Stati generali della montagna. De Carlo: “Servono fiscalità agevolata, rappresentatività e strumenti per le aree rurali. Non si può standardizzare la montagna”

Una vera rappresentanza delle aree rurali e montane; una fiscalità agevolata e un riconoscimento economico per quello che la montagna produce a favore dello Stato; strumenti di governo adatti a queste realtà: queste le proposte che il deputato di Fratelli d’Italia e sindaco di Calalzo di Cadore, Luca De Carlo, ha portato questa mattina al tavolo degli Stati generali della montagna, convocato a Roma.
“La montagna non soffre perché si spopola, ma soffre e quindi si spopola: lo spopolamento non è la causa, ma la conseguenza più drammatica”, ha esordito De Carlo. “Nel 2100, stando agli ultimi studi, l’85% della popolazione mondiale vivrà nelle grandi città; nel 2030, 41 città supereranno i 10 milioni di abitanti: quale peso può avere la voce delle aree montane? Se a questo ci aggiungiamo una politica nazionale e demagogica di riorganizzazione spinta, che ha portato a fusioni che hanno annacquato il peso della montagna in un grande calderone sovra-provinciale o regionale, è evidente che il problema della rappresentanza per queste aree diventa sempre più cruciale. Manca così la capacità di leggere e di ascoltare il territorio”.
Per De Carlo, la frattura tra aree rurali e grandi centri si sta evidenziando anche con il voto, che le vede sempre più contrapposte alle urne: “La montagna non vuole però arrendersi, e anche questa occasione ne è un esempio; vuole affermare il suo ruolo di custode e di gestore del territorio e delle sue immense risorse. Servono quindi interventi decisi: penso ad esempio a una corretta redistribuzione della ricchezza che la montagna versa nelle casse dello Stato, dall’economia allo sfruttamento delle risorse rinnovabili, a partire dall’idroelettrico. Non parliamo di assistenzialismo, di carità, di “reddito di montananza”: è il riconoscimento del ruolo di custode di un territorio fragile e complesso, che deve godere di una fiscalità agevolata proprio in virtù delle sue caratteristiche particolari e uniche”.
“Non si può pretendere di governare la montagna con gli strumenti delle città”, ha concluso De Carlo. “Servono norme adeguate a questi territori, e questo chiedono i sindaci, ormai ridotti più a burocrati che amministratori del proprio paese: la solita politica demagogica ha visto in cinque anni, a fronte dei continui tagli, le spese dei comuni scendere del 25%, mentre quelle dell’amministrazione centrale sono cresciute del 10%. La medicina della standardizzazione e della razionalizzazione non si può spalmare sull’intero Paese: vanno tutelate e valorizzate le peculiarità delle aree periferiche”.
In chiusura di intervento, De Carlo ha ribadito la disponibilità sua e di Fratelli d’Italia a “elaborare politiche serie che non distruggano, ma valorizzino le realtà montane, con strumenti moderni e differenziati. Crediamo nel di questo tavolo e vigileremo sull’attività del Governo affinché si lavori concretamente per questi obbiettivi”.

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