Le prospettive per il rilancio della Divisione Aerostrutture di Leonardo SPA

La vertenza della Divisione Aerostrutture di Leonardo SPA coinvolge i quattro stabilimenti meridionali: Pomigliano D’Arco, Nola, Foggia e Grottaglie (Taranto).

A causa della pandemia il mercato degli aerei è crollato con la diminuzione dei voli e, di conseguenza, gli stabilimenti hanno ricevuto minori commesse di lavoro.

Si è verificato, quindi, un calo di produzione e la necessità, da parte dell’azienda, di far ricorso da Gennaio agli ammortizzatori sociali con l’attivazione della Cig per 2.200 persone nel complesso.

I siti della Divisione Aerostrutture producono per Boeing, Airbus ed ATR, ed il sito attualmente più penalizzato è quello di Grottaglie, in quanto, la produzione è caratterizzata dalla monocommittenza: l’intera produzione è legata alle sezioni di fusoliera per il modello di aereo Boeing 787, che vedeva prima della pandemia la produzione di 14 sezioni al mese, poi calata a 10-12 pezzi, fino all’estate 2020, quando si è ridotta a 3-4 pezzi a mese, fino alla grave crisi di oggi.

La soluzione migliore per coprire il vuoto creatosi nella Divisione Aerostrutture non sembrerebbe essere neppure quella di trasferire commesse da altri siti nazionali della società perché questo andrebbe solo ad innescare nuove vertenze lavorative in altre zone d’Italia.

Gli Stabilimenti di Leonardo SPA, in particolare la Divisione Aerostrutture, oltre ad essere tra i siti aeronautici più avanzati al mondo sono anche e soprattutto centro di eccellenza per la lavorazione della fibra di carbonio, quindi, avrebbero l’alta tecnologia per diversificare la propria produzione con ulteriori nuovi progetti, in aggiunta alle commesse già esistenti assumendo così un ruolo sempre più importante e strategico.

L’azienda ha iniziato a perseguire attivamente questa via con la finalità di un rilancio della Divisione oltre a preservare il proprio capitale umano e tecnologico, come dimostrano i recenti accordi raggiunti per la realizzazione del drone europeo EuroMale  -velivoli a pilotaggio remoto- frutto della collaborazione europea nel settore della Difesa, la cui partenza produttiva è prevista nel biennio 2026/2027 con il  montaggio dei sotto-assiemi e sezioni dell’ala nel sito di Grottaglie e la produzione riservata allo Stabilimento di Foggia, ed ancora, la partecipazione ad una gara per la realizzazione (tra il 2023/2025) del drone Skydweller -il primo velivolo pilotato a distanza a energia solare-  in collaborazione con la start-up spagnola-americana di cui Leonardo è anche azionista, ed infine, la progettazione e produzione nel sito di Grottaglie delle fusoliere in materiale composito del piccolo velivolo elettrico VX-4 di Vertical Aerospace.

Oltre ad avere già messo in campo i nuovi progetti del MaTeRIA Lab (Materials Technology Research and InnovAtion Lab) per lo studio dei materiali avanzati e quello del Joint Lab, nato dalla collaborazione tra Leonardo e Solvay, situato presso il Leonardo Lab di Grottaglie e dedicato allo sviluppo degli engineered material per strutture aerospaziali complesse e di grandi dimensioni.

L’invasione russa dell’Ucraina ha comunque accelerato i programmi per il consolidamento della difesa europea e Leonardo SPA starebbe assumendo un ruolo di primo piano.

In risposta agli attuali sviluppi geopolitici, il 16 marzo la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno (O.d.G.) relativo al cosiddetto “Decreto Ucraina”, impegnando il Governo ad avviare l’incremento delle spese per la Difesa verso la soglia del 2% del Prodotto Interno Lordo (PIL) .

Nell’ottica di un moderno sistema europeo di difesa e di sicurezza, anche all’interno della Divisione Aerostrutture si sarebbe cominciato a discutere di nuovi equilibri produttivi fra civile e militare e nella diversificazione e rafforzamento delle attività di ricerca, sviluppo e produzione.

E con molta probabilità questi potrebbero essere stati i motivi che avrebbero spinto recentemente l’azienda ad incorporare nella sede della Divisione Aerostrutture di Grottaglie anche la componente di sperimentazione di sistemi di comando e controllo in ambito navale sviluppata nel sito di Leonardo Taranto -Divisione Elettronica per la Difesa-.

Con la diversificazione dettata dalla nuova strategia di sviluppo aziendale ed avendo come obiettivo la garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali e produttivi dei siti meridionali della Divisione Aerostrutture, sarebbe da valutare attentamente e con interesse la possibilità di “aprire” al coinvolgimento degli Stabilimenti meridionali anche all’iniziativa trilaterale (Italia, Regno Unito e Svezia) denominata “Tempest” che ha già ottenuto il via libera in Commissione Difesa e che consiste nello studio, nello sviluppo, nella sperimentazione, nella qualifica e nell’entrata in servizio dei primi esemplari di un sistema di aerei da combattimento di sesta generazione – Future Combat Air System (FCAS) -, integrato con sistemi cooperanti non pilotati (velivoli a pilotaggio remoto o adjuncts), satelliti ed altri assetti militari, destinati a sostituire la flotta Eurofighter a partire dal 2035.

Con riferimento ai possibili ritorni industriali ed occupazionali del predetto programma, il Ministero della Difesa, nel far presente che il programma coinvolgerà le grandi imprese per la difesa e l’aerospazio -tra cui Leonardo SPA- ubicate nel territorio nazionale segnala che l’iniziativa interesserà anche PMI e Start-Up nei settori dell’avionica, della sensoristica, delle comunicazioni, dell’intelligenza artificiale, della propulsione, dei materiali, della simulazione, dell’armamento e dei velivoli autonomi.

I materiali compositi in fibra di carbonio hanno assunto comunque un ruolo importante e strategico non solo nell’aeronautica ma anche in campo navale e ferroviario.

In particolare, barche da leggere e ultra-veloci, parti strutturali delle navi militari e civili e parti di veicoli ferroviari potrebbero essere oggetto di uno specifico studio di fattibilità con la prospettiva di sviluppare nuove commesse e lavorazioni negli Stabilimenti Leonardo SPA della Divisione Aerostrutture, utilizzando il materiale composito in fibre di carbonio implementando eventualmente il processo produttivo con nuove tecnologie, oltre a quelle già esistenti.

Quanto descritto sopra, si sta facendo già strada negli Stati Uniti ed in Cina per quanto concerne il mercato navale e ferroviario, tradizionalmente il regno dell’alluminio e dell’acciaio.

La parola chiave sarebbe la sostenibilità, visto i vantaggi di riduzione dei costi energetici e di manutenzione delle parti realizzate utilizzando le fibre di carbonio.

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