La task force vuole l’immunità. L’arroganza della tecnocrazia.

Colao e la task force per la fase II starebbero puntando i piedi per ottenere l’immunità per tutte le azioni compiute nell’esercizio del mandato conferito dal Governo. Il terreno della trattativa, dunque, starebbe nella manleva dalle responsabilità civili e penali ed erariali per gli atti adottati come consulenti del Governo.

E ormai il tema dominante e centrale in Italia è proprio il discarico delle responsabilità e se è vero che il Governo non lavora col favore delle tenebre, pare che brancoli però nel buio, data la superfetazione delle commissioni consultive.

Ebbene, questa faccenda ha del paradossale e impone una serie di riflessioni.

La prima in ordine di evidenza, ma non di importanza, è che stiamo assistendo ad una svolta autoritaria e tecnocratica senza precedenti.

La dialettica democratica, già messa in crisi dalla nascita dei governi frutto degli accordi di Palazzo, e che non ci stancheremo mai di ripetere rimette nelle mani del popolo la sovranità e impone che il Parlamento sia l’unico e solo detentore del legislativo, sta progressivamente perdendo di vigore in questa fase emergenziale.

La mortificazione delle Camere, l’assoluto disprezzo per l’apporto emendativo delle minoranze, ma anche di fette della maggioranza dissenziente e l’accentramento dei poteri nelle mani del Premier mediante atti di dubbissima costituzionalità ne è la prova.

A questo quadro di onnipotenza di facciata si accosta tuttavia la sostanziale inadeguatezza del leader e l’incapacità delle figure politiche apicali. Il Premier ed i suoi Ministri hanno infatti dato evidenza di assoluta inidoneità nell’affrontare i problemi che gli si sono prospettati con la pandemia, ciò che ha determinato ritardi sia nell’adozione delle misure di contenimento che nelle misure di sostegno alla popolazione.

Da qui il desiderio di “condivisione” delle responsabilità, con la creazione di commissioni consultive che in buona sostanza hanno due funzioni: specchio per le allodole e, alla bisogna, scaricabarile.
Viene poi in rilievo la duplicazione delle funzioni. Ed infatti, esiste un organo come L’ISS, Istituto Superiore di Sanità, che per legge è consulente tecnico scientifico del Ministero della Sanità; esiste la Protezione Civile, che in seno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri è preposta alla gestione delle situazioni emergenziali; esiste il CNEL, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (organo di rilievo costituzionale), composto di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, che ha funzione di consulenza delle Camere e del Governo.

E purtuttavia, si dà un buon colpo di spugna a tutta l’attrezzatura ordinamentale e si procede con la nomina dei super tecnici, esimi esperti, chiarissimi professori che se nel pedigree hanno anche una colazione al Bildeberg in compagnia dell’Europa che conta è anche meglio.

Questo è il desolante scenario su cui si innesta l’ultimo schiaffo alla democrazia, alla sovranità popolare, al principio di rappresentanza ed alla separazione dei poteri: la richiesta di immunità.

E’ noto che nel nostro ordinamento le immunità parlamentari, declinate nel senso dell’insindacabilità delle opinioni espresse nell’esercizio delle proprie funzioni e dell’inviolabilità personale, nascono per liberare la politica da ingerenze e compulsioni esterne.

Sono strumenti che impediscono all’esecutivo ed al giudiziario di comprimere il potere legislativo, che è schietta espressione della volontà popolare.

Le immunità nascono non per proteggere il parlamentare o per dotarlo di un odioso scudo di deresponsabilizzazione, ma per proteggere i cittadini che hanno liberamente espresso il proprio voto e che hanno il diritto di non veder mortificata la propria rappresentanza in Parlamento. Le immunità servono per garantire che gli obiettivi politici dichiarati e per cui si è stati votati dal popolo siano perseguibili e realizzabili.

Si aggiunge che dal 1993, dopo mani pulite, le immunità parlamentari sono state peraltro sensibilmente ridimensionate per evitarne usi distorti e con la dichiarata volontà di enfatizzarne ancora di più la funzione di garanzia nei confronti dei cittadini.

E invece oggi cosa accade?
Le Camere vengono sistematicamente esautorate; il Governo, che non risponde alla reale volontà popolare perché figlio dell’inciucio di palazzo, accentra i poteri e non essendo capace si dota pilatescamente di commissioni di tecnici referenziatissimi; i super tecnici chiedono di decidere per noi senza però andare incontro ad alcun tipo di responsabilità.
In chiosa: possono farci tutto perché non devono rispondere alla responsabilità politica che è connaturata al principio di rappresentanza, non debbono subire niente perché si proteggono con le immunità, che invece sono proprie degli eletti dal popolo.

E così, con una grattugiata fresca di arroganza, il piatto della deriva autoritaria e tecnocratica, che soppianta il potere politico e democratico del popolo … sta per essere servito.

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