Assunzioni, controlli e pene più severe: così il Governo a tutela della sicurezza degli italiani

Da quattro anni il Governo Meloni è alla guida dell’Italia e, sul fronte della sicurezza, gli interventi e le risposte non sono certo mancati. Dal rafforzamento degli organici delle Forze dell’ordine alle nuove misure contro la criminalità diffusa, dalle operazioni antimafia al contrasto del terrorismo, l’azione dell’esecutivo guidato da Fratelli d’Italia è stata volta a migliorare la sicurezza e la relativa percezione da parte dei cittadini. E si è tradotta in assunzioni, maggiori risorse, inasprimento delle pene laddove necessario. Un percorso che prosegue anche con il nuovo decreto sicurezza, varato dopo i recenti fatti di Milano, con ulteriori misure contro le violenze nelle manifestazioni e la criminalità giovanile.

In quattro anni, dunque, la sicurezza è stata evidentemente una priorità per il Governo Meloni. Lo dimostrano i vari risultati raggiunti sul fronte del rafforzamento degli organici, del contrasto alla criminalità e della tutela dei cittadini. A partire dalle forze dell’ordine: sono state disposte 46mila nuove assunzioni nelle Forze di Polizia, con l’obiettivo di raggiungere 71mila unità in servizio entro il 2027; per i Vigili del Fuoco sono indicate 6.897 assunzioni. Poi i rinnovