Il rebus Carige: nazionalizzazione sempre piu’ vicina

Dopo BlackRock anche le banche voltano le spalle a Carige: le banche aderenti al Fondo interbancario si tirano fuori dalla partita e aprono la strada alla ricapitalizzazione di Stato. Ad affossare la soluzione di mercato caldeggiata da Conte e Tria anche uno spread a 280 punti base che rende estremamente oneroso prestare denaro.

La scorsa settimana lo schema volontario del Fondo aveva deliberato la conversione in azioni del bond sottoscritto a novembre per garantire 320 milioni di liquidità a Carige (obbligazioni che diventano azioni). Ma allora la partita era ancora aperta con il colosso americano. Dopo l’improvviso forfait, anche le banche riunite nel Fondo hanno dovuto prendere atto della venuta meno di un sostegno essenziale nel salvataggio di Carige.

Lo schema a cui si era pensato era infatti quello di un intervento a fianco di un player forte. Blackrock doveva mettere sul piatto 400 milioni, diventando di fatto il proprietario di Carige. Il resto sarebbe stato coperto dal Fondo e una parte residuale, intorno ai 50 milioni, doveva essere a carico del socio storico Malacalza. Ma, come immaginavamo, ed avevamo ipotizzato anche nel precedente articolo, ora che il disinteresse del fondo statunitense è stato formalizzato, il Fondo vuole attendere il nuovo soggetto – se mai ci sarà – che si prenderà sulle spalle il grosso dell’operazione.

Inevitabilmente, a prospettarsi sempre più concretamente è la prospettiva di un intervento dello Stato. Ricordiamo infatti che tra soli quattro giorni, il 17 maggio, la Bce aspetta l’offerta per Carige. A pochi giorni dalle elezioni europee il governo rischia di dover comunicare ufficialmente l’unica strada possibile: quella di aprire il portafoglio pubblico. Un conto abbastanza salato per questo governo: dentro ci sono 1 miliardo cash e fino a 3 miliardi di garanzie pubbliche.

Adesso gli occhi sono puntati su Bce, governo e Banca d’Italia. Gli sviluppi però sono ormai abbastanza prevedibili.

Letizia Giorgianni
Letizia Giorgianni
O te ne stai in un angolo a compiangerti per quello che ti accade o ti rimbocchi le maniche, con la convinzione che il destino non sia scritto. Per il resto faccio cose, vedo gente e combatto contro ingiustizie e banche. Se vuoi segnalarmi qualcosa scrivimi a info@letiziagiorgianni.it

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