Lotteria degli scontrini. Ha ragione Giorgia Meloni. Nuova figuraccia di Pagella Politica.

Pagella politica torna all’attacco di Giorgia sostenendo che nella vicenda della lotteria degli scontrini abbia detto cose non vere, e cioè che non è vero che attraverso quel meccanismo lo Stato può controllare le abitudini e le spese dei cittadini. Non è la prima volta che il sito che vorrebbe fare fact checking, ovvero denunciare bufale, prende delle clamorose cantonate. Forse perché l’opera di debunking viene fatta con le lenti dell’ideologia e – si sa – l’ideologia offusca la ragione e porta a giudizi parziali e sommari. Oppure perché viene fatta da volenterosi incompetenti. Probabilmente per l’una e l’altra ragione.

Ci dispiace dover ridicolizzare ancora una volta i militanti di Pagella Politica. Purtroppo le lezioni che abbiamo dato loro in passato non sono evidentemente bastate e siamo costretti, nostro malgrado, a riprenderli (metaforicamente) a pesci in faccia.

Passando ai fatti.  Il Governo dal 1° dicembre ha introdotto la “lotteria degli scontrini”, chiedendo ai cittadini di registrarsi presso un portale e dare il consenso per il trattamento dei loro dati personali. Al portale si accede inserendo i propri dati e il codice fiscale.. Una volta che il cittadino ha eseguito l’accesso e ha dato il consenso per il trattamento dei suoi dati, gli viene rilasciato un “codice lotteria” da comunicare all’esercente per ottenere uno scontrino con un biglietto virtuale, per partecipare all’estrazione di premi in denaro. Un mezzo che – secondo il Governo – dovrebbe contrastare l’evasione fiscale dei piccoli commercianti, quelli che sarebbero restii a fare lo scontrino perché secondo la sinistra sono la rappresentazione archetipica dell’evasore fiscale. Manco fossero banche o multinazionali…

Ma andiamo ad analizzare nel merito il “fact checking” di Pagella Politica.

Giorgia aveva dichiarato:

«Se paghi con carta di credito e fai così sapere a Conte, Casalino, Di Maio, Gualtieri, l’Agenzia delle Entrate e lo Stato tutto, quali sono le tue abitudini, cosa ti piace, cosa compri e da chi e a che ora, allora partecipi a una “lotteria dello Stato” […] Potranno valutare se fai spese “immorali” oppure se sei un cittadino socialmente accettabile»

Secondo i nostri questa dichiarazione sarebbe errata perché “non è vero che la lotteria degli scontrini consente il tracciamento degli acquisti dei cittadini. Nel database della lotteria – che fa a capo all’Agenzia delle dogane e dei monopoli – sono raccolti solo i dati relativi all’importo speso, alla modalità di pagamento utilizzata e al codice lotteria.”

Insomma, secondo i sedicenti sbufalatori di Pagella Politica i cittadini possono stare tranquilli perché lo Stato per la lotteria degli scontrini raccoglie solo i dati relativi all’importo speso, alla modalità di pagamento utilizzata e al codice della lotteria.

Quindi facciamo chiarezza su un punto fondamentale: i dati vengono raccolti, altrimenti il cittadino non sarebbe tenuto a dare il consenso per il loro trattamento. A raccoglierli è lo Stato italiano attraverso le sue agenzie, a gestire i servizi informatici e i server su cui vengono raccolti i dati sono spesso ditte specializzate. Ora cerchiamo di entrare nel merito.

Qui di seguito pubblichiamo la struttura del file XML pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, ovvero il file con tutti i dati che vengono telematicamente inviati dall’esercente allo Stato italiano:

Come si può vedere, lo Stato entra in possesso della singola transazione effettuata dal cittadino desideroso di vincere alla lotteria, archiviando sui suoi server dati come: l’esercente, il registratore di cassa utilizzato, la data, l’ora, chi è l’acquirente, quanti soldi ha speso e come ha pagato.
Supponiamo che il signor Mario Rossi vada in pizzeria e comunichi all’esercente il suo codice: lo Stato verrebbe subito a sapere che il cittadino Rossi Mario nel giorno X dell’anno Y nell’ora Z è andato dalla pizzeria Tale sita in via Tizio, acquistando Questo e Quello e spendendo tot. Euro e pagando con la carta o in contanti.

