma non i fondi di un trattato che rischierebbe di essere la morte del nostro Paese”. Mentre Forza Italia con Antonio Tajani, che aveva sempre avuto un profilo europeista, cerca di chiarire la posizione del partito che giorni fa aveva detto sì al MES: “Abbiamo detto di usare tutti i soldi disponibili per aiutare gli italiani, anche quelli del Mes. Ma si tratta di utilizzare i soldi, non le regole del Mes. Quei soldi non li possiamo tenere in cassaforte per un capriccio. Il Mes è una brutta cosa, ma i soldi ci sono e devono essere utilizzati. Nessuna condizionalità, solo i soldi del Mes per combattere il Coronavirus”.

Appuntamento allora a domani con il Consiglio europeo a cui spetterà di risolvere i nodi che sul piano tecnico e finanziario non sono stati sciolti. Ma il rischio che l’Ue si distingua per l’ennesimo fallimento, dopo essere stata incapace di individuare una linea unica sul piano sanitario, è altissimo.

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