Influencers degli immigrati clandestini: quando le traversate diventano di tendenza

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Il 27 luglio sono sbarcati a Lampedusa 11 immigrati clandestini, con una modalità del tutto innovativa: all’apparenza, i tunisini sulla barca sembrano turisti, con tanto di bagagli, bei vestiti, occhiali da sole e cappello di paglia, e addirittura un barboncino al seguito.

Perché andare in “Europa”, o per meglio dire, approdare in Italia, ormai è diventata una moda. E come tutte le tendenze, ne consegue che ci siano degli influencers a spiegare, anche ai più giovani, come fare per approdare sulle coste europee o attraversare i confini americani senza documenti, e senza pericolo di essere rimpatriati. Perché andarsene dal proprio Paese è un gioco da ragazzi alla fine, al pari di una missione in un videogioco, e chi se ne frega se ci sono delle norme nazionali e internazionali che lo impediscono: meglio, più adrenalina e followers durante i video!

Vediamo qualche nome di questi famosi e giovani influencers che infrangono le norme dell’immigrazione, come riportato da Insideover.

  • Zouhir Bounou: videoblogger, vive in Brasile ma è di origine marocchina, ed ha il proprio canale Youtube: Zizou Vlogs. Nei suoi video in lingua araba, tutti con centinaia di migliaia di visualizzazioni, sono presenti numerosi viaggi nella giungla, dove si spiega come è arrivato dal Brasile agli Stati Uniti d’America, attraversando illegalmente almeno dieci confini. L’atteggiamento è disinvolto, al pari di un viaggio avventura con gli amici, ricco di preziosi consigli come riuscire ad attraversare le frontiere senza essere notato. Soprattutto, senza scappare da nessuna guerra. E pensare che c’è chi usa i tutorial per cucinare la carbonara, e chi per violare confini e leggi con la stessa leggerezza d’animo.
  • Murad Mzouri: famoso in Marocco ma in Italia, presente su Instagram, Youtube e sugli altri social. Il vlogger vuole aiutare i giovani nordafricani a venire in Europa, facendo vedere le bellezze del continente al pari di un’agenzia di viaggi. I suoi followers sono così invogliati a raggiungere il continente a qualsiasi costo e con qualsiasi modalità, legale o illegale che sia.
  • La pagina Facebook Haraga Dz: già nell’estate del 2017 postava foto e consigli su come raggiungere illegalmente l’Italia, il tutto correlato da selfie di giovani ragazzi. La pagina era gestita da utenti algerini, e proprio durante il 2017 era salita agli onori della cronaca a causa dell’emergenza sbarchi in Sardegna. Anche in quel il messaggio che si veicolava ai giovani nordafricani era: viaggi con gli amici, risate, felicità, noncuranza delle azioni che si stanno compiendo.

La parte più inquietante è che in queste pagine è possibile trovare i numeri degli stessi scafisti o dei trafficanti che gestiscono le rotte del Mediterraneo centrale. Senza che venga menzionato minimamente la realtà a cui si va incontro, a partire dalla pericolosità del viaggio stesso sui fatiscenti barchini o il prezzo (esorbitante) della tratta. Poiché queste informazioni non vengono percepite fino al momento stesso in cui ci si imbarca, c’è una buona fetta di popolazione che può essere “influenzata” con facilità: sono i giovani, spinti dai messaggi manipolati sui social e non per vera necessità, che si ritrovano a fare i conti con la realtà quando ormai il “gioco” è fatto. Giovani che hanno gli smartphone ed una connessione, ovviamente. Di conseguenza, si presuppone che questi ragazzi appartengano alla classe media, ubriachi di social tanto quanto i giovani europei. Non disperati, non in fuga dalla guerra, ma alla ricerca della ricchezza facile e veloce, ossia come viene prospettata la vita dopo la traversata nei video. Peccato che la realtà sia ben peggiore.

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