Marche, Acquaroli scrive a Mattarella: ritardi gravi sul sisma del 2016.

Pochi giorni fa il Presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha scritto al Presidente della Repubblica Mattarella invitandolo nella regione che ancora soffre per le ferite causate dal sisma del 2016. Pubblichiamo il testo integrale.

«Illustrissimo Presidente Mattarella, a pochi giorni dal mio insediamento mi permetto di sottoporre alla Sua attenzione la drammatica condizione in cui ancora versa il territorio marchigiano colpito dal sisma del 2016 e il disagio in cui vivono le popolazioni. A oltre quattro anni dal sisma che ha gravemente colpito le Marche e gran parte del Centro-Italia, le difficoltà che la ricostruzione di questi territori stanno incontrando esigono un cambiamento di passo, nell’ottica di una ricostruzione veloce ed efficace che coinvolga, con spirito di collaborazione, gli enti del territorio che meglio ne sanno interpretare le esigenze.

I gravi ritardi finora accumulati affievoliscono sempre di più la fiducia e le aspettative dei cittadini, delle famiglie e delle imprese marchigiane, che vedono minacciato il loro futuro e quello del territorio, in particolare di quello appenninico, interessato da un graduale ma inesorabile spopolamento. Per invertire la rotta è necessario l’impegno e il coinvolgimento istituzionale di tutti. Avverto, quindi, la necessità di evidenziare quelle che sono solo alcune delle iniziative che, in modo più incisivo, possono accelerare l’opera di ricostruzione.

Avvicinare maggiormente la ricostruzione ai territori rafforzando sia la filiera tra Commissario, Regioni e Comuni a cui affidare compiti o delegare funzioni, che la regia delle Regioni, così dando piena attuazione agli strumenti e ai modelli normativi di ricostruzione recentemente messi in campo, con particolare riferimento alla ricostruzione dei centri storici e dei borghi che diffusamente caratterizzano il tessuto edilizio e architettonico dell’Appennino e delle aree interne delle Marche.

Offrire una normativa stabile e certa a garanzia dell’efficacia e dell’efficienza dell’azione amministrativa di ricostruzione pubblica e privata e che aspiri a una disciplina quadro unitaria e omogenea, prevedendo anche un Codice Unico per la ricostruzione per favorire la collaborazione dei territori di confine regionali. Definire gli aspetti applicativi ed esecutivi delle disposizioni previste dal D.L. n. 76 del 2020, in materia di contratti pubblici e di accelerazione e semplificazione della ricostruzione nelle aree colpite da eventi sismici, nel pieno rispetto dei principi di trasparenza e legalità».

«Potenziare il personale tecnico e amministrativo per la ricostruzione, sostenere i processi di stabilizzazione, supportare i professionisti impegnati nella ricostruzione privata, anche specificandone i compiti e le responsabilità, circoscrivendo i poteri di controllo degli Uffici Speciali di Ricostruzione.

E ancora, programmare e gestire le risorse destinate alla ricostruzione coerentemente con le esigenze della stessa e, con lo sguardo rivolto al futuro, utilizzare le risorse previste dal Recovery Fund per il rilancio e lo sviluppo dei territori del cratere, con una linea di finanziamento specifica per le infrastrutture materiali, compresi gli edifici pubblici strategici, i sotto-servizi di supporto nei Comuni e per l’innovazione digitale pubblica e privata. Infine prevedere e completare l’iter legislativo per la fiscalità di vantaggio e gli incentivi alle imprese (Zone Economiche Speciali, sisma ecobonus e altri interventi), misure tese a sostenere e promuovere il tessuto economico e sociale, imprenditoriale e territoriale, delle aree del cratere, con una attenzione particolare ai giovani e al lavoro.

Tutto questo, però, richiede dialogo, confronto e ascolto dal basso, leale collaborazione istituzionale tra i soggetti coinvolti nel processo di ricostruzione, dai Sindaci, a tutte le altre Autorità, anche Ecclesiastiche, alle categorie professionali, accompagnati dal Commissario Straordinario per la ricostruzione.

Tali principi di coesione e solidarietà, come in altri momenti che hanno tristemente segnato la storia della nostra Comunità regionale, sono decisivi per superare le criticità oggi esistenti, per ricostruire le Marche e rigenerare lo spirito vigoroso di una terra operosa e grata.

Illustrissimo Presidente, ringraziandoLa vivamente per l’attenzione e la vicinanza che da sempre Lei ha dedicato alle Marche e al tema della ricostruzione, affermo oggi, per la carica che ho l’onore di rivestire, il mio personale impegno e la mia piena disponibilità a un proficuo dialogo istituzionale.

L’occasione mi è gradita per invitarLa nelle Marche: la nostra Comunità, che sta ancora soffrendo le ferite del sisma del 2016, sarebbe particolarmente onorata di poterLa nuovamente accogliere per ricevere da Lei, ancora una volta, una parola di conforto e di speranza».

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