Presidente, noi discutiamo oggi, in quest’Aula, di concessioni balneari, perché Fratelli d’Italia ha dovuto chiedere che il Parlamento si esprimesse, dopo che il Governo aveva deciso d’imperio su questo tema. Perché sì, cari italiani, in piena crisi, in piena pandemia, il Consiglio dei Ministri italiano è stato convocato per parlare di concessioni balneari: il che, già, scusatemi, ma dovrebbe, diciamo così, creare un certo imbarazzo in ciascuno di noi. Voglio dire, mi sarei aspettata che ci trovassimo oggi a discutere in quest’Aula, che so, dei provvedimenti urgenti del Governo per fermare il caro bollette: più 131 per cento la luce, più 94 per cento il gas, da gennaio ad oggi, a dimostrazione che il Governo non è stato così utile nella soluzione del problema per aiutare famiglie impoverite e aziende che stanno chiudendo. Mi sarei magari aspettata che si potesse discutere oggi di porre fine a misure irragionevoli, inutili e prive di evidenze scientifiche, come il green pass e il super green pass, che minano alla base il diritto fondamentale, ancor prima che costituzionale, alla libertà e al lavoro. Magari avremmo perfino potuto parlare di come fermare il continuo e incessante sbarco di immigrati clandestini sulle nostre coste, che continuano a entrare indisturbati, spesati e, ovviamente, non vaccinati. O, magari, qualcuno avrebbe potuto spiegarci la posizione del Governo italiano sulla crisi tra Russia e Ucraina, atteso che abbiamo le navi da guerra che costeggiano i mari della Sicilia e siamo nelle mani di Luigi Di Maio, che è volato a Kiev convinto di poter risolvere, con le sue doti diplomatiche, questa annosa questione. Per carità, ha abolito la povertà, anche sulla pace nel mondo ce la può fare, però capite che sul tema ci piacerebbe saperne qualcosa. Ma di tutto questo non si può parlare, perché, per il Governo italiano, la grande emergenza nazionale di queste ore era espropriare 30 mila aziende italiane. La grande priorità per il Governo era legittimare due sentenze, con le quali il Consiglio di Stato si sostituiva a Governo e Parlamento, facendo una cosa oggettivamente inusuale, dichiarando illegittima una norma che era stata votata in quest’Aula e che prevedeva la proroga delle concessioni balneari. Anche quello è un esproprio della potestà legislativa, di fronte al quale, colleghi, perdonatemi, qualsiasi Governo si sarebbe rivolto alla Corte costituzionale, avrebbe fatto ricorso, come ha fatto, invece, solo Fratelli d’Italia. Ma perché il ricorso non è stato fatto? Il ricorso non è stato fatto perché, per alcuni, quelle due sentenze del Consiglio di Stato erano lo strumento perfetto per colpire un’intera categoria.

Perché quella gente è stata prima ignorata, poi presa in giro e, poi, quando non si poteva fare più questo, è stata demonizzata, per coprire la vergogna di quello che si stava facendo, perché voi siete i potenti, con la vostra stampa asservita e loro sono solo inermi cittadini in una Nazione nella quale i cittadini, ormai, sono sudditi. Perché, scusatemi, ma davvero voi che fate finta di non vedere chi ha lucrato sul COVID, voi che difendete la vergogna delle concessioni autostradali, voi che fate finta di non vedere e, anzi, sostenete le finte cooperative milionarie che falsano il mercato, voi che siete sempre schierati con la grande speculazione, adesso ci venite a spiegare che i lobbisti sono i bagnini? No, perché capite che qualcosa non funziona e ci sono state tante menzogne dette su questa vicenda, mi dispiace. E, allora, vale la pena di rispondere.

Ci si è detto, ad esempio, che, grazie adesso al Governo Draghi, si porrà fine alla vergogna dei canoni di concessione troppo bassi. È una menzogna, perché, se questo fosse stato il problema, i canoni li potevate alzare. Ci venite a raccontare che, adesso, un giovane italiano potrà finalmente ambire a gestire uno stabilimento a Riccione: è una menzogna, perché voi sapete bene quanto me che quelle aste non saranno vinte da piccole aziende italiane, ma da grandi multinazionali straniere. Ci venite a raccontare che gli italiani pagheranno meno i lettini e gli ombrelloni: ma è una menzogna, perché sostituire una piccola azienda italiana con una grande multinazionale non comporta una diminuzione dei prezzi, a meno di sottopagare e dequalificare il anche in questo settore. Ci venite a raccontare che si fermerà la speculazione edilizia: è una menzogna, perché i piani regolatori non li scrivono le aziende balneari, li scrivono i comuni che voi amministrate.

