No. Cambridge Analytica non influenzò la Brexit: nessuna collusione con la Russia.

Un’indagine condotta su 42 computer, 700 terabyte di dati, 31 server e oltre 300.000 documenti e conclusa con una “assoluzione” per Cambridge Analytica, la controversa società britannica il cui nome è divenuto celebre a seguito di uno scandalo connesso alla gestione dei dati per influenzare le campagne elettorali. Lo riferisce il Guardian.

Ricordate? L’azienda fu accusata dell’uso scorretto di un’enorme quantità di dati prelevati da Facebook così da influenzare le campagne elettorali in Gran Bretagna e U.S.A. a favore delle forze pro Brexit, sovraniste e dei movimenti conservatori.

Su Cambridge Analytica caddero addirittura i sospetti che avesse in qualche modo facilitato il della Russia per fare propaganda contro Hillary Clinton e a favore di Trump. Mentre è di queste ore la notizia che documenti desecretati provano che sia stata la Clinton a montare ad arte la bufala dei rapporti tra il Presidente U.S.A e la Russia, ora arriva anche la notizia che la Cambridge Analytica non ha usato i dati in maniera scorretta e tantomeno è collusa con i russi in improbabili operazioni.

Infatti, l’ufficio del Commissario per le informazioni del Regno Unito ha pubblictao, ieri i risultati del’inchiesta. Elizabeth Denham, il commissario per le informazioni, ha detto che il suo team non ha trovato prove che Cambridge Analytica abbia aiutato l’intervento russo nel processo politico del Regno Unito.

Denham ha detto di non aver trovato prove che Cambridge Analytica fosse attivamente coinvolta nella campagna referendaria dell’UE, a parte una prima proposta di lavorare con l’UKIP che non è stata messa in atto.

Cambridge Analytica aveva ripetutamente affermato nel suo materiale di marketing di avere “oltre 5.000 punti dati per individuo su 230 milioni di americani adulti”, suggerendo che aveva un incredibile potere di micro-target di individui con messaggi politici suggestivi utilizzando un gigantesco database psicografico.

Tuttavia, l’inchiesta ha concluso che “in base a quanto abbiamo riscontrato sembra che questa possa essere stata un’esagerazione” e molte delle attività dell’azienda hanno seguito “processi ben riconosciuti che utilizzano tecnologie comunemente disponibili”.

L’Information Commissioner’s Office ha trascorso tre anni a indagare sulla società, che è crollata nel 2018. La caduta di Cambridge Analytica ha portato a un dibattito globale sull’uso del data targeting in politica e una resa dei conti per le principali società tecnologiche messe alla berlina dai governi di tutto il mondo, introduzione di restrizioni alla pubblicità politica sulle principali piattaforme di social media.

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