Pnrr, boom di opere pubbliche: i Comuni avanti per bandi e lavori iniziati

Quando i tecnici della Commissione europea giungeranno qui in Italia, a Roma, rimanendovi fino a giovedì, per ottenere informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, andando a colloquio con i vari responsabili ministeriali, troveranno una situazione ottimale, a sei mesi di distanza dalla richiesta del Governo di ricevere i 10 miliardi previsti dalla quinta rata.

I risultati già conseguiti

Il Governo ha raggiunto già parecchi risultati positivi in questo senso. “In questi mesi abbiamo raggiunto traguardi decisivi, di cui siamo particolarmente orgogliosi” ha dichiarato il presidente del Consiglio guidando la prima riunione della Cabina di Regia del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “È entrato in vigore il nuovo Pnrr, comprensivo della settima missione RePowerEu; abbiamo ricevuto il pagamento sia della terza rata da 18,5 miliardi che della quarta rata da 16,5 miliardi di euro (l'Italia ha ad oggi ricevuto 102,5 miliardi di euro, rispetto ai 194,4 stanziati dall'Unione europea). E siamo in dirittura d'arrivo per il raggiungimento dei 52 obiettivi della quinta rata, pari a 10,6 miliardi di euro”. In pratica, grazie al , l'Italia è riuscita a portare a casa più della metà dei fondi stanziati dalla Commissione europea. Grazie, soprattutto, a un iter di revisione del Piano molto controverso: in molti, infatti, hanno sostenuto in quei mesi che possibili variazioni avrebbero provocato ritardi e impedimenti, distruggendo quel “perfetto” impianto creato dal governo guidato da Giuseppe Conte. Quello stesso Giuseppe Conte che per anni ci ha raccontato del suo eroico pugno duro in Europa per portare a casa quanti più soldi da Bruxelles, mentre poi si è scoperto (della serie: le bugie hanno le gambe corte) che a decidere l'ammontare destinato ai vari Stati membri fu solo un mero algoritmo. Proprio come in quel caso, anche riguardo la vituperata revisione del Pnrr, è stato scoperto che ogni lamento della sinistra non era guidato da altro se non da una lettura propagandistica della realtà.

La Schlein ci ha provato in piena campagna elettorale

Malgrado i fatti e i risultati abbiano smentito in toto le lamentele della sinistra, non c'è mai limite al peggio. Tanto che la segretaria del PD Elly Schlein, in piena campagna elettorale per le elezioni europee, ha lanciato una di quelle fake news invecchiate malissimo in pochi giorni: l'italo-svizzera ha infatti parlato di fantomatici “tagli che il governo Meloni sta facendo ai comuni, 250 milioni. Soprattutto, è grave la scelta del tutto insensata di tagliare maggiormente quei comuni che stanno più spendendo risorse per il Pnrr. Questi tagli sono gravi in una situazione in cui i comuni erano già affaticati dagli anni precedenti, dalla pandemia, dalla crisi energetica”. La risposta fu data già da Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d'Italia al , spiegando che il taglio di 200 milioni contenuto nel Bilancio per correggere “gli errori fatti dal precedente governo”, escludeva però “le spese rientranti nell'ambito dei diritti sociali, delle politiche sociali e delle famiglie”.

Opere pubbliche e Comuni

Dalle colonne de Il Sole 24Ore di questa mattina, poi, è arrivata l'ennesima batosta per il centrosinistra tutto allarmi e niente fatti. Un riscatto proprio per i Comuni che Schlein aveva tentato maldestramente di difendere: tra i lavori del Pnrr, infatti, risulta che i bandi sono saliti a 72mila, dei quali quelli aggiudicati sono 41mila, il 57% del totale. Tra questi, sono proprio i Comuni a riservarsi le fette più corpose di questi dati: a questi, infatti, spettano il 66% dei bandi totali, 48mila unità, e ben il 70% di quelli aggiudicati e avviati, 29mila. L'autorevole quotidiano finanziario è chiaro nello specificare che “la spesa effettiva in conto capitale delle Pubbliche amministrazioni finanziata con il Pnrr dovrebbe aver raggiunto finalmente un ritmo consistente”. In più, aggiunge altrettanto chiaramente che “il Pnrr è partito davvero anche sul terreno delle opere pubbliche: e che questi mesi saranno cruciali per capire le chance reali del Paese di arrivare in tempo all'appuntamento del 2026 sfruttando in misura soddisfacente l'opportunità creata dall'Europa in faticosa ripresa dopo la pandemia”. Passo dopo passo, insomma, il Governo Meloni macina risultati.

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