Ed è esattamente quello che ha dichiarato la con il suo post: con la scusa della lotteria lo Stato saprà quante volte al mese Mario Rossi mangia la pizza, quanti caffè prende durante la sua giornata, quali sono i negozi che frequenta, a che ora effettua compere, quanto spende, se i suoi soldini li spende per comprare il cilicio oppure al sexy shop, se paga con la carta o paga in contanti.

Ma c’è di più. Se è vero che i dati della lotteria degli scontrini sono già di per sé più che esaustivi per conoscere tutto, a questi si possono facilmente aggiungere quelli dello scontrino elettronico e della fattura elettronica che le attività commerciali comunicano per legge allo Stato italiano. In questo caso i dati sono ancora più dettagliati perché scandagliano analiticamente le transazioni dei negozianti. Chi non è ingenuo sa benissimo che incrociare i dati della lotteria dello scontrino con quelli dello scontrino e della fatturazione elettronici è un giochino da ragazzi.

Ormai è abbastanza risaputo che il vero business di questo millennio sono i dati. Con un po’ di malizia potremmo pensare che dopo aver imposto al sistema produttivo strumenti di tracciamento elettronico che nessuno Stato al mondo si sogna di fare, mancava solo l’ultimo passaggio, ovvero quello di identificare gli acquirenti. E la lotteria dello scontrino è il classico specchietto per le allodole che completa la manovra del Grande Fratello. O meglio, il vero completamento si avrà con l’introduzione del cashback, l’altro meccanismo escogitato dal Governo pentapiddino per spingere gli italiani ad abbandonare il contante.

 

Quando si parla di queste cose non possono non ritornare alla mente le parole di Luigi Di Maio, quando in occasione del lancio del reddito di cittadinanza ci teneva a far sapere che la paghetta di Stato non poteva essere utilizzata per “spese immorali” e che tutto sarebbe tracciato. Ma anche le parole di un’altra icona del globalismo e della tecnocrazia come Laura Boldrini, quando sottolineava le virtù della moneta elettronica perché la “carta di credito ci permette di sapere chi spende e in cosa”, dove quel “ci” sta ovviamente per chi detiene il potere e governa, mentre il “chi” sta per i poveracci del popolo che sono sempre agli occhi della sinistra da salotto dei miserabili da rieducare.

Ora bisognerebbe rileggere il post scritto dalla Presidente di Fratelli d’Italia per rendersi conto che ha ragione da vendere, e che i prodi sbufalatori di Pagella Politica anche questa volta sono stati sbufalati e mortificati. Un po’ più di studio e di approfondimento potrebbero non solo giovare alla causa di chi vorrebbe ergersi a testimone della verità, ma anche evitare ricorrenti figuracce.

Aggiornamento del 3/12(2020, Pagella Politica ci ha risposto e noi abbiamo replicato.

Lotteria degli scontrini: Pagella Politica si ostina a prendere cantonate.

1 commento

  1. Credo che ci sia un problema di lingua italiana, mi piego meglio, l’onorevole Meloni ha dichiarato che : “«Se paghi con carta di credito e fai così sapere a Conte, Casalino, Di Maio, Gualtieri, l’Agenzia delle Entrate e lo Stato tutto, quali sono le tue abitudini, cosa ti piace, cosa compri e da chi e a che ora, allora partecipi a una “lotteria dello Stato” […] Potranno valutare se fai spese “immorali” oppure se sei un cittadino socialmente accettabile» .
    Punto 1 I soggetti nominati non sono titolari del trattamento dei dati, pertanto non possono in nessun modo accedervi, esiste la GDPR che stabilisce chi e in che misura può trattare i dati raccolti.
    Punto 2 I dati raccolti non sono aggregati pertanto se compro dieci gelati e 20 brioches non saprà mai che mi piacciono le brioches, perchè l’unica cosa che si potrà evincere è che sono andato 30 volte al bar, quindi non svelo ne le abitudini ne cosa mi piace.
    Punto 3 Spese morali e immorali sono una pura valutazione personale dell’Onorevole e non compaiono in nesusna classificazione.
    Secondo la GPDR del sito i dati non vengono ceduti a terzi non vengono utilizzati a fini di marketing.

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