Sanità. Barcaiuolo (FdI): nessuna lezione dal PD, artefice implosione Emiliano-Romagnola

“Ringrazio per l'invito il Consigliere Palma Costi, quando mi chiede di portare a Roma le istanze della Regione Emilia-Romagna in tema di sanità. Lo faccio quotidianamente senza seguire le indicazioni del Pd , perché se c'è una lezione che il Partito Democratico non può proprio dare è quella sulla gestione della materia sanitaria. Nessuno nega la situazione di grave affanno in cui versa la Sanità pubblica italiana, ma ciò che il Consigliere Palma Costi ha omesso è come a quell'affanno si sia arrivati: dai tagli ai posti letto, figli dell'imponente definanziamento pubblico 2010-2019, quando tutti i Governi del PD, per fronteggiare le emergenze finanziarie del Paese, hanno ridotto la spesa sanitaria, di fatto il capitolo di spesa pubblica più facilmente aggredibile, alla carenza di medici imbottigliati nell'accesso alle scuole di specializzazione.

Un finanziamento pubblico che è stato decurtato di oltre 37 miliardi di euro dai Governi rosso-grillini, di cui oltre 12 miliardi nel 2015-2019, quando alla sanità sono state destinate meno risorse di quelle programmate per esigenze di finanza pubblica. La prima legge di Bilancio del ha, al contrario, aumentato per il 2023 di oltre 2,1 miliardi di euro il livello del finanziamento del Servizio sanitario , mentre per il 2024 e il 2025 sono stati stanziati 7 miliardi; sono segnali positivi, di un Governo che non taglia ma aumenta. Occorrerebbe onestà intellettuale per ammettere come i responsabili di questo dissesto, quindi, abbiano un nome e un cognome, e sono coloro i quali hanno approvato, firmato, e permesso un taglio complessivo di 0,4 punti percentuali del Pil nazionale in 10 anni alla sanità pubblica.

Sotto il Governo Monti tra il 2012 e il 2013 sono stati promessi 8 miliardi mai erogati. Con la finanziaria del 2014 – a Chigi sedeva Enrico Letta – sono spariti 8,4 miliardi di euro. Matteo Renzi nel triennio successivo ha negato al SSN 16,6 miliardi di euro. Nel 2018 Gentiloni ha seguito il copione dei suoi predecessori e a ospedali e strutture non sono stati dati 3,3 miliardi di euro. Ha chiuso il cerchio Giuseppe Conte, che non perde mai occasione per criticare l'operato di questo Governo dimenticandosi le nefandezze operate dai suoi ministri: un taglio di 0,6 miliardi in pochi mesi. La Bassa è stata al centro del nostro interesse quando, meno di due mesi fa, abbiamo stoppato fino a fine ottobre quell'oscenità chiamata payback voluto dal PD, un meccanismo previsto per i dispositivi medici acquistati dalle Regioni attraverso gare di appalto. Il sistema prevedeva che nel caso in cui gli enti locali sforassero il tetto di spesa per l'acquisto di tali dispositivi, dovessero essere le aziende fornitrici della pubblica amministrazione a risanare i buchi di bilancio restituendo parte degli incassi. Meccanismo che rappresentava per molte realtà del biomedicale modenese un ostacolo alla propria sopravvivenza. Questo Governo è fortemente impegnato sul fronte della sanità, con l'obiettivo di una riforma complessiva che abbia come priorità la riorganizzazione dei servizi, il miglioramento dell'accesso alle cure, la valorizzazione dei professionisti della sanità, che sono l'orgoglio che il mondo ci invidia. Duole avere conferma, ancora una volta, di come il Pd sia in grado di dare buoni consigli, quando non gli sia più permesso di fornire il cattivo esempio governando”.

Lo dichiara il senatore di Fratelli d'Italia, Michele Barcaiuolo, Coordinatore di Emilia-Romagna.

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