Ci venite a raccontare che bisogna intervenire per forza perché, altrimenti, l’Europa ci colpirà con una salatissima multa: è una menzogna anche questa e lo sapete bene, perché l’ultima volta che il Governo italiano ha risposto alla Commissione europea, rivendicando e difendendo la proroga delle concessioni, nessun burocrate ha risposto più. E sapete quale è la cosa incredibile? Che quella lettera fu mandata dall’allora Governo giallo-rosso, che difendeva un provvedimento del precedente Governo giallo -verde; invece, oggi, gialli, verdi, rossi, blu stanno tutti insieme nello stesso Governo, hanno tutti magicamente cambiato idea perché non ci sono più colori, né idee, né un onore da difendere. In compenso, alcuni ammettono candidamente che hanno votato in Consiglio dei Ministri un provvedimento che non va bene e, quindi, adesso lavoreranno per migliorarlo. Io annuncio che quello che farà Fratelli d’Italia, invece, è tentare di bloccarlo, banalmente perché noi non riteniamo che paletti così blandi possano difendere le nostre imprese dallo strapotere dei grandi gruppi, che mirano a fare man bassa delle aziende italiane, perché questa è la realtà. Dite che non si poteva fare diversamente: anche questa è una menzogna. Si poteva fare diversamente, si può ancora fare diversamente e vi facciamo un appello, perché avete ancora la possibilità di salvare 30 mila aziende italiane e, forse, anche la faccia. Cosa si può fare? Si può, come molti hanno detto, aspettare di portare a compimento la mappatura delle spiagge, magari scoprire che ci sono interi pezzi di litorale italiano che non sono stati dati in concessione e che, quindi, mancando il presupposto della scarsità del bene, non si applica la direttiva Bolkestein. Potete andare a Bruxelles, mettere sul tavolo la credibilità di Mario Draghi e spiegare che una direttiva che si chiama “direttiva servizi” si applica, per l’appunto, sui servizi e non sulle concessioni demaniali che sono concessioni di beni.

Potete, per esempio, chiedere conto del perché l’Unione europea pretenda dall’Italia la messa a gara delle sue concessioni, ma, allo stesso tempo, consenta che Spagna e Portogallo proroghino le loro, perché questo evidentemente crea – come posso dire – una disparità tra Stati. E vi comunico che la disparità tra Stati nella cessione di sovranità è incostituzionale, non è prevista nel nostro regolamento. Non avete bisogno di espropriare queste aziende, potete fare tutto quello che volete, potete anche lavorare contro quei privilegi che avete scaricato sulla categoria. Volete aumentare i canoni di concessione? Che ci vuole? Convocate la categoria, l’Agenzia del demanio e le regioni e aumentate i canoni. Volete abbassare il prezzo dei lettini e degli ombrelloni? Bello! Portate l’ di quelle aziende al livello delle altre aziende turistiche e pretendete che il risparmio vada ad abbattere i prezzi. Lo volete fare? Lo potete fare. Non lo volete fare, ovviamente, non lo fate. E, guardate, dico anche questo, perché ho sentito dire in questi giorni – e vado alla conclusione, Presidente – che noi abbiamo preso questa posizione perché vogliamo lucrare un po’ di consenso difendendo privilegi anacronistici.

Vede, Presidente, a differenza di buona parte delle persone che sono qui dentro, noi i privilegi non li abbiamo difesi mai. Noi difendiamo un’altra cosa. Noi stiamo difendendo il lavoro: noi difendiamo quelli che si alzano alle 5 del mattino, pregando in una bella giornata di sole; vogliamo difendere quelli che arrivano a fine stagione con i calli sulle mani; vogliamo difendere gente che tiene pulite le nostre spiagge, che rischia la vita per salvare i bagnanti, che ha investito e si è indebitata per fare sempre più bella la sua azienda, che aveva fatto nascere sul demanio dello Stato, fidandosi dello Stato, rispettando le regole dello Stato. Noi vogliamo difendere un modello di turismo balneare che quegli imprenditori hanno reso famoso nel mondo e che oggi tutti ci invidiano e per questo c’è qualcuno che ci vuole mettere sopra le mani. Noi, in una parola, vogliamo difendere l’Italia. Vediamo quanti altri vogliono farlo qui dentro.

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La Redazione de La Voce del Patriota