Una rete per gli amministratori locali di FdI.

La grande sfida della destra italiana è alle porte. Sono anni che la nostra comunità politica e culturale ha davanti a sé obiettivi sempre più ambiziosi, con il fine ultimo di diffondere la propria visione del mondo. Di fronte a un progressismo universale sempre più diffuso e a una tecnocrazia dilagante sulle spalle di una politica malconcia, è a carico nostro il compito di essere difensori di radici eterne anche nel vivere quotidiano.

Siamo reduci da un primo turno elettorale complesso. Le elezioni non possono essere il fine, ma uno strumento attraverso cui radicarci il più possibile sul territorio e non lasciare che l’apatia regni sovrana.

Fratelli d’Italia, in questo ultimo appuntamento, ha ottenuto un buon successo e numerosi nuovi consiglieri comunali, nonché sindaci e, nel giro di qualche giorno, assessori. Non possiamo prescindere dall’essere presenti negli enti locali, nelle assise consiliari e in tutte quelle organizzazioni di rappresentanza dei territori.

Parliamoci chiaro. La capacità di gestire il potere, nel senso migliore del termine, è sempre stato un talento innato della sinistra italiana; la destra, talvolta, ha dovuto rincorrere, pur dimostrando quanto la nostra offerta politica sia in grado di mutare positivamente il destino delle nostre città, se applicata con testa e cuore.

Ma non basta. Ora c’è bisogno di fare rete, ancora di più. È necessario implementare i momenti di incontro e gli scambi di buone pratiche tra amministratori di Fratelli d’Italia e coloro che, eletti in liste civiche, sono sinceramente attirati dal nostro movimento.
Spesso le nostre città si ritrovano a dover prendere decisioni complesse: penso a tutto ciò che ruota attorno alle politiche per l’ambiente, con particolare riferimento alla cosiddetta transizione ecologica.

Quanto questo approccio è attinente alla nostra visione del mondo? Cosa possiamo recepire e cosa dobbiamo invece rifiutare? Ed evidenzio anche quanto sia necessario confrontarci, tra le tante cose, sulla pianificazione urbanistica, sullo sviluppo del territorio, sulla libertà educativa e sulle politiche per il sociale.

Ognuno di noi non basta a sé stesso. C’è bisogno di un confronto costante che vada oltre i propri confini regionali e sappia far circolare le migliori idee su tutto il territorio nazionale.

Non possiamo, tra l’altro, lasciare che la sinistra sia l’unica che prenda il timone delle grandi associazioni di rappresentanza degli enti locali. Per far questo però dobbiamo superare sfilacciamento e visioni sfuocate, puntando a obiettivi ambiziosi senza perdere di vista il fatto che noi siamo eletti per le comunità che rappresentiamo, non per carrierismo fine a sé stesso.

Tra poco più di due anni gli italiani saranno chiamati a eleggere nuovamente i propri rappresentanti.

Vogliamo guidare l’Italia verso il proprio destino e non sia più ad appannaggio di altri. Abbiamo bisogno di fare rete, di guardarci negli occhi, di percorrere un sentiero comune seppur ognuno sul proprio territorio.

Anche questa è una grande sfida per una comunità libera e pragmatica, che sappia fare i conti con sé stessa e dimostrare la propria maturità nel momento in cui gli attacchi, nessuno si stupisca, si moltiplicano.

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