Mafia Nigeriana: se ne accorge anche Repubblica, ma FDI lo denuncia da anni

Dopo gli arresti di 13 affiliati in seguito alle indagini della Squadra Mobile di Palermo, anche Repubblica si sveglia e scopre la Mafia Nigeriana, come fenomeno assolutamente radicato, organizzato con gerarchie, rituali di affiliazione e particolarmente esteso sul territorio.

Sta diventando di dominio pubblico l’esistenza di organizzazioni mafiose nigeriane, nonostante l’ostracismo subito da Fratelli d’Italia che denuncia il fenomeno da anni, tanto da arrivare a proporre, di recente, l’ampliamento delle competenze della Commissione Antimafia. Nulla di fatto ovviamente, perchè secondo la vulgata di sinistra (e non), le mafie non hanno colore, ma il partito di non si è arreso, confortato dalle relazioni della DIA che confermano il problema.

Infatti il movimento dei patrioti si è organizzato conducendo in solitaria la battaglia. Come nel convegno del dicembre scorso che ha riunito esponenti di e esperti della materia in una tavola rotonda dove sono stati snocciolati dati, statistiche, testimonianze, dettagli molto precisi di come nasce, si sviluppa e opera la mafia nigeriana in Italia.

La mafia nigeriana in Italia esiste e finalmente qualcuno ne parla

C’è stata poi la mozione di Fratelli d’Italia approvata di recente  con cui si è impegnato il Governo a disporre l’invio di un contingente militare nella zona di Castelvolturnoa supporto delle forze di polizia impiegate nella lotta alla mafia nigeriana; ma anche ad assumere iniziative urgenti per potenziare attività ispettive e giudiziarie a contrasto della mafia nigeriana, anche attraverso l’istituzione di sezioni specializzate presso le Procure antimafia, dedicate al contrasto alle mafie straniere attive sul nostro territorio nazionale.

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Nel mezzo le mille battaglie nelle aule parlamentari e fuori dal palazzo per sensibilizzare su questo pericolo spesso sottaciuto e sottovalutato, forse perchè si teme di dover ammettere che sia figlio dell’immigrazione incontrollata tanto cara a personaggi come Grasso, che ancora oggi parla di fake news, invece di prendere atto dal problema che la sua sinistra ha creato.

Eppure, Repubblica se ne accorge ora, come se se ne fosse sempre occupata, mentre altri provano ancora a sminuire, precisare, annacquare, accusare stupidamente di razzismo chi prova a dare forma a un fenomeno che tocca da vicino la sicurezza degli italiani. Ma gli arresti pesano, i morti vogliono giustizia, i pentiti parlano, i nodi vengono al pettine e la realtà ancora una volta copre di ridicolo le forzature ideologiche.

Intanto la battaglia di Giorgia Meloni, continua, con ogni mezzo, anche con un libro scritto insieme al Prof Alessandro Meluzzi dal titolo “Mafia nigeriana. Origini, rituali, crimini”. Nuova tappa, ma non l’ultima di una battaglia che solo la destra italiana sta dimostrando di voler combattere senza esclusione di colpi.

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