Lotteria degli scontrini: Pagella Politica si ostina a prendere cantonate.

Pagella Politica non l’ha presa bene, prova a mantenere il punto attaccandosi al fumo della pipa, ma sarebbe più saggio ammettere di aver preso una cantonata. Una precisazione: è vero che non serve (per ora) lo SPID per ottenere il codice lotteria, basta il codice fiscale. È un errore che abbiamo subito corretto, ma che poco o nulla ha a che vedere con la questione principale. Cerchiamo di guardare la Luna e non il dito.

Veniamo a noi: Pagella Politica si ostina a dire che “non è vero che lo Stato può tracciare gli acquisti fatti da un cittadino partecipando alla lotteria degli scontrini”, sostanzialmente perché lo dice l’Agenzia delle Entrate nel comunicato del 1° dicembre. Ci permettiamo di far notare che questo modo di fare Fact Checking è un po’ dilettantesco e approssimativo. Per riportare i comunicati stampa delle strutture dello Stato non serve un sito di Fact Checking, è sufficiente l’Ufficio Stampa di Palazzo Chigi, già ottimamente diretto da Rocco Casalino

Avevamo postato anche la struttura del file XML scritto dall’Agenzia delle Entrate (con tanto di link, andate a leggerlo!) dove è possibile leggere tutti i dati che l’ADE richiede. E non sono solo quelli del comunicato stampa, ma anche altri. Certo, è vero che non si conosce il dettaglio dell’acquisto, ma di sicuro lo Stato può sapere in qualsiasi momento quando il signor Mario Rossi è andato alla pizzeria sita in via tal dei tali, quanto a speso e che mezzo di pagamento ha utilizzato.

Poi se qualche Sherlock Holmes di Pagella Politica si vuol cimentare in un’indagine un po’ più accurata scoprirà che nelle pizzerie solitamente si mangia la pizza. Quindi sì, lo ribadiamo: lo Stato sa quante pizze mangia il signor Mario Rossi perché sa quante volte va in pizzeria e quanto spende. Così come sa quanto sushi mangia, quante volte va al bar, quali posti frequenta abitualmente e con che tipo di mezzo paga.

Ma il bello è che ai signori di Pagella Politica, probabilmente sempre distratti a guardare il dito anziché la Luna, avevamo fatto notare che accanto al meccanismo della lotteria degli scontrini esiste lo scontrino elettronico e la fattura elettronica (oh guardate che trovate tutto sullo stesso link che abbiamo postato!), con i quali lo Stato conosce nel dettaglio analitico tutti i beni e i servizi che un esercente eroga. Proviamo a fare 1+1 (semplifichiamo noi il lavoro: fa 2) e scopriamo che lo Stato conosce il dettaglio della spesa con lo scontrino elettronico e l’identità dell’acquirente grazie alla lotteria dello scontrino.

Che poi le varie strutture dello Stato rassicurino che i dati non saranno trattati in nessun altro modo se non per erogare premi in denaro nel caso della lotteria degli scontrini, è altra questione. Qui entra in gioco la fiducia che un cittadino ha nello Stato e nei governanti pro-tempore. Rimane il fatto che i dati vengono stipati nei server (ah proposito, chi li gestisce? Delle società private? Ci i può fidare di loro perché firmano un foglio in cui si impegnano a non divulgare i dati? Se è così lo fanno anche le società di telecomunicazione, poi i cittadini vengono tartassati telefonicamente da infinite società, chissà chi fornisce loro i dati e i numeri di telefono…) e che in qualsiasi momento, con un semplice decreto lo Stato può decidere di utilizzare quei dati in altra maniera.

Un consiglio spassionato: cercate di dare un po’ di profondità alle vostre ricerche, vi evitate figuracce e date un po’ di spessore al vostro lavoro.

P.S. questa è la struttura del file xml sui corrispettivi dello scontrino elettronico, buono studio.

 

Con simpatia,

Francesco Filini

Coordinatore Ufficio Studi di Fratelli d’Italia

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