Par condicio, europee, aborto: Giorgia Meloni smonta le fake news della sinistra

Fake news su fake news, la sinistra mostra qual è la sua strategia. Se infatti di fronte si ha un Governo che lavora bene – cosa dimostrata dai consensi ancora alti – allora alle opposizioni non resta che inventare situazioni surreali e mai esistite. Peccato, però, che le fake news della sinistra siano state smontate una per una dal presidente del Consiglio , a margine dell'ultimo Consiglio europeo prima delle elezioni europee. Una Giorgia incalzata dalle domande dei giornalisti, alle quali è riuscita a rispondere togliendosi non pochi sassolini dalle scarpe. Nelle ultime settimane, in effetti, anche molti giornali hanno ripreso la narrazione della sinistra, creando un grande ammasso di confusione e disinformazione che, proprio in vista delle prossime votazioni europee, non fa bene all'elettorato, costantemente preso in giro da chi crea fake news. E non fa bene neppure all'immagine dell'Italia all'estero, creandosi di fatto l'idea che nella nostra Nazione ci sia qualche pericolo per la democrazia. Cosa, appunto, non vera: “Tutti questi racconti all'estero – ha infatti spiegato Meloni – raccontano un'Italia nella quale, quasi quasi, ci sarebbe una qualche deriva: non credo che ci facciamo, complessivamente come Nazione, una bella figura. Dopodiché, quando le cose si fanno male, è giusto e normale che si critichino. Ma che si inventino per poterle criticare, francamente non mi sembra un buon servizio”.

Par condicio, Rai, diffamazione: “Non fatemi lezioni sulla democrazia”

Il riferimento del Presidente del Consiglio è alle continue critiche infondate circa la questione par condicio. Una questione che “mi ha molto divertito”, ha commentato: “ Mi ha divertito che oggi si sostenga che io voglio controllare la stampa e voglio limitare la par condicio perché il regolamento rimane quello che c'era prima”. E la domanda sorge spontanea: “Fatemi capire: se oggi io voglio controllare la stampa perché il regolamento rimane quello che c'era prima, allora prima controllavano la stampa in campagna elettorale? Ok, finalmente mi avete risposto”. In effetti, la legge non è cambiata, “lo ha riconosciuto anche l'Agcom”, ma le “ricostruzioni surreali” della sinistra non si fermano. Anche sulla questione del carcere ai giornalisti, è stata fatta tanta confusione. L'accusa mossa alla maggioranza è quella di voler “imbavagliare” i giornalisti, “quando la proposta che toglie il carcere ai giornalisti per diffamazione è a prima firma Alberto Balboni di Fratelli d'Italia”. Parlare di bavagli della destra, per Giorgia Meloni, è “un po' surreale”: il Presidente del Consiglio ha infatti ricordato il periodo del Governo Draghi, quando Fratelli d'Italia, unico partito d'opposizione, fu estromesso dal Cda della Rai, trasformandola – all'epoca sì – da una Tv di Stato a una Tv di regime. Meloni non ci sta: “Oggi si parla tele-Meloni in Rai, ma quando l'unico partito di opposizione, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana e della Rai, fu cacciato dal Consiglio di amministrazione e non era rappresentata dalla Rai, non mi pare che nessuno si sia stracciato le vesti. Quindi vi prego – ha detto – di non farmi le lezioni sulla democrazia”.

Aborto: “Bisogna garantire una scelta libera”

Le fake news hanno toccato, probabilmente, il loro livello più alto in merito alla legge sull'aborto, secondo la sinistra messa in pericolo da una proposta di Fratelli d'Italia, quando invece “l'emendamento che è stato presentato nel decreto Pnnr ricalca esattamente il testo della legge 194”, ha detto Meloni. In effetti è così: Fratelli d'Italia vuole l'inserimento delle associazioni del Terzo settore nei consultori, cosa già prevista nella legge 194. “Io penso che in realtà quelli che vogliono modificare la legge 194 siano a sinistra” ha detto Meloni, perché “quando chiedi l'applicazione della legge 194 in tutto, anche nella prevenzione, ci si straccia le vesti”. Aiutare le donne in gravidanza è la priorità per il governo: “Noi dobbiamo garantire una scelta libera” ha infatti spiegato il Presidente del Consiglio.

L'Europa va cambiata

Sulle prossime elezioni europee, poi, la premier ha ribadito come l'Unione europea abbia bisogno di una vera svolta per il futuro. “Sia Draghi sia Letta, che sono due europeisti, ci hanno detto che l'Europa va cambiata. E per questo li ringrazio” ha incalzato. E proprio su Draghi, il cui nome si fa sempre più insistente per una possibile presidenza della prossima Commissione, Meloni ha tirato il freno: “Io sono contenta che per quel ruolo si parli di un italiano, ma questo dibattito è filosofia. La tendenza di decidere prima che i cittadini votino non mi troverà mai d'accordo. Sono i cittadini che decidono le maggioranze, per questo non partecipo al dibattito”. Insomma, Meloni respinge quella tendenza, del tutto italiana (o meglio, della sinistra italiana) di voler creare, tramite inciuci e accordi, governi e maggioranze prima del voto dei cittadini. “Questo dibattito è buono per i titoli dei giornali e fare campagna elettorale, ma non è così che funziona. A me interessa sapere se vogliamo cambiare quello che non funziona”. La svolta è attesa per le elezioni: “A giugno, quando ci rincontreremo – ha detto ai giornalisti – spero che ci troveremo di fronte a un'Europa diversa”.

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