Se non fosse un po’ tragico, ci sarebbe da ridere

La politica italiana, diciamoci la verità, soprattutto se osservata da fuori, da qualcuno non direttamente coinvolto, può risultare davvero divertente. Ditemi voi, in quale altro paese al mondo, soprattutto se si ritiene tra quelli civilizzati, gli uomini e le donne politiche sono pronte a dire tutto e il contrario di tutto, anche nell’arco di poche ore, negare l’evidenza, trincerarsi dietro bugie eclatanti, raccontare agli elettori storielle inaccettabili, dipingendo scenari impossibili, e tutto questo facendola franca e continuando a mantenere il proprio orticello di potere? Bugiardi, millantatori, infingardi ci sono un po’ dappertutto, ma il popolo tende ad allontanarli, “farli fuori” inteso non nel senso di sopprimerli, ma semplicemente di mandarli a lavorare in un altro settore che non sia la gestione della cosa pubblica. Dappertutto, dicevamo, meno che in Italia, dove certi soggetti non spariscono mai, anche quando loro stessi l’hanno annunciato e promesso talmente tante volte da farti “sanguinare le orecchie”.

Il caso più eclatante – già sapete a chi mi riferisco – è quello di Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, due soggetti davvero indescrivibili, talmente degni l’uno dell’altra che sembrano inventati dalla mente di uno scrittore, piuttosto che il naturale frutto delle loro mamme. Ora, alzi la mano chi pensava che, nel giro di una manciata di mesi, ci saremmo ritrovati di nuovo la “premiata ditta” al governo, non solo, ma pure dettando legge e sproloquiando?  Vuoi per incapacità o mancanza di furbizia altrui (leggi Matteo Salvini), vuoi per grande capacità di inciucio e furbizia loro, questi due erano appena usciti dalla porta tra il ludibrio generale, che ci sono rientrati dalla finestra come se niente fosse, belli, allegri e sorridenti, ancora a dettare legge su questa povera Italia straziata da tanti dubbi figuri, tutti nella stanza dei bottoni contro il volere popolare, grazie anche a qualche “sepolcro imbiancato” della prima repubblica messo al posto giusto nel momento giusto.

Renzi manda bordate al governo rosso-giallo che dice di sostenere, ma a cui in realtà tiene una pistola puntata alla tempia mentre gioca col grilletto, facendo sapere che un colpo potrebbe sempre partire se non fosse che però lui è la lealtà fatta persona e perciò “Giuseppi stai sereno”… L’altra, tra un parrucchiere, una prima alla scala, qualche vacanza al mare con le amiche, candidamente ci racconta di come il partitino appena fondato col suo mentore sia tutt’altra cosa rispetto al PD, che è proprio “il partito delle tasse”. E qui scusateci se ci lasciamo andare a una grassa risata. Il PD è quel partito che per far rieleggere in parlamento Maria Elena Boschi che altrimenti avrebbe faticato a prendere anche il voto della cognata, ha candidato la nostra “miss Leopolda” a Bolzano, arrivando a stringere patti da “anaconda” con l’SVP che altrimenti non l’avrebbe voluta, mentre lei, candida come un bucaneve, diceva in giro: “Gli altoatesini possono fidarsi del mio impegno di rappresentare in Parlamento loro e le loro istanze. Possono anche fidarsi della mia capacità di lavorare e della mia disponibilità di non interrompere questo dialogo dopo le elezioni”, e infatti, abbiamo visto tutti, noi e pure gli altoatesini.

Adesso pensate che sia finita qui? Ma per carità. Renzi e Boschi sono solo due dei tanti comici del circo che governa questo Paese. Che ne dite ad esempio di Beppe Grillo? Ha un triplice omicidio colposo passato in giudicato sulle spalle, eppure va in giro a fare la morale a chiunque. Prende in giro gli italiani da una decina d’anni, eppure continua ad arricchirsi. Sotterra di “Vaffanculo” chiunque appartenga al PD e lo voglia votare salvo cambiare idea dall’oggi al domani e sotterrare di “Vaffanculo” stavolta chiunque non accetti l’accordo o il governo con il PD. Poi si imbratta un po’ la faccia e si autopromuove Joker, fa un po’ di smorfie davanti a una telecamera, dice un po’ di parolacce alla “dove colgo colgo”, e alla fine lancia l’idea di togliere il voto agli anziani e di darlo ai sedicenni. Insomma, a volerlo seguire – e chi lo fa può essere solo un demente – un sol grido ti fa venire in mente, ed è di “vanzinesca” memoria: “Levateje er vino!”

Basta, però, ci stiamo dilungando, e finiremo per non avere due paroline anche per il centrodestra. E invece sono necessarie. Partiamo da Silvio Berlusconi e dalle sue reti TV. E’ pur vero che Renzi continua a fare politica in Italia, ma sicuramente in questa fase non gode di un grande appoggio popolare, anzi. Eppure in ogni TG del Cavaliere c’è un ricco servizio che riguarda il giovanotto di Pontassieve e del suo nuovo partitino che gli italiani nemmeno saprebbero che esiste senza tutta la pubblicità delle reti Mediaset. Allora, Cavaliere, abbiamo nostalgia del Nazareno? Ci creda, non ci meraviglierebbe.

Dopo di lui, due parole anche per il Capitano, Matteo Salvini, per la verità un po’ meno capitano dopo la figura da cioccolataio fatta grazie a Conte e Mattarella. Comunque, attualmente è ancora il capo del partito più forte d’Italia, quello destinato alla leadership, se solo ci lasciassero votare. E allora perché è così poco leale con i suoi alleati? La prima volta ha fatto il governo con il M5s, anche lì lasciandoci con un palmo di naso e a bocca aperta. Ora indice una manifestazione di tutto il centrodestra, senza simboli di partito, poi acconcia tutto il palco con le bandierine della Lega, come farebbe un bambino delle elementari, e mandando non poco su di giri Giorgia Meloni, l’unica in Italia che sembra dire ciò che fa e fare ciò che dice. A questo punto non sarà mica una colpa, vero?

RK Montanari
RK Montanarihttps://www.lavocedelpatriota.it
Viaggiatrice instancabile, appassionata di fantasy, innamorata della sua Italia.

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