Malan a Il Giornale: Il voto ci dà la forza per fare le riforme. Via il ballottaggio? Si pensi al modello siciliano

«Abbassare la soglia per la vittoria al primo turno? Evita storture, abbassa i costi e aiuta a coalizzarsi». Lucio Malan, presidente dei senatori di sostiene da tempo la necessità di rivedere la legge elettorale delle Amministrative.

Presidente Malan, com'è il suo bilancio del voto di domenica?

«Ampiamente positivo, non solo perché ci siamo aggiudicati 4 Comuni capoluogo contro i 2 del centrosinistra, ma anche perché nei comuni sopra i 15mila abitanti la prevalenza del centrodestra è stata netta e FdI ha registrato una spettacolare crescita. E poi c'è Latina con il primo sindaco donna e il consenso sopra il 70%».

Ora basta con il ballottaggio?

«Personalmente presentai una proposta per abolirlo, ma si potrebbe pensare a una norma simile a quella siciliana dove sopra il 40% si evita il ballottaggio. Questo avrebbe un doppio effetto: eviterebbe il caso paradossale di veder vincere al secondo turno un candidato con meno voti di chi ha vinto al primo turno e offrirebbe un incentivo a coalizzarsi».

Quando si potrebbe mettere in campo questa riforma?

«Per le Amministrative dell'anno prossimo. Non dimentichiamo che per le Regioni da quasi 30 anni si vota a turno unico con un robustissimo premio di maggioranza. Si otterrebbe anche un risparmio di denaro e una minore occupazione delle scuole».

Come procederà il cammino delle riforme istituzionali?

«La partenza è avvenuta nel modo migliore, era giusto e opportuno muoversi nel pieno rispetto del ruolo del Parlamento. Le risposte sono state parzialmente incoraggianti. Ora ci saranno le consultazioni con gli organismi territoriali e si elaborerà un articolato. Il non ci può spaventare, sono convinto che tra gli elettori ci sia interesse a incoraggiare la stabilità e il rispetto delle scelte degli elettori».

Altro tema caldo è la riforma della giustizia.

«Non c'è alcuna volontà di fare una riforma contro qualcuno, la magistratura è una risorsa importantissima. Certo è difficile sostenere che la giustizia funzioni bene visti i tempi tra i più lunghi del mondo. Bisogna far recuperare fiducia nella giustizia, rispettare i diritti dei cittadini, assicurare garantismo in fase di indagine e certezza della pena».

La separazione delle carriere?

«È già contenuta nella riforma dell'equo processo. Bisogna far sì che l'accusa e la difesa siano davvero sullo stesso piano. Non si deve mettere il giudice nella condizione di dover giudicare tra la tesi di un estraneo rappresentato da un avvocato e la tesi di un collega che potrebbe essere stato o diventare il suo superiore gerarchico”.

La riforma del avanza?

«Va in parallelo agli ottimi dati Istat che registrano un record di occupazione stabile e una riduzione della disoccupazione. Le audizioni sono molto incoraggianti con la sola eccezione di due sindacati, ma dalle categorie e dagli operatori i riscontri sono ottimi».

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