Opere incompiute e immobilismo: i grandi “successi” del Ministero infrastrutture e mobilità sostenibili

Il Ministro ed il suo Ministero (Infrastrutture e Mobilità sostenibile) sono giunti al capolinea. Ma prima di lasciare l’incarico ecco a voi, signore e signori, spuntare il coniglio dal cilindro magico.

Come molti di voi sapranno è in discussione alle Camere la conversione in legge del Decreto-Legge 16 giugno 2022, n. 68, recante disposizioni urgenti per la sicurezza e lo sviluppo delle infrastrutture, dei trasporti e della mobilità sostenibile, nonché in materia di grandi eventi e per la funzionalità del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, la cui conversione è prevista entro il 15 agosto 2022.

Nel suo articolato è possibile rilevare come la “denominazione dell’Osservatorio nazionale del Trasporto Pubblico Locale” sia stata trasformata in “Osservatorio nazionale per il supporto alla programmazione e per il monitoraggio della mobilità pubblica locale sostenibile”. All’Osservatorio è previsto un “incremento della percentuale del Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del trasporto pubblico locale, che passa da «0,025» allo «0,105» e comunque, nel limite massimo di euro 5,2 milioni annui”.

Ma non è tutto, c’è da riorganizzare la Struttura di Missione del Ministero per cui il DL, “con riguardo al Centro per l’innovazione e la sostenibilità in materia di infrastrutture e mobilità (CISMI), che è la struttura di missione incardinata presso il Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili”, riconosce al “coordinatore del CISMI un’indennità di funzione, nel limite dell’autorizzazione di spesa, a valere sulle risorse previste e comunque non superiore a 25.000 euro”. Ed il Coordinatore della struttura di Missione deve essere un “professore universitario di I fascia, che viene collocato in aspettativa per l’intera durata dell’incarico, con conservazione del trattamento economico in godimento, che è posto integralmente a carico del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili” il cui incarico di “coordinatore ha una durata non inferiore a tre anni, rinnovabile una sola volta”.

In effetti la visione del Mims, durante questo Governo dei migliori, è stata da sempre “accademica”.

Come l’individuazione dei Commissari straordinari, funzionari dello Stato, nominati dal Ministero per vigilare sui lavori di 15 opere pubbliche complesse, un insieme di progetti che valgono più di 3 miliardi di Euro e rappresentano link stradali e ferroviari essenziali per connettere l’Italia ad una rete di trasporto sempre più sostenibile e diffusa.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: opere completamente ferme, come sono ancora incompiute 379 opere in tutto il territorio nazionale, per una rimanenza di spesa di circa 1,2 miliardi di Euro.

Ma intanto…… non finiscono qui i numeri del “Ministero del Governo dei migliori”.

Avevamo già segnalato come il PNRR, da riscrivere nel suo complesso come lo dichiariamo ormai da diversi mesi, abbia trascurato le indicazioni fornite dalla Commissione Europea in tema di smart road, individuate dall’ex Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con il Decreto del 28 febbraio 2018, al fine di istituire in Italia le strade intelligenti funzionali ad un significativo innalzamento della sicurezza stradale in ambito urbano ed extraurbano. Ma anche su questo aspetto nulla, nonostante il rapporto annuale sui sinistri stradali della Polizia di Stato evidenzia che nei dodici mesi del 2021 ci sia stato un aumento dei casi rispetto al 2020 (incidenti mortali e vittime sono cresciuti rispettivamente del 15,5% e del 14,1%).

E poi, per continuare, le falle della riforma del TPL, presenti anche nel documento “Il trasporto pubblico locale e il trasporto collettivo di lunga percorrenza” redatto dal servizio studi della Camera dei Deputati. Un sistema che ad oggi sconta un deficit economico-gestionale stimato in circa due miliardi di Euro, ad esclusione del caro energia e carburante in corso. Sono tutti temi che al Ministero sembra non interessare. Per superare il grave momento di crisi, al fine di garantire il normale svolgimento dei servizi di Trasporto Pubblico Locale e regionale in tutte le modalità offerte agli utenti (automobilistico, ferroviario e marittimo) e garantire l’equilibrio economico – gestionale delle aziende, ritengo che sia strettamente necessario provvedere allo stanziamento di un “Fondo di stabilizzazione del carburante” per il bilancio 2021 – 2022, complementare al Fondo nazionale per il concorso finanziario dello Stato agli oneri del Trasporto Pubblico Locale.

La spesa per la gestione dei servizi di TPL ricopre carattere di essenzialità. Forse taluni lo dimenticano ma i servizi minimi sono “obblighi di servizio pubblico intesi a garantire frequenza, qualità, regolarità per il trasporto sicuro a costi ragionevoli di elevata qualità”, approccio retrogrado, superato ed inefficace. Oggi occorre introdurre un nuovo concetto, il «Livello Essenziale di Trasporto», ovvero prestazioni e servizi che l’Amministrazione pubblica è tenuta a fornire a tutti i cittadini in ragione del rispetto di quel diritto alla mobilità richiamato più volte nella Costituzione italiana.

Ma non è tutto. Come non ricordare la scellerata vicenda della nostra compagnia di bandiera, Alitalia, esempio di sicurezza e qualità dei servizi forniti in tutto il mondo ma anche esempio di cattiva governance e scempio gestionale. Tutto finalizzato a raggiungere un ridimensionamento (annullamento) della newco (ITA), una cessione (forse) ad una compagine costituita anche da un partner straniero ed all’abbandono (si, proprio così) di poco meno di otto mila dipendenti lasciati a casa senza un contratto di lavoro (conosciamo tutti la vicenda Swissport).

Ad onor del vero c’è anche il tema dell’Alta Velocità nel Sud Italia, opera finanziata con il PNRR sino a Romagnano (comune del salernitano, in Campania). Per cui da Salerno a Reggio Calabria si potrà assistere, se tutto va bene, alla velocizzazione della linea che, ricordo, sarà promiscua con i servizi ferroviari tradizionali. Altro che Alta Velocità. Qui parliamo di Alta incapacità di un Governo nel saper connettere l’Italia intera.

Tanti regali di questo Ministero del Governo dei migliori, ma l’elenco dei “grandi successi” è molto più ricco, che fortunatamente è giunto al capolinea. Dal 25 settembre si apre una nuova stagione. In movimento, per restare in tema.

Marco Foti
Marco Foti
Marco Carmine Foti Dirigente Nazionale Dipartimento Trasporti Fratelli d’Italia

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