Libia, arrestato Bija, super trafficante di esseri umani.

Abd al Rahman Milad, meglio noto come “Bija”, accusato dalle Nazioni Unite di contrabbando di carburante e traffico di esseri umani in Libia, e’ stato arrestato in Libia. Lo annuncia su Facebook, come riferisce l’Agenzia NOVA, la giornalista italiana freelance Nancy Porsia, gia’ minacciata da Milad per le sue inchieste sul traffico di esseri umani.

Il 7 giugno 2018, il Comitato delle sanzioni delle Nazioni Unite ha incluso “Bija” in un elenco di sei persone sanzionate per il loro ruolo nella tratta di esseri umani in Libia.

Abd al Rahman al-Milad, si legge nell’informativa elle Nazioni Unite, era a capo dell’unità regionale della Guardia Costiera a Zawiya che è costantemente collegata alla violenza contro i e ad altri trafficanti di esseri umani. Il gruppo di esperti delle Nazioni Unite afferma che Milad e altri membri della guardia costiera sono direttamente coinvolti nell’affondamento di imbarcazioni di utilizzando armi da fuoco. Al-Milad collaborava con altri trafficanti di migranti come Mohammed Kachlaf che, suggeriscono le fonti, gli stava fornendo protezione per svolgere operazioni illecite legate alla tratta e al traffico di migranti. Diversi testimoni in indagini penali hanno dichiarato di essere stati raccolti in mare da uomini armati su una nave della Guardia Costiera chiamata Tallil (usata da al-Milad) e portati al centro di detenzione di al-Nasr, dove sarebbero stati tenuti in condizioni brutali e sottoposti a percosse.

“Il capo della guardia costiera che avevo denunciato quattro anni fa come ufficiale coinvolto nel traffico degli esseri umani in Libia e’ stato arrestato a Tajoura, a est di Tripoli. Ad un anno esatto dalle sue minacce di morte nei confronti miei e della mia famiglia”, ha scritto la giornalista lucana. Recentemente, in un’intervista all’emittente televisiva “Wtv”, ripresa dal sito web d’informazione “Al Wasat”, Bija (presentato come comandante della Guardia costiera presso la raffineria di Zawiya, uno dei punti principali delle partenze dei migranti e snodo cruciale delle esportazioni di prodotti petroliferi) si era detto “pronto a comparire davanti a qualsiasi comitato investigativo internazionale o locale, a condizione che cio’ avvenga attraverso i canali ufficiali del ministero della Difesa, del Capo di Stato Maggiore e della Guardia Costiera e di essere trattato come un ufficiale”.

L’arresto – spiega NOVA – arriva mentre le autorita’ libiche stanno operando un riassetto delle strutture responsabili del contrasto al traffico di migranti e di esseri umani. Bija e’ sospettato peraltro di essere responsabile delle torture contro i migranti in un centro di detenzione da lui gestito a Zawiya.

Il quotidiano “La Stampa” riporta che lo scorso anno “Avvenire” aveva svelato un incontro in Italia di una delegazione libica, organizzato dall’Oim (l’Organizzazione per le migrazioni delle Nazioni Unite) e finanziato dall’Unione europea, al quale aveva partecipato proprio Bija. Lo riporta Speciale Libia.

Era il 2017, la visita partì dal Cara di Mineo, poi la delegazione si spostò a Roma, alla Guardia costiera, alla Croce Rossa, al ministero della e perfino a quello dell’Interno, stando a quanto poi raccontato dallo stesso Bija. L’articolo afferma che “c’è chi sostiene che questo fosse avvenuto sotto falso nome ma la reale identità del trafficante libico era nota a molti e a quanto pare non solo alla delegazione libica che veniva in Italia per apprendere nozioni e tecniche di assistenza ai migranti”. Bija si fece poi «sentire» direttamente con Nello Scavo, autore dell’articolo, e con altri giornalisti italiani che da anni si occupavano di lui, con alcuni minacciosi messaggi di morte sui social.

L’accusa mossa contro Al-Milad dall’Onu e dalla Corte internazionale dell’Aja è di crimini contro l’umanità per essere uno dei maggiori organizzatori del traffico di migranti.

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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