Denuncia uso scorta e auto blu per la fidanzata di Conte, ma la Angelilli finisce minacciata e insultata.

Abbiamo sentito, Roberta Angelilli, esponente di Fratelli d'Italia che dopo aver presentato l’esposto sull’uso, per la fidanzata del premier Giuseppe Conte, della scorta e dell’auto blu, si è ritrovata alle prese con la macchina dell'odio online, ricevendo insulti e minacce di morte. Un accadimento su cui verrà presentata ulteriore denuncia.

On. Angelilli, ha presentato un esposto molto coraggioso sulla vicenda del presunto abuso relativo all’utilizzo della scorta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Cosa è successo nelle ore successive sui suoi profili social?

Ho subito una valanga di insulti, di volgarità, veramente frasi oscene, irripetibili, cose sgradevoli, minacce, in realtà poi colpisce che alcune di queste brutte frasi siano dette anche da donne, è veramente incredibile perché il livello è veramente molto molto molto basso.

Sembra paradossale, sono passati pochi giorni dal 25 novembre…

È incredibile anche questo, perché a meno di una settimana di distanza dal 25 novembre che è la Giornata internazionale della lotta alla violenza contro le donne, e quando parliamo di violenza parliamo di violenza fisica ma parliamo anche di violenza morale, parliamo di insulti, di frasi sessiste, di mobbing, di stalking, dove tutti si sono spesi e hanno fatto le loro dichiarazioni altisonanti, poi succede una cosa come questa e nessuno dice una parola; ma neanche un parola, una frase: mi dispiace, solidarietà. Zero.

Ci racconti meglio della sua denuncia, così che i lettori possano capire cosa è successo.

Si tratta di un esposto molto semplice, asciutto, essenziale, dove si chiede appunto alle autorità competenti di fare chiarezza. Chiarezza su un evento che è accaduto più di un mese fa. C’era stato un tentativo da parte di un giornalista delle Iene, tra altro un bravissimo giornalista, un professionista che è Filippo Roma, che è anche una persona molto garbata, certo non un pericolo pubblico, di fare un’intervista alla compagna del Premier Giuseppe Conte. Il giornale “la Verità” ha riportato che Filippo Roma sarebbe stato bloccato e allontanato di fatto e quindi impossibilitato a svolgere l’intervista, perché appunto la fidanzata del Presidente del Consiglio sarebbe stata aiutata ad allontanare le Iene da persone che avevano tutto l’aspetto di essere degli uomini della scorta del Presidente del Presidente Conte.

L’esposto presentato da Roberta Angelilli

Si tratterebbe di un episodio grave da non far passare in sordina.

Infatti, a fronte di una notizia come questa, di un giornalista bloccato così mentre compie il suo lavoro, ho deciso di andare a verificare se per caso effettivamente agenti della scorta erano stati utilizzati in maniera impropria. Ecco, questa era ed è la domanda: se effettivamente la Paladino abbia usufruito di agenti della scorta del Presidente del Consiglio, perché in tal caso si sarebbe verificato un uso improprio di personale con funzioni di sicurezza relative solo a soggetti che ricoprono funzioni pubbliche. Quindi una semplice domanda, una richiesta di chiarimenti, o c’è stato questo problema o non c’è stato, se non c’è stato il PM può assolutamente dire NO non c’è mai stato. Se c’è stato però si tratta certamente un uso improprio di personale che ha altre funzioni, alcune funzioni molto delicate, molto sensibili e quindi non può essere messo a disposizione di una persona che ritiene di non voler fare un’intervista.

Anche perchè un’intervista non è un’attività pericolosa di solito.

