Peste suina africana, Fantozzi (FdI): “I casi di Roma servano da monito, subito severe misure di biosicurezza! Suinicoltura regionale e cinta senese a rischio”

“Lo scorso gennaio presentammo un’interrogazione alla Regione chiedendo di attuare uno specifico piano per contrastare la peste suina. Si rischiano gravi ripercussioni economiche e restrizioni commerciali”

“I preoccupanti casi che stanno dilagando a Roma devono indurre la Regione Toscana ad adottare severe misure di biosicurezza. Dalla Maremma laziale a quella toscana il passo è breve, la peste suina africana è una malattia infettiva altamente contagiosa in grado di causare elevata mortalità nei suidi, sia domestici che selvatici, è a rischio una produzione ed un export da milioni di euro. Il settore produttivo suinicolo potrebbe andare incontro a pesanti restrizioni commerciali, a rischio suinicoltura regionale e Cinta senese”. E’ quanto dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Vittorio Fantozzi, vicepresidente della Commissione Sviluppi economico e rurale.

“Lo scorso gennaio presentammo un’interrogazione alla Regione chiedendo di attuare uno specifico piano per contrastare la peste suina africana. Avevamo chiesto di coinvolgere gli Atc e le associazioni venatorie. Le esperienze degli altri Paesi europei hanno evidenziato che la tempestiva, immediata e coordinata attuazione delle misure di controllo nei suidi selvatici risulta fondamentale per avere maggiori probabilità di confinare e debellare la malattia. Ancora più importante è l’opportuna identificazione dell’ingresso del virus nelle popolazioni indenni di cinghiali. Un ritardo nell’individuazione dell’infezione potrebbe determinare una diffusione della malattia su territori talmente vasti da rendere difficilmente attuabile l’applicazione delle misure di controllo –avverte Fantozzi- Le organizzazioni agricole esprimono un doppio timore, di tipo sanitario, per gli allevamenti, ed economico, con il rischio che alcuni stati extra-Ue blocchino l’importazione di tutte le carni suine italiane. La Toscana conta oltre 124mila capi a rischio contagio dal virus, che dal cinghiale selvatico si trasmette con rapidità alla popolazione suina mettendo a repentaglio la produzione italiana di insaccati e prodotti Dop come, appunto, la Cinta senese”.

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