La primula: tutte le contraddizioni del bando di gara di Arcuri per i padiglioni covid.

E parliamo adesso del bando di gara del Commissario Arcuri per realizzare i padiglioni-primula progettati dall’architetto Stefano Boeri. Tralasciando le tante perplessità se davvero fosse necessario allestire una serie di padiglioni come “spinta” alla vaccinazione di massa, (non si sarebbe forse potuto trovare un modo meno costoso per rispondere all’esigenza di promuovere la profilassi da Covid-19?) ci siamo soffermati sulla pubblicazione del bando per affidarne la realizzazione. Nonostante infatti la velleità del progetto, nonostante le aspre critiche da parte dell”associazione Feu (Filiera Eventi Unita) che hanno contestato la scelta di affidare il progetto a un’archistar come Stefano Boeri quando ci sono i magazzini strapieni di gazebo dallo scorso marzo, e nonostante gli enormi interrogativi che si ponevano in termini di obiettivi e soprattutto di spesa Arcuri ha proceduto comunque a testa bassa nella sua idea, e a leggere il bando che regola l’operazione, le perplessità su questa operazione si moltiplicano.

Innanzitutto i tempi. Il bando, pubblicato il 20 gennaio riguarda “l’affidamento della progettazione di dettaglio, ingegnerizzazione, fornitura in opera, manutenzione, smontaggio e messa a dimora di padiglioni temporanei destinati alla somministrazione dei vaccini anti Covid-19” per un minimo di 21 padiglioni (forse uno per Regione) eppure prevede soltanto una settimana di tempo per presentare le offerte tecnico-economiche. In sette giorni quindi i candidati dovranno presentare un’offerta economica molto complicata, comprensiva di tutte le migliorie tecniche, e poi avranno soltanto trenta giorni per la progettazione esecutiva e la realizzazione.  Ad essere maliziosi verrebbe da pensare che, o chi ha redatto il bando è totalmente ingenuo ed estraneo al settore o qualcuno ha già pronto tutto da inizio dicembre.  Il testo prevede anche i tempi di risposta dell’intervento di riparazione in caso di necessità: trenta minuti dalla chiamata. Ma non è finita. I contorni dell’operazione restano generici anche nel documento ufficiale, visto che il Commissario si riserva la facoltà di richiedere la produzione di padiglioni fino a un numero di 1200.

Veniamo poi ai costi. Quanto costano i padiglioni? La somma al metro quadrato è di 1.300 euro più IVA. Considerando che ciascuna struttura è di 315 mq, il costo è di 8-9 milioni di euro. Che lieviterebbero a una somma spropositata se, per caro, si desse corso all’idea, comunque messa nero su bianco, di fabbricarne 1200. C’è poi da dire che per il punteggio finale da assegnare ai candidati  conta molto di più (il 70 per cento) la qualità tecnica della proposta e meno (il 30 per cento) gli aspetti economici. L’architetto Carlo Quintelli ha affidato un’analisi dettagliata dei costi a un suo post su Facebook spiegando che “ognuno di questi padiglioni potrà avere un costo massimo di euro 400.000 e a questa modica cifra si è in grado di effettuare 6 vaccinazioni alla volta per la durata, compresa anamnesi, di 10/15 minuti a seconda dei soggetti. Ma diciamo pure che 12 minuti per 6 postazioni equivalgono a 30 vaccinazioni l’ora per 10 ore, e quindi 300 vaccinazioni per 90 giorni”. Questo vuol dire che in tre mesi, “senza mancare un turno e con efficienza tayloristica, si vaccinano 27 mila persone, un piccolo centro da 30 mila abitanti, spendendo ‘solo’ 10 volte tanto rispetto a un punto vaccini di analoga portata nella sala civica, in quella parrocchiale, nella palestra, sotto la tenda degli alpini e via dicendo”.

– Quanto alla qualità del padiglione: il bando lascia alla libera interpretazione dei costruttori salvo “l’assoluta immodificabilità dell’estetica del progetto”. Certo che per una struttura con finalità tecnico sanitarie non ci saremo mai aspettati questa primaria attenzione per l’estetica e per tutto il resto un“fate vobis”, ma come chiosa sempre Quintelli nel suo post, del resto “come diceva il report dell’OMS (fatto sparire in 24 ore), l’organizzazione antipandemica italiana si contraddistingue per “creatività”. Ma se invece ci vogliamo soffermare meno sull’estetica e di più sulla  funzionalità, l’idea di Boeri disloca (sempre nella ricognizione di Quintelli) 16 persone in un’area di attesa di circa 40mq che funge anche da ingresso/uscita (non separate), punto reception, disimpegno ai corridoi. Uno spazio alto solo 2.70 (di tipo domestico) con volumi d’aria limitati e che andrà fortemente depressurizzato (con quali effetti?)”. Lasciano perplessi anche le misure dei vari locali: 2,60 metri di profondità per gli spazi anamnesi e vaccinazione, corridoi da 1,40, sala attrezzata “per reazioni avverse” da circa 9 mq e, con una media di 50 persone sempre presenti nella primula, due soli bagni per i pazienti e uno per gli operatori.

Ma la chicca finale è la parte in cui il bando precisa che “la presentazione dell’offerta non vincola il Commissario straordinario ad affidare la realizzazione dei padiglioni”. Come dire, potremmo anche avere scherzato. E forse conviene proprio sperare che sia così.

Di sicuro noi, che siamo un pò maliziosi, seguiremo l’operazione stando bene attenti che alla fine, ad aggiudicarsi l’appalto non sia una società fondata pochi mesi fa, con un capitale di 1500 euro e specializzata in organizzazione di eventi!

Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it

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