Per i conservatori è naturale dire no al green pass

Macron ordina e Draghi esegue?

Oggi è il 14 luglio ma non ci risulta che da noi sia festa nazionale e di essere un’appendice geografica di Parigi, come ai tempi di Napoleone. Eppure molte forze di maggioranza spingono per il passaporto sanitario (greenpass suona più gretin friendly però) obbligatorio per salire sui mezzi di trasporto, per entrare nei ristoranti e nei supermercati. Per ora. intrapresa questa china, perché i ristoranti si e, ad esempio, gli ottici no? Fino ai più pasdaran come qualche virologo che ha proposto di tenere fuori da scuola anche dell’obbligo i minori non passerizzati, diciamo cosi. Un obbrobrio giuridico, filosofico, politico, economico, su cui molti hanno scritto nelle settimane precedenti e che sembrava una prospettiva lontana, anche perché la Ue tanto osannata in altre occasioni aveva scartato questa soluzione radicale. Solo che ora Macron vuole vincere le presidenziali e sa che queste misure sono gradite a non pochi francesi a cui negli anni si è fatto il bourrage des cranes (lobotomizzati, in pratica)

Il green pass e la libertà individuale

Non vogliamo qui soffermarci sulle ragioni per cui si tratta di una misura fortemente lesiva dei diritti individuali e della libertà. Vogliamo solo ribadire che è giusto opporsi al pass sanitario anche da un punto di vista conservatore. Per cui la opposizione di Giorgia e di Fratelli d’Italia è del tutto coerente. I conservatori non sono liberali o per meglio dire pensano che libertà individuale e comunità debbano disporsi in un equilibrio corretto. La comunità però non è lo Stato o per meglio dire la sua burocrazia, che controlla e vessa gli individui. Che raccoglie i dati sensibili, che invade la privacy di ognuno, che di fatto sostituisce il patto comunitario originale con un nuovo “contratto”: se tu mi cedi il tuo corpo, io consento di muoverti. Siamo alle radici della concezione moderna della libertà, che nasce nel Medioevo in Inghilterra con la Magna Carta e l’habeas corpus. Non a caso giornali ed esponenti conservatori inglesi sono ferocemente contrari, anche nei confronti dello stesso governo Johnson che vorrebbe introdurre analoghe misure.

La libertà per i conservatori

È la libertà prima del liberalismo, per citare una opera del grande storico Quentin Skinner. È la libertà dei conservatori: una volta violata questa libertà, anche quella della comunità e dei corpi intermedi sarà spazzata via dalla tecno-burocrazia sanitaria. Se vogliamo un esempio di come funziona il nuovo regime post-democratico, quello che chiamiamo sanitocrazia, lo troviamo proprio in queste misure. Quindi dire no al giacobinismo del pass sanitario è naturale per i conservatori. Cosi come è naturale citare Orwell. Oggi qualche buontempone scrive che Giorgia non avrebbe diritto di nominare Orwell in quanto questi era antifascista. A parte che ha il diritto di citare chi vuole, almeno fino ad approvazione del ddl Zan (dopo chissà….), tutti sanno o dovrebbero sapere che Orwell è patrimonio da sempre dei conservatori, per il suo anti comunismo: lo stesso suo socialismo si può configurare come una sorta di Tory laburism, soprattutto nei suoi ultimi anni di vita. Quanto alla sinistra, Togliatti stroncò con parole di disprezzo 1984 recensendolo sulla rivista di partito “Rinascita” mentre Italo Calvino, allora ad Einaudi, fece di tutto per impedire la traduzione del libro (i comunisti sono sempre gli stessi, come oggi…). Quindi, per favore, lasciateci Orwell e voi continuate a leggere Saviano e Murgia

Marco Gervasoni
Marco Gervasoni (Milano, 1968) è professore ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi del Molise, editorialista de “Il Giornale”, membro del Comitato scientifico della Fondazione Fare Futuro. Autore di numerose monografie, ha da ultimo curato l’Edizione italiana delle Riflessioni sulla Rivoluzione in Francia di Edmund Burke (Giubilei Regnani) e lavora a un libro sul conservatorismo.

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Cristina

Bravo Professore, mi sono stufata di tutto questo green…il passaporto poi è proprio controproducente,ora. Io applicherei il liberismo assoluto proprio su questo. Vedrai i turisti che arriverebbero senza tutte queste stupidaggini. Io non ho fatto il vaccino perchè ho paura e poi voglio morire come mi pare:)) libera anche in questo. Grazie. Lei è pochi altri rubano il mio tempo per riflettere

Davide Di Matteo

son al suo fianco nel voler liberta’ anche su come vuole morire. c’è però un passaggio , meno filosofico, e cioe: supponiamo , e bn lo auguro a nessuno ma ogni tanto capita, che lei diventi positiva e debba necessitare di cure mediche. la mia domanda è: le spese sanitarie sarebbero a suo carico o invece a carico dello stato,e quindi anche a mio carico? perché vede ,io nn vorrei pagare per fornirle una assistenza di cui nn avrebbe avuto bisogno visto che lo stato le da il vaccino per evitare il problema.
con rispetto.
saluti

Cristina

È solo una questione di fiducia. Più cercano di rassicurare meno mi fido. Grazie comunque. Non commenterò più. Scriverò solo lettere d’amore.

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