Massimiliano Simoni (FDI): “Con il compenso per il direttore artistico del Pucciniano si poteva prevedere una stagione di prosa al Teatro Caruso”

Viareggio (LU) – Che al sindaco e all’amministrazione comunale di Viareggio non interessi la , è ormai sotto gli occhi di tutti. Dopo aver letteralmente buttato in discarica le ‘Oceaniche’ di Giulio Turcato, aver totalmente ignorato l’anniversario per i 110 anni dalla nascita di Mario Tobino (negando addirittura la consueta posa della corona nella casa di Via ) e dopo aver cosparso la città di teschi a dir poco osceni, che nulla hanno a che vedere con lo spirito del e che anzi rimandano alla ‘Santa Muerte’ presente nella simbologia esoterica messicana tanto cara ai narcos (Maurizio Vanni, Direttore del Lu.C.C.A., è venuto a fare la Skull Parade a Viareggio – per qualcuno terra di conquista e depravazione – perché mai gli avrebbero permesso di farlo nella sua Lucca), mi preme evidenziare un’altra assurda scelta di tipo amministrativo-culturale.

A parlare Massimiliano Simoni, responsabile nazionale dello spettacolo e del di Fratelli d’Italia.

Come sapete, la nuova nomina del direttore artistico del Festival Pucciniano prevede un incarico della durata di (ben) tre anni per un importo totale di 45.000 euro. Considerando che una città come Viareggio, che vanta ben 62 mila abitanti, non ha più un comunale (e relativa stagione di prosa) non sarebbe stato più utile utilizzare quella somma di denaro per organizzare una stagione teatrale al Caruso, presente all’interno dello stesso Pucciniano? Magari una stagione ‘ridotta’, ma pur sempre un’offerta culturale che manca da tempo nella nostra città. Evidentemente – prosegue Simoni – chi abita le stanze comunali non ha mai sentito l’esigenza di impegnarsi in tal senso, ritenendo più giusto ‘investire’ in una scelta politica (nomina del direttore artistico) anziché per il bene della comunità.

Tornando alla triste vicenda del Politeama, il cui concessionario ha chiuso il sipario oltre un anno fa schiacciato dai costi del canone demaniale, ricordiamo che dopo due bandi per la riassegnazione andati deserti, il sindaco Giorgio Del Ghingaro non ha più trovato (o voluto trovare?) una soluzione, nonostante abbia più volte millantato il contrario ( in cambio della concessione, riduzione del canone demaniale, frazionamento  delle con relativo bando per lo spacchettamento delle tre attività, , bar e ). Ma si sa – conclude Simoni –  la rende liberi e a Viareggio, di politici liberi, ce ne sono ben pochi.

 

 

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