I secessionisti dell’Alto Adige e i fuochi della vergogna

Tornano a farsi vedere i secessionisti in Alto Adige. Non contenti di aver insultato la memoria dei morti di Covid19 con una vignetta vergognosa – come se poi il virus colpisse solo gli italiani – hanno approfittato dei contrati tra la Regione e il Governo di Conte sulla Fase 2 per ribadire il loro “Los von Rom” “via da Roma”.

E l'hanno fatto nel modo peggiore: striscioni e, soprattutto, fuochi accesi nella notte.

Accendere fuochi nella notte non è una manifestazione qualsiasi: è omaggiare la “notte dei fuochi” del 1961.

Oltre 47 esplosioni che abbatterono i tralicci dell'alta tensione e causarono la morte del cantoniere Giovanni Postal.

Non parliamo di rivendicazioni politiche, più o meno condivisibili, ma di un rifarsi alla violenza terroristica secessionista che in Alto Adige ha causato circa 60 morti. E tutto ciò è inaccettabile soprattutto in una regione che ha un'autonomia quasi assoluta e una ricchezza che il resto d'Italia può solo sognare.

Per il consigliere regionale di Alessandro Urzì: “L'iniziativa provocatoria di questa notte dà il segno della caratterizzazione che ha avuto il dibattito soprattutto in gran parte (fortunatamente non tutta) del mondo di lingua tedesca: “liberarsi” da Roma, imporre un proprio modello, non dovere rispettare le regole della Costituzione.”

Netta è arrivata la condanna da parte di Francesco Lollobrigida, capogruppo di Fratelli d'Italia alla ''Nessuna giustificazione e nessuna tolleranza verso quelle che appaiono autentiche organizzazioni sovversive, autrici la notte scorsa dell'accensione di decine di fuochi non autorizzati sulle montagne dell'Alto Adige con un chiaro messaggio secessionista: Los von Rom (via da Roma!)” e aggiunge “La Svp e le forze loro alleate condannino e reprimano quelli che a tutti gli effetti appaiono episodi da collocare nell'ambito di una escalation che alimenta un atteggiamento antinazionale che nel passato è sfociato anche nel terrorismo”.

Rincara la condanna l'On. Luca De Carlo, che più volte ha difeso l'italianità dell'Alto Adige: “Ribadire la loro voglia di secessione in un momento in cui l'intera nazione piange i suoi morti e vive una delle più grandi crisi economiche della sua storia, mentre Bolzano emana ordinanze che la fanno tornare alla vita normale, è assolutamente ridicolo e vergognoso. Devono finirla!”

aggiungendo “Vogliono trasferirsi in Austria? Ci vadano subito: rinuncino ai loro privilegi e diventino cittadini normali. Tra l'altro, la loro amata Austria per entrare nel suo territorio chiede a tutti un certificato medico di negatività al Covid-19 non più vecchio di quattro giorni, e non credo che la lingua tedesca e un cappello piumato bastino come lasciapassare…”

La vignetta apparsa sui siti e sui profili social degli Schuetzen dell'Alto Adige, 20 marzo 2020.
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