Intervista al Prof di religione finito nella bufera per la critica al DDL Zan.

La campanella quest’anno avrà un suono diverso per Piergiorgio Dellagiulia, 46 anni, di cui 16 passati ad insegnare religione cattolica all’Istituto Statale Velso Mucci di Bra, nel Cuneese. Finito al centro di una vera e propria bufera per aver osato criticare il ddl Zan, Dellagiulia dovrà ricominciare la sua vita professionale altrove. Nonostante tutto però non ha rimpianti: “Se il mio caso servirà a far aprire gli occhi sulla realtà sarà comunque una conquista”.

Dopo sedici anni di insegnamento dovrà dire addio alla sua scuola, come si sente?

Addio? Chissà, magari è solo un arrivederci… comunque sono abbastanza spaesato e amareggiato, ma non rimpiango nulla. Spero di potermi lasciare questa assurda vicenda alle spalle, anche se temo che l’eco delle polemiche mi abbia già preceduto.

Polemiche nate da un post Facebook…

Già. Tutto è partito da un post che ho pubblicato su un gruppo Facebook molto partecipato.

Cosa ha detto di così sconveniente?

A parer mio nulla, sempre se siamo ancora in uno Stato diritto, ma forse non è più così…

Ovvero?

Mi sono limitato a condividere il link di un articolo in cui venivano passati in rassegna i punti critici del ddl Zan ed è venuto giù il finimondo.

Fin qui, duole dirlo, si tratta di ordinaria amministrazione. Lei non è mica il primo sa?

Finché certe situazioni non ci toccano direttamente è difficile capire quanto possano incidere sulla nostra vita. Invece di contestarmi nel merito, sono piovute accuse di omofobia, xenofobia, razzismo. Ma lo sa cosa mi ha sconvolto di più per la sua assurdità? Leggere i commenti di chi diceva che uno che la pensa come me non ha il diritto di insegnare. Si rende conto? Questa sì che è discriminazione.

Le polemiche sono arrivate anche all’orecchio del suo dirigente scolastico…

Sì, e lo sa come ha reagito? Pubblicando un post dal profilo ufficiale dell’istituto nel quale ha preso nette distanze dalle mie opinioni, ricordando a tutti l’articolo 3 della Costituzione.

“Tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge”…

Esatto, come se io avessi mai messo in dubbio una cosa del genere, come se sollevare perplessità su un disegno di legge ampiamente dibattuto significasse voler stracciare la Costituzione.

Poi cosa è successo?

Che l’8 luglio sono stato convocato dalla Curia e mi è stato comunicato il trasferimento presso altro istituto, una doccia fredda…

Le ragioni?

Dicono che le presenze all’ora di religione sono calate troppo e che c’è bisogno di ricambio.

Pensa che se non si fosse sollevato il polverone sarebbe stato comunque trasferito?

Non credo. Lo ha ammesso anche lo stesso preside dalle colonne de Il Corriere della Sera che “c’erano genitori che minacciavano di non iscrivere più i loro figli”. Tenga conto che alla Curia spetta la nomina del docente, ma poi è il preside che la deve ratificare…

Si aspettava qualcosa di più dalla Curia?

Non accuso la Curia di nulla, anche per quanto riguarda il mio nuovo incarico ha cercato di non penalizzarmi, forse però ci poteva essere maggior solidarietà, anche perché le mie posizioni sul ddl Zan sono in linea con quelle della Chiesa. E il Vaticano ha parlato molto chiaro in proposito.

Si è sentito abbandonato?

Diciamo che si è preferito gettare acqua sul fuoco o peggio ancora non si ha avuto scelta. È questione di realpolitik.

Sul suo caso Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione al ministro Bianchi…

Se un’istituzione scolastica si schiera contro un docente, la cui unica “colpa” è quella di aver espresso a titolo personale posizioni assolutamente legittime, qualcuno dovrà pur dare spiegazioni.

Non teme che l’iniziativa parlamentare le possa causare altri guai?

Non si tratta solo di me, non è solo la mia storia, ma è la dimostrazione della spinta all’omologazione di pensiero in atto in questo Paese. Ho messo a disposizione la mia esperienza. Non so se ci guadagnerò o perderò, so solo che se il mio caso servirà a far aprire gli occhi sulla realtà sarà comunque una conquista.

Elena Barlozzari
Giornalista pubblicista. Romana. Laziale. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Mi occupo soprattutto di cronaca con qualche sconfinamento nella politica e negli esteri. Nel 2016 è uscito il mio primo libro: Donald J. Trump. Storia di un leader, edito da Pagine.

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Elena

Ha fatto bene ad esprimere il suo parere. Ma questo dimostra quanto la libertà di pensiero sia oggi limitata!

Florio

Va chiesta la rimozione del preside per abuso di potere

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