La lezione di democrazia di Crosetto riceve un’ovazione alla Camera e diventa virale

Ovazione trasversale alla Camera dei Deputati per il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia Guido Crosetto che, mentre dichiara come intende votare il suo gruppo sulla tanto dibattuta – meno che in Parlamento – manovra fi nanziaria, riesce a conquistare addirittura il plauso dei colleghi più a sinistra dell’emiciclo.
Ben quattro volte, secondo quanto emerge dalla relazione della seduta, i democratici hanno applaudito all’intervento di Crosetto. Applausi a destra e a manca dell’Emiciclo, tranne che dagli scranni della maggioranza.Ciò che denuncia Guido Crosetto nel suo intervento mediante un’oratoria elegante e scevra da qualsivoglia parvenza  di superbia filogrillina da incorruttibili di turno e primi della classe, è l’arroganza con cui viene fatta sbarcare in Parlamento una legge di bilancio senza che essa sia stata discussa nelle due camere. Secondo il deputato di Fratelli d’Italia, l’urgentissima convocazione della Camera dei Deputati volta all’approvazione imminente della finanziaria e, soprattutto, a scansare rigorosamente l’esame della legge in commissione, rappresenta un precdente molto grave.
Seguendo le stesse modalità adottate dalla maggioranza -spiega Crosetto- è possibile arrivare ad approvare qualsiasi tipo di legge, anche la più pericolosa che si possa proporre, senza passare per l’esame in commissione e per il dibattito parlamentare. La procedura di approvazione di una legge di bilancio -afferma il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia citando l’articolo 72 della Costituzione- deve essere, considerandone l’importanza, rafforzata e non abbreviata. Quello che trapela dalla dichiarazione di voto è un Crosetto strenuo difensore della Costituzione e delle Istituzioni.
Il politico piemontese si fa promotore di un catenaccio istituzionale che, al di là degli schieramenti partitici, viene apprezzato in maniera trasversale. La destra italiana del nuovo millennio, attualmente rappresentata soltanto da Fratelli d’Italia, non può prescindere da un forte senso dello Stato e delle Istituzioni. Quella Fiamma che ancora arde alle radici del simbolo di , specialmente in questa occasione, ci fa ricordare l’enorme rispetto -più volte non corrisposto- verso le Istituzioni che possedeva Giorgio Almirante. Un uomo che, nonostante l’appartenenza ad una difficile storia politica posta all’antitesi della genesi repubblicana, credeva per davvero in queste istituzioni.

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