Infatti, non c’è stato un problema oggettivo, non c’è stato un pericolo, semplicemente una persona che era infastidita, giudicava noioso fare un’intervista con le Iene. Qualcuno per giustificare la cosa ha detto: “poverina le Iene, è una donna”, ma questo vuol dire che un’altra qualsiasi donna ha a disposizione un servizio pubblico del genere? Non credo, no? Io stessa non è che posso evocare, siccome sono stata aggredita verbalmente da migliaia di persone, un intervento della pubblica sicurezza come un automatismo. A un cittadino questo non è permesso non è consentito, quindi lo stesso vale per la fidanzata del Premier. Ma soprattutto se non c’è stato questo intervento perché non lo dicono? Potrebbero dirlo no? Non c’è stato, non c’è motivo di andare oltre. Io ho fatto una domanda, l’ho rivolta alla Procura della Repubblica quindi se non c’è stato alcun utilizzo improprio il Premier non ha nulla di cui preoccuparsi.

Giusta puntualizzazione, ma allora perchè questa campagna di odio contro di lei per un esposto condivisibile per i principi di legalità e di trasparenza?

Evidentemente, in realtà, qualcuno si preoccupa… se mi si lanciano addosso tutti questi insulti c’è qualche motivo di preoccupazione.

Lei crede che gli insulti e le minacce che sta ricevendo siano organizzati?

Certamente è una campagna organizzata, non è qualche decina di persone. Si tratta di centinaia e centinaia di insulti su Facebook, su Messenger fino alla mia email, ovviamente persone che io non conosco.

Di cosa la ritengono colpevole?

Lesa maestà. Io non mi dovevo permettere di fare un esposto, perché ormai nella mentalità 5 Stelle, c’è innanzitutto il potere. Loro hanno fatto questo patto delle poltrone con il PD e ormai si sentono intoccabili. Così è successo che loro che attaccavano i privilegi, loro che contestavano le auto blu, le scorte, gli abusi, adesso si sentono al di sopra di tutto questo. Si sono davvero attaccati alle poltrone e al potere.

Dall’odio contro la casta, alle campagne d’odio per tutelare se stessi divenuti casta?

È evidente. Io ho semplicemente compiuto un gesto doveroso, un atto dovuto, chiedendo l’accertamento di un potenziale uso improprio, quindi abuso di potere. Se siamo in democrazia, la libertà di esprimere delle opinioni così come la possibilità di verificare eventuali abusi sono fondamentali. Si tratta delle basi della democrazia, tuttavia mi sembra che i 5 Stelle su questi principi stiano andando un po’ in corto circuito.

Abdrà avanti anche denunciando quanti la stanno insultando in queste ore?

Beh si, ci sono delle frasi, io ne ho riportate alcune, altre sono troppo sgradevoli e molto sconvenienti persino da raccontare e quindi qualcuno se ne deve assumere la responsabilità. Chissà quante di queste stesse persone il 25 novembre mette l’immaginetta del profilo con la dicitura di lotta alla violenza sulle donne, salvo poi una settimana dopo usare frasi e minacce completamente incompatibili con una cultura del rispetto di tutti gli esseri umani e in particolare delle donne.

E le anime belle della sinistra? Sempre pronte ad attaccare i discorsi di odio?

Ormai non mi aspetto nulla, perché abbiamo subito tanti attacchi proprio come donne di destra, tanti, innumerevoli. E non abbiamo mai sentito una parola, mai; oppure la solidarietà è arrivata dopo che è stata molto sollecitata. La sinistra è ipocrita. Perchè se si è veramente contro la violenza, se si è veramente per la libertà, la democrazia e il diritto di espressione, bisogna dimostrarlo e purtroppo  le donne di destra fanno eccezione, non meritano la solidarietà della sinistra, non meritano rispetto.

Ulderico de Laurentiis
Ulderico de Laurentiishttp://www.uldericodelaurentiis.it
Direttore Responsabile de "La Voce del Patriota". Giornalista Pubblicista, laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa con un Master in Comunicazione Multimediale. Militante della destra politica fin da giovanissimo, appassionato di Cybercultura, osservatore curioso dell'Alt-right americana, cultore di Enogastronomia. "Per aspera ad astra"
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