Varchi, (FDI). Piscine e palestre vittime sacrificali, il Governo non le chiuda i numeri parlano chiaro: non sono luoghi di contagio.

Il Governo non chiuda palestre e piscine. L’ultimatum lanciato alle strutture sportive dal premier Conte sembra essere un colpo “alla cieca” nel tentativo di fermare l’avanzata dei contagi in Italia. Mentre, infatti, il caos regna sovrano nella gestione dei trasporti, l’attacco rivolto a palestre e piscine non ha avuto e non ha motivo d’essere: le strutture sportive non hanno mai rappresentato luoghi di grande diffusione del virus. Lo dicono i numeri e diverse indagini condotte in Italia e all’estero. Il comparto, che nel nostro paese vale 10 miliardi, rischia invece di essere la vittima sacrificale di una politica cieca e poco attenta ai bisogni del paese. Dopo i problemi dovuti al lockdown e le ingenti spese che i gestori hanno dovuto sostenere per adeguare palestre e piscine agli standard di sicurezza anti covid, le minacce del premier rischiano di provocare un crollo delle iscrizioni, un’ecatombe economica e occupazionale se la chiusura dovesse concretizzarsi nel giro di qualche giorno. Fratelli d’Italia è al fianco dei lavori tartassati e abbandonati da questo Governo, a cui continuiamo a chiedere risposte ma da cui, noi e gli italiani tutti riceviamo soltanto slogan.

È quanto dichiara Carolina Varchi, deputato di FDI.


 

Ecco il testo dell’interrogazione parlamentare

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dello Sport e al Ministro della salute – Per sapere – premesso che:

non siamo abituati a dare importanza al peso delle parole ma queste hanno una grande influenza, anche sulle scelte delle persone, soprattutto se a pronunciarle è il Presidente del Consiglio e vengono dette in un contesto delicato di emergenza pandemica che ha costretto le persone a sacrificare parte delle proprie libertà fondamentali e a modificare abitudini e stili di vita;

l’effetto dell’ultimo DPCM e dell’incertezza che regnerà per almeno due settimane si è toccato con mano da subito: con il paventato rischio di chiusura, annunciato in diretta da Conte, per palestre e piscine molti clienti, ad esempio, hanno desistito dall’idea di sottoscrivere un abbonamento annuale, in attesa di conoscere il finale;

eppure i numeri parlano chiaro: il rischio Covid in palestra è praticamente zero, come rilevato da uno studio condotto da UKActive nel Regno Unito e pubblicato sulla rivista Health Club Management;

su un campione di 1.300 centri sondati nel Regno Unito nel periodo delle 3 settimane successive alla riapertura dopo il lockdown e su un totale di accessi di oltre 8 milioni, il tasso di casi di contagio è risultato dello 0,02% del totale (17 ogni 10.000 accessi per i clienti, e solo 9 in assoluto tra gli operatori e membri dello staff dei 1.300 club censiti): un risultato significativo legato all’adozione e al rispetto delle misure di prevenzione e contenimento del contagio, ormai note a tutti, che vanno dall’igiene personale ai dispositivi di protezione, alla sanificazione degli attrezzi e degli ambienti;

i centri fitness e sportivi si sono, peraltro, dimostrati anche in Italia molto reattivi e veloci nel monitorare la situazione e segnalare i casi di positività, evitando la diffusione del contagio al loro interno;

dure le parole del presidente della Federnuoto, Paolo Barelli: «Tutti i gestori di piscine hanno speso centinaia di migliaia di euro per mettersi al passo con le regole, tramite sanificazioni, prenotazioni, ingressi contingentati, dietro c’è un costo enorme. C’è sempre stato il rispetto delle norme da parte di tutti, non si capisce come mai si è andati a individuare proprio queste categorie. […] C’è il dubbio, se non addirittura la certezza, che si dovesse chiudere qualcosa e si è deciso di farlo con chi ha meno potere.»;

anche il parere finale del Cts «ribadisce l’importanza dell’attività fisica come determinante di salute» che, certamente, «va tutelata in un giusto equilibrio con le politiche di contrasto e controllo della pandemia»;

quali siano i dati aggiornati dei contagi registrati nell’ambito di palestre, piscine e centri sportivi dalla loro riapertura lo scorso 25 maggio ad oggi;

se siano ancora validi le linee guida e i protocolli nazionali per la fruizione delle palestre, dei centri sportivi e degli impianti natatori elaborati dal Governo pochi mesi fa.

Redazione
La Redazione de La Voce del Patriota

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