Storia della docente antisemita candidata da Avs

“Zionist are Nazi”, i sionisti sono nazisti. Una paragone che spesso si è sentito nei cortei pro-Palestina: proprio quel popolo sterminato dall'odio nazista durante la Seconda Guerra Mondiale viene ora accostato al suo carnefice. Ma si sa: dai manifestanti pro-Hamas, che imbavagliano chiunque la pensi in un modo diverso, che attaccano la Polizia e le Istituzioni (l'ultimo episodio ieri alla Sapienza), ci si può aspettare di tutto. Anche un accostamento fuori da ogni logica, storica e morale: parlano di genocidio e di nazismo israeliano, svilendo così una causa che in partenza può essere condivisibile e sulla quale il Governo sta lavorando seriamente, con i fatti e nel rispetto di tutti gli attori in campo: quella del cessate il fuoco. A quanto pare, però, dietro le richieste di cessate il fuoco dei pro-Palestina non vi è una vera intenzione di riappacificazione di un territorio ormai martoriato da decenni di conflitti: si cela, in realtà, un sentimento di odio razziale antisemita che porta inevitabilmente a manifestazioni del genere.

Il colpo di Bonelli e Fratoianni

Ma se a fare certi paragoni non sono più i soliti noti, i figli di papà, studenti dei migliori atenei italiani, i facoltosi che coltivano l'hobby di attaccare gli agenti di Polizia? Emerge, infatti, che non è più il solo mondo dei collettivi a coltivare quell'antisemitismo che a sinistra cercano di nascondere. Si unisce all'elenco delle persone anti-Israele anche una professoressa, docente presso l'Università Orientale di Napoli. Si tratta di Souzan Fatayer, lettore esperto di lingua araba, di origini palestinesi: nei giorni scorsi si è lasciata andare a quel commento che apre il nostro articolo, i sionisti sono nazisti. Scoperta da Il Tempo, la questione è molto più ampia di quello che ci si aspetta. Perché, a quanto pare, non si tratta soltanto di una “semplice” docente universitaria (ammesso che sia poca cosa essere insegnante e nutrire certe idee tanto estremiste contro una religione): Souzan Fatayer sarebbe stata scelta da Alleanza Verdi Sinistra (chi se non loro) come candidata nella circoscrizione Sud alle prossime europee. Una antisemita in lista: che colpo per l'accoppiata dei comunisti 2.0 Bonelli-Fratoianni, già reduci dalla scottatura Soumahoro, accolto letteralmente in lacrime nel partito, salvo poi essere abbandonato a sé stesso dopo pochi giorni per le inchieste sulla coop di famiglia.

Bisogna raffreddare i toni

Da Fratelli d'Italia, parlano di una situazione “agghiacciante”: “Visto che le parole della docente sembrano le stesse usate abitualmente da Hamas, ci chiediamo come Bonelli e Fratoianni possano ritenere opportuna una simile candidatura” fa sapere Raffaele Speranzon, senatore di Fratelli d'Italia. Si aggiunge Sergio Rastrelli, pure senatore di Fratelli d'Italia, che si è interrogato sull'opportunità della candidatura: “Agghiacciante che un professore universitario esprima queste idee”. Ma le risposte non si sono fatte attendere. In prima persona, la prof Souzan Fatayer tenta di rispedire al mittente le accuse: “Essere un ebreo non vuol dire essere sionista”, ha detto, asserendo di essere “una donna di pace”. Una risposta è giunta anche da Verdi e Sinistra Italiana, tramite il capogruppo Giuseppe De Cristofaro, che ha parlato di “campagna diffamatoria” da parte di Fratelli d'Italia e del Tempo “contro la nostra candidata alle europee”. Nel racconto di De Cristofaro, “la sua colpa è di essere di origine palestinese. La destra di questo paese non può fare lezioni a nessuno. Accusare Souzan di antisemitismo è da vigliacchi”. Le sue parole sono un estremo tentativo di mettere in contrasto due “tipi” di odio razziale, inventando che per Fratelli d'Italia il problema di Souzan fosse l'origine palestinese. Al contrario, però, restano agli atti, scolpite nelle pietre del cloud di Facebook, le parole utilizzate dalla candidata di Avs, contenenti una forte matrice antisemita: bollare gli ebrei come nazisti manca di rispetto a quei giovani uccisi lo scorso 7 ottobre a causa dei terroristi di Hamas. Per arrivare a un cessate il fuoco ed evitare una escalation in Medio Oriente, bisognerebbe prima raffreddare i toni qui in Occidente.

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