Sapienza, l’attacco alle Istituzioni dei soliti studenti ideologizzati e pro-Palestina

Tanta concitazione nel pomeriggio di ieri presso il quartiere San Lorenzo, a Roma, a causa di proteste violente di alcuni studenti culminate in un attacco alla Polizia di Stato.

I pro-Palestina assaltano il Rettorato

Epicentro degli scontri, l'Università La Sapienza, sempre più teatro, a causa di studenti ideologizzati, di scontri e bavagli. Dopo aver messo a tacere lo scorso anno il direttore di Libero Daniele Capezzone e l'onorevole di Fratelli d'Italia e presidente di Fabio Roscani, e dopo aver ripetuto il tentativo anche con il giornalista David Parenzo nelle scorse settimane, La Sapienza torna di nuovo protagonista nella sezione cronaca dei quotidiani. Circa trecento studenti pro-Palestina appartenenti ai Collettivi di sinistra, hanno dato il via a una manifestazione all'interno dell'Università. Una manifestazione tutt'altro che pacifica: gli studenti hanno infatti tentato di assaltare il Rettorato. Lì, era riunito in quegli attimi il accademico insieme al Consiglio di amministrazione, in seduta comune, per procedere con l'approvazione di un documento che di fatti rifiutava il boicottaggio della collaborazione scientifica internazionale. Per questo, gli studenti di sinistra hanno cercato di assaltare il Rettorato, di irrompere durante la seduta ma sono stati bloccati e respinti dalla Polizia. A quel punto, secondo le ricostruzione della Questura di Roma, i manifestanti hanno iniziato a protestare in modo spontaneo all'interno degli edifici e della città universitaria: nel dettaglio, uno studente ha assaltato una volante della Polizia, salendoci su e provocando dei danni. Identificato, il giovane è stato prima fermato e poi portato dagli agenti in Commissariato.

Gli scontri con la Polizia

È stata quella, forse, l'occasione giusta per gli altri studenti: la manifestazione pro-Palestina e contro la guerra in Medio Oriente, si trasforma – come al solito – nel classico attacco alle Istituzioni italiane. Dopo l'arresto del giovane, infatti, gli studenti hanno iniziato a inveire contro la Polizia, assaltando i locali del Commissariato all'interno dell'Università, ritenendo, probabilmente, che il loro compagno fosse stato trasportato lì. In queste circostanze è partita la rissa con la Polizia: uno studente ha aggredito il dirigente di Polizia, causandogli alcune ferite. Anche lui bloccato dagli agenti, gli studenti hanno continuato a provare a irrompere all'interno del Commissariato interno, salvo poi cambiare obiettivo, spostandosi verso il Commissariato San Lorenzo, dove hanno continuato a stazionare tutta la giornata. Nella concitazione, sono state danneggiate anche due auto della vigilanza della Sapienza.

solidarizza con gli agenti: “Questo non è manifestare, ma delinquere”

“Piena condanna per le violenze avvenute oggi da parte dei collettivi a Roma” ha fatto sapere tramite i suoi profili social il Presidente del Consiglio , esprimendo solidarietà verso i docenti e gli agenti delle Forze dell'ordine coinvolti e aggrediti. “Devastazioni, aggressioni, scontri, assalti a un Rettorato e a un Commissariato, con un dirigente preso a pugni. Questo – ha aggiunto – non è manifestare, ma delinquere“. Pare, del resto, che i manifestanti, quelli più estremisti, non riescano più a cogliere la differenza che intercorre tra manifestare per esprimere le proprie opinioni e imporle, devastare tutto ciò che c'è intorno e attaccare istituzioni e garanti dell'ordine pubblico rivendicando un diritto alla protesta che certamente non ammette i connotati della violenza.

I cattivi maestri e il ritorno agli anni di piombo

“Non più di qualche settimana fa abbiamo severamente censurato le parole di commiato della professoressa de La Sapienza di Roma De Cesare verso la morte di una brigatista, mai pentita. Oggi invece assistiamo a gravissimi atti di violenza, che hanno interessato oltre alla sede del Rettorato anche il commissariato di Polizia all'interno dell'Università con l'aggressione di un dirigente. Tutto questo è indice di un clima sempre più preoccupante che si va creando all'interno dei nostri Atenei, dove alle parole dei cattivi maestri si uniscono le gesta violente dei collettivi. È tempo che tutte le forze politiche escano dalle ambiguità e che condannino con fermezza quanto sta accadendo. Alla rettrice Polimeni, che con coraggio sta cercando di opporsi a queste violenze, rivendicando l'università come luogo di tolleranza e di , quale essa deve essere, piena e profonda solidarietà”: con queste parole, invece, si è espresso il capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato Lucio Malan, il quale ha sottolineato la correlazione tra certi atteggiamenti “poco ragionati” dell'intellighenzia e questa ondata di violenze: d'altronde, togliere l'appoggio alle Istituzioni e non esprimere solidarietà agli agenti dopo i continui attacchi subiti in circostanze simili nei mesi scorsi, poteva essere un pericolo per l'intero impianto democratico. Fa da monito, allora, il pensiero del presidente del Senato Ignazio La Russa, che più volte ha sottolineato come un ritorno agli anni '70, agli anni di piombo, agli anni in cui si moriva per delle idee, in cui era difficile esprimere le proprie opinioni, è abbastanza distante, ma episodi, come quest'ultimo alla Sapienza, si stagliano come dei pericolosi presagi da non sottovalutare.

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La Redazione de La Voce del Patriota
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