Taharrush gamea, FdI: a Milano violenza di stampo islamico già vista altrove.

E’ una violenza già vista con la sua tradizione e le sue tecniche, ha spiegato qualche giorno fa a a Quarta Repubblica, su Rete 4, il giornalista Tony Capuozzo facendo riferimento alle molestie di Capodanno in Piazza Duomo a Milano, vittime diverse ragazze presenti in piazza per festeggiare la venuta del 2022.

Al momento ci sono due giovani fermati su ordine della Procura. Si tratta di stranieri e italiani di seconda generazione, ma i apparsi in rete e acquisiti dagli inquirenti mostrano il coinvolgimento di decine e decine di giovani che hanno accerchiato le loro vittime perpetrando violenze di ogni genere.

“È una tradizione con delle sue tecniche- spiega Capuozzo-Succede che nel gruppo si dividono i compiti”, dice l’ex inviato di guerra. “C’è un gruppetto che isola le ragazze, un gruppo che fa cerchio per evitare che qualcuno le difenda; e c’è un gruppo che fa finta di stare dalla parte delle vittime”. Questo tipo di aggressioni, prosegue, “sono avvenute più volte anche al Cairo. Succede anche in India dove c’è una larga maggioranza musulmana”.

Fratelli d’Italia ha presentato un’interrogazione al Ministro Lamorgese, perchè non si tratta di un “comune” caso di molestie da parte del branco, ma di una pratica organizzata già vista purtroppo negli ultimi anni.

Molestie islamiste a Milano, FdI chiama Lamorgese a rispondere su crimini e immigrazione illegale.

Le origini della violenza di stampo islamista. I primi episodi documentati dal 2005.

Taharrush gamea – spiega Wikipedia – è un’espressione in lingua araba che significa letteralmente “molestia collettiva”. Con questo nome si designa un’aggressione sessuale di massa ai danni di una donna, che può anche sfociare nello stupro. La pratica è stata documentata per la prima volta in Egitto nel 2005, quando fu utilizzata dalle forze dell’ordine come strumento di repressione contro le donne che protestavano al Cairo a piazza Tahrir. Dal 2012 le aggressioni sessuali, stupro compreso, sono diventate comuni in occasione delle manifestazioni e delle celebrazioni religiose che si svolgono in quella piazza.

Già nel 2005 una egiziana, il “Centro egiziano per i diritti delle donne” (Egyptian Center for Women’s Rights, ECWR), aveva dato il via alla prima campagna contro le molestie sessuali negli spazi pubblici.

Nel 2006 blogger e testimoni oculari riferirono di un’aggressione sessuale di massa ai danni di donne velate e non, compiutasi al Cairo in occasione della festività religiosa di Id al-fitr da parte di un gruppo di uomini usciti da un cinema del centro cittadino. Le scene scioccanti sono descritte qui dalla BBC.

Nel periodo dell’ascesa al potere dei Fratelli Musulmani in Egitto, gli “incidenti” sono diventati ancora più violenti. Secondo alcune organizzazioni egiziane per i diritti umani, sono 500 i casi registrati di molestie sessuali e stupri di gruppo tra giugno 2012 e giugno 2014. Tra le vittime, un’altra giornalista occidentale, una ventiduenne olandese aggredita nel 2013, la cui aggressione fu filmata dalla folla. Lo stesso anno tali atti trovarono giustificazione nelle parole di un predicatore salafita, il quale in televisione sostenne che le vittime di molestie, definite «demoni», «crociate» e «senza vergogna», ricercassero lo stupro.

Le molestie come violenza politica contro le donne

Durante l’amministrazione di Mohammed Mursi si è intensificato anche l’uso di molestie sessuali anche da parte delle forze di polizia, come spiega il leader di Fratelli d’Italia in questo video.

Il Taharrush gamea arriva in Europa con l’ondata migratoria illegale

“Al di là di ogni ragionevole dubbio gli episodi di Milano ricordano in modo chiaro quanto accaduto a Colonia e in numerose altre città europee nella notte di San Silvestro di sei anni fa, quando gruppi di immigrati di origine araba e nordafricana, con chiara matrice fondamentalista islamica, molestarono, derubarono e in diversi casi stuprarono centinaia di giovani donne scese in piazza per festeggiare il Capodanno. Si tratta di azioni non casuali ma pianificate, coordinate e premeditate, messe in opera per rivendicare un modello di società, tipico del fondamentalismo islamico, che non ammette il riconoscimento della parità di diritti delle donne.” Ha spiegato il senatore Giovanbattista Fazzolari, responsabile del programma di FdI, annunciando l’interrogazione al Ministro Lamorgese.

Il riferimento è ai fatti di Colonia, Amburgo, Zurigo, Salisburgo ed Helsinki. 

Il 10 gennaio 2016, infatti, il giornale tedesco Die Welt usò il termine taharrush gamea, citando la polizia federale tedesca in relazione alle aggressioni verificatesi alla stazione di Colonia tra il 31 dicembre 2015 e il 1º gennaio 2016, quando numerose donne denunciarono di aver subito rapine e molestie sessuali da parte di gruppi di uomini di aspetto nordafricano o arabo. Episodi analoghi, sempre nella notte di San Silvestro, furono denunciati anche ad Amburgo, oltre che a Zurigo, Salisburgo ed Helsinki.

Il 10 gennaio 2016, anche un rapporto del Ministero dell’Interno della Renania Settentrionale-Vestfalia sulle aggressioni ha definito “taharrush gamea” il termine con cui è noto nei Paesi arabi un modus operandi descritto come “molestia sessuale collettiva che si svolge in mezzo a una folla”, paragonando l’incidente di Colonia agli incidenti che hanno avuto luogo a Il Cairo in Piazza Tahrir durante la rivoluzione egiziana del 2011.

Il rapporto ha affermato che gli autori dei reati sono stati “quasi esclusivamente” di contesto migratorio “nordafricano e arabo”, e che 14 dei 19 sospettati identificati dalla polizia venivano da Marocco e Algeria.

Fratelli d’Italia incalza il Governo sulle violenze di stampo islamico.

Fratelli d’italia ha chiesto al Governo e al Ministro dell’Interno Lamorgese se condivide che i fatti di Capodanno in piazza a Milano siano riconducibili e assimilabili al cosiddetto “Taharrush gamea” e alle violenze verificatesi sei anni fa a Colonia e nel resto d’Europa, stanti le modalità dell’azione e la provenienza degli autori, per lo più immigrati arabi e nordafricani;

se il Governo non reputi che l’ di massa registrata negli ultimi anni non abbia accresciuto il rischio di fenomeni criminosi di questa natura;

quali misure urgenti il Ministro interrogato intenda adottare per scongiurare il rischio che simili violenze si ripetano e proteggere la popolazione, soprattutto femminile, da rapine, abusi, molestie e violenza sessuale in occasione di feste di piazza e contesti affollati.

Qui il testo integrale dell’interrogazione.

1 commento

  1. bisogna identificare tutti coloro che hanno partecipato alle violenze di gruppo, radunarli in un centro assieme a parenti sino alla sesta generazione, conoscenti, amici ed espellerli immediatamente. Se usiamo un poco di vigore nei loro confronti forse riusciremo a riconquistare fiducia presso i nostri concittadini, altrimenti il sistema si sgretolerà piano piano sino ad arrivare alla situazione ben descritta nel suo libro dal francese Michel Houellebecq “Sottomissione”

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