Una legge regionale rischia di cementificare la Campania.

Il Consiglio Regionale della Campania si riunirà per esaminare il Disegno di legge “Disposizioni in materia di semplificazione edilizia, di rigenerazione urbana e per la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente”.

Una legge la cui approvazione, dal mio punto di vista, deve essere assolutamente ostacolata da parte delle opposizioni presenti in consiglio perché rappresenta un pericoloso lasciapassare per alterare, forse irrimediabilmente, l’equilibrio urbanistico in una regione dove esistono già alti livelli di cementificazione.

Una normativa che, paradossalmente, contrariamente a quanto affermato nelle finalità, avrà un effetto devastante sul conseguente ed irrimediabile consumo di suolo in una regione dove già ora esiste un notevole carico edilizio.

Il progetto di legge, infatti, prevedendo deroghe ai limiti di carico insediativo, consentirà, se approvato, un regime edilizio in deroga creando un sistema di totale anarchia garantita paradossalmente da una legge che incentiva premialità volumetriche fino al 35% del patrimonio edilizio esistente.

La cosa più grave è che con questa norma si vogliono eliminare i comuni dal processo di definizione di un ordinato e programmato sviluppo del territorio amministrato, e senza seguire le procedure imposte agli stessi consente alla regione di poter incrementare il 20/35% dell’edificato sul territorio campano.

Chi sono i beneficiari di tale piano? Si, perché non c’è dubbio che questa legge procurerà un vantaggio per pochi a danno di molti considerato che le deroghe previste agirebbero anche sui territori oggetto di pianificazione paesaggistica impedendo, di fatto, l’esercizio della tutela, con un mutamento che vedrà unico protagonista De Luca.

Mentre altrove si studiano modalità di rafforzamento del rapporto tra paesaggio e partecipazione, tra cura del paesaggio e cittadinanza attiva, il presidente della Regione Campania, così come già fece con la realizzazione dell’ecomostro del Crescent a Salerno e come vorrebbe fare con la torre della Regione di fronte al Centro Direzionale a Napoli, procede incurante di quello che è il parere dei cittadini e del processo sociale ed economico che produce il territorio e che dovrebbe essere alla base delle scelte urbanistiche.

Questo provvedimento è privo di una strategia per lo sviluppo del territorio, sembra piuttosto una concessione fatta al partito del mattone indiscriminato. Meglio sarebbe stato cogliere l’insegnamento del compianto prof. Aldo Loris Rossi ed immaginare di intervenire, con programmi di edilizia sostitutiva sul patrimonio degli anni ’40, ’50 e ’60 che non è antisismico, è stato costruito nell’emergenza e senza garanzie di stabilità perchè fatta con materiali scadenti.

Una rottamazione, con incentivi e premialità, di quella edilizia postbellica, non antisismica e priva di qualità aprendo ad una pianificazione a “volumetria zero”, quindi senza consumo di nuovo territorio. Una strategia che garantirebbe una prospettiva più ampia di rinnovamento dell’edilizia priva di qualità e, al tempo stesso, rimetterebbe in moto l’economia senza aprire in maniera scriteriata a un aumento delle cubature, alla concessione della sopraelevazione o della stanzetta.

Non c’è dubbio, poi, che accanto ad una sommaria valutazione di incostituzionalità, così come accaduto in altre regioni per leggi analoghe, c’è anche un aspetto politico che non sfuggirà a chi in consiglio regionale è chiamato a quella attività di controllo sul governo regionale.

Le elezioni sono ormai imminenti e questa proposta ha il chiaro carattere del provvedimento elettorale, messo in campo per acquisire consensi anche sacrificando l’adozione di processi di partecipazione democratica e mettendo a rischio la tutela paesaggistica adottando criteri per una pessima gestione del territorio.

Una scelta legislativa, quindi, di chiara matrice propagandistica che consentirebbe interventi di trasformazione del territorio al di fuori del contesto pianificatorio senza preoccuparsi dei nefasti effetti che determinerebbe sui territori, ecco di cosa stiamo parlando.

Non possiamo non reagire all’ennesimo atto di protervia di un De Luca che governa la regione come fosse una cosa sua, incurante delle leggi e, chiuso nel suo bunker di Salerno, sembra ritenere che tutto gli sia consentito.

Se consentiremo a questo progetto di diventare legge ben presto il tanto ammirato paesaggio della nostra regione sarà solo un lontano ricordo e il cemento avanzerà per prenderne definitivamente il suo posto.

Luigi Rispoli
Luigi Rispoli
Giornalista pubblicista, organizzatore del Premio Masaniello – Napoletani Protagonisti, fondò insieme al poeta Salvatore Barone il gruppo musicale Vento del Sud, è stato componente della Giunta Esecutiva Nazionale del Centro Sportivo Fiamma ed ha fatto parte del Comitato Regionale del CONI per l'organizzazione dei Giochi Studenteschi, è direttore editoriale di Questanapoli, periodico a distribuzione gratuita.

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