Lucca blues festival, Fratelli d’Italia: “Offese sconcertanti e immotivate. Provincia di Lucca e Regione prendano le distanze”

“Cultura e musica sono patrimonio universale, né di Sinistra o di Destra”. Fantozzi, Martinelli e Petrini intervengono dopo le dichiarazioni denigratorie e scomposte del Presidente dell’Associazione Lucca Blues Festival che ha pesantemente attaccato il Comune di Lucca, Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni.

“Offese sconcertanti e immotivate contro l’amministrazione Pardini e Fratelli d’Italia. Affermazioni tanto brutali quanto qualunquiste quelle del Presidente dell’associazione Lucca blues Festival, visto che la cultura e la musica dovrebbero unire, non sono di sinistra o di destra, ma patrimonio universale. Invece, questo signore si permette affermazioni allucinanti dettate dalla pancia e da quello snobbismo forcaiolo che ha ridotto l’Italia in fazioni belligeranti. Una fabbrica d’odio abile a spargere menzogne rivangando reminiscenze lontane anni luce dai bisogni e necessità della gente. Lucca è città aperta, dei lucchesi e del mondo, le sguaiate offese di xenofobia, razzismo e omofobia non connotano l’attuale amministrazione ma denotano il personaggio che le ha pronunciate. Il presidente è libero di portare la sua associazione dove vuole ma eviti di confondere la cultura con la politica militante. E invitiamo la Provincia di Lucca e la Regione Toscana a prendere le distanze da affermazioni gravi e lesive” dichiarano il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, il coordinatore di Lucca Marco Martinelli, ed il consigliere provinciale Matteo Petrini.

“Il contesto di razzismo, xenofobia e omofobia a cui allude il presidente dell’associazione alberga solo e soltanto nelle sue convinzioni di “pasdaran”, convinzioni radicali non certo suffragate dai fatti. Vorremmo anche ricordare che Giorgia è presidente dei conservatori e riformisti europei, guida quello che i sondaggi definiscono il primo partito d’Italia e considera i valori della persona e della famiglia come imprescindibili. Quindi, lo invitiamo a fare campagna elettorale dalle liste di un partito o all’interno di centri sociali, e non dalla presidenza di un’associazione che dovrebbe unire e non dividere, dialogare e non offendere” sottolineano gli esponenti di FdI.

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