La mascella rinvenuta ci racconta i Denisovani

E’ una mascella inferiore completa, su cui spiccano, quasi intatti, quattro molari. E’ umana, ed è stata ritrovata in una grotta sull’altopiano tibetano. Grazie a questo pezzo d’osso umano ben conservato si potrà sapere molto di più sulla vita di una misteriosa specie antica chiamata Denisovans.
Il fossile è di 160.000 anni fa. La grandezza insolita dei denti suggerisce che questi primi e lontanissimi antenati somigliassero non poco al più primitivo degli uomini di Neanderthal. La scoperta mostra anche che i Denisovans vivevano spesso ad altitudini estreme per gli esseri umani e lascia immaginare che, attraverso i secoli, possano aver trasmesso adattamenti genetici per questo stile di vita agli sherpa che oggi popolano la regione.
Insieme ai dottori Frido Welker, Università di Copenhagen e Max Planck Institute , oltre che a Dongju Zhang, della Lanzhou University, in Cina, l’autore dell’importante ritrovamento, Jean-Jacques Hublin, direttore del dipartimento di evoluzione umana presso il Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, ha detto: “Fino ad oggi, nessuno immaginava che gli umani arcaici potessero essere in grado di dimorare in un tale ambiente, così ostile e difficile”. La datazione della mandibola suggerisce che le temperature sull’altopiano all’epoca dei Denisovans fossero ancora più dure di oggi, dove pure possono scendere a -30 gradi.
Fino ad ora, gli unici fossili di Denisovani noti provenivano da una grotta in Siberia da cui prendono il nome. Si tratta di un frammento di dito, alcuni denti e alcuni pezzi di osso frastagliato. Fondamentalmente, gli scienziati sono stati in grado di estrarre il DNA dall’interno dell’osso e confrontandolo con altri DNA antichi e con quello di popolazioni attuali, hanno appreso che una volta i Denisovani dovevano essere diffusi in tutta Europa e in Asia.
L’ultimo fossile rappresenta un collegamento cruciale tra gli esemplari siberiani e altri reperti cinesi, da cui in precedenza gli scienziati non erano riusciti a estrarre il DNA, ma che mostrano notevoli somiglianze anatomiche con l’esemplare tibetano. Il fossile è stato scoperto da un monaco nella grotta carsica di Baishiya sull’altopiano tibetano nella provincia cinese di Gansu. Dopo aver trovato la mascella negli anni ’80, il monaco la donò a un Buddha vivente, che a sua volta l’ha trasferita a uno degli scienziati che stanno conducendo questa importante analisi.
Gli scienziati non sono stati in grado di ottenere il DNA dal campione, ma sono comunque riusciti a estrarre proteine ​​da uno dei molari. Le proteine, come il DNA, hanno potuto essere sequenziate e l’analisi ha saldamente collocato il fossile nel ramo di Denisovans dell’albero evolutivo.
“L’uomo di Denisova è il più interessante rebus della paleoantropologia in questo momento”,  afferma Telmo Pievani , Università di Padova Dipartimento di Biologia.
“Di questo parente dei Neanderthal – spiega – conosciamo bene il genoma, ma poco la morfologia. Adesso ai denti e al mignolo della grotta di Denisova, si aggiunge questa mandibola trovata sull’altopiano tibetano che conferma che l’area geografica di questa specie si estendeva probabilmente a gran parte dell’Asia centro-orientale.
Inoltre La scoperta indica che i Denisovans si sono adattati agli ambienti a bassa densità di ossigeno e ad alta quota molto prima dell’arrivo nella regione degli esseri umani moderni, circa 40.000 anni fa. Aiuta anche a spiegare come gli attuali sherpa e alcune popolazioni tibetane possano vantare un gene di origine Denisovans – presumibilmente acquisito attraverso antichi incroci – che consente a queste popolazioni di far fronte all’ipossia. ” Questo è stato abbastanza sconcertante perché la grotta dove è avvenuto il rinvenimento non è ad alta quota, solo circa 3200 metri…”, ha detto Hublin.
Adesso gli scavi proseguiranno.

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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