Dittatura digitale. Se scrivi “Trump” e “COVID” Facebook ti censura in automatico.

Facebook applica un sistema di classificazione automatica di un post come fake news, basato solo sulla compresenza di due o più termini rilevanti, censurando la libera espressione del pensiero di e politici.

Potrebbe avere del ridicolo e sicuramente ce l’ha, quello che sta succedendo in queste ore ad esponenti della destra italiana che provano a fare endorsement a Donald Trump su Facebook, ma ha innanzitutto qualcosa di scandaloso.

Parliamo di una accusa di fake news con relativa copertina di censura applicata dal network a determinati post, attraverso un meccanismo automatico che non ha alcun senso rispetto al contenuto postato. Lo ha scoperto questa mattina il Capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida che si è visto applicato il marchio infamante di “notizia falsa” su un post in cui sosteneva la riconferma per il Presidente U.S.A., alla vigilia della lunga notte elettorale americana.

Ecco lo screenshot.

“Poco fa è accaduto qualcosa di preoccupante sulla mia pagina Facebook. Dopo appena due minuti dalla pubblicazione di un post su Trump e le imminenti presidenziali Usa, sulla foto che accompagna il post è apparso un alert con scritto “Informazioni parzialmente false”. Ha dichiarato l’esponente di .

“Impossibile che in soli due minuti si sia potuta effettuare una verifica, il cosiddetto fact-checking, su quanto da me affermato nel post”, ha giustamente osservato.

E la cosa ha incuriosito anche noi che abbiamo voluto fare un piccolo test sulla pagina del sottoscritto, usando la stessa foto e scrivendo i due soli termini “caldi” del post come “Trump” e “Covid”, per vedere se davvero ci fosse qualche automatismo.

Ecco il risultato nello screenshot successivo.

Sono bastati i soli due termini citati sopra per far scattare in pochi secondi la falsa (quella si) accusa di diffondere notizie false. A questo punto la prova del nove è stata quella di fare un secondo tentativo, utilizzando la stessa foto, ma scrivendo una frase di senso compiuto che riportasse una notizia che per il panorama mainstream mondiale è assolutamente vera, complottismi a parte. Abbiamo scritto che Trump, cosa risaputa, il Covid lo ha avuto.

Ecco il risultato.

Ma nulla, il sistema evidentemente automatico e assolutamente fallace continua stupidamente ad additarci come veicolo di informazioni false. Inaccettabile, soprattutto perhè lo stigma di fake news viene applicato sui post pubblici e sulle libere opinioni di parlamentari della Repubblica come Lollobrigida o di come il sottoscritto. Si tratta di un’accusa infamante.

Volendo poi approfondire l’assurda vicenda si può cliccare sul pulsante “scopri perchè” o sulla notifica senza possibilità di appello che abbiamo ricevuto anche noi, per ritrovarsi davanti queste informazioni.

E dove ci porta l’approfondimento suggerito da Facebook? Ad una lista di presunti operati da organismi di informazione esterni e selezionati dal , non si sa secondo quali criteri oggettivi che dovrebbero diffondere la Verità accettata, ma che non hanno nulla a che vedere con il contenuto dei nostri post censurati.

Ecco come funziona l’ineffabile “fact-checking” di Zuckerberg. Basta scrivere anche solo i termini Trump e Covid su una pagina Facebook per essere “censurati” in automatico.

Un sistema completamente sballato come la mente di chi pensa di poter stabilire la verità con un algoritmo e limitare la libertà di espressione introducendo il reato di opinione digitale. Soprattutto se la tua opinione vira a destra…

Ulderico de Laurentiis
Ulderico de Laurentiishttp://www.uldericodelaurentiis.it
Direttore Responsabile de "La Voce del Patriota". Giornalista Pubblicista, laureato in Comunicazione Pubblica e di Impresa con un Master in Comunicazione Multimediale. Militante della destra politica fin da giovanissimo, appassionato di Cybercultura, osservatore curioso dell'Alt-right americana, cultore di Enogastronomia. "Per aspera ad astra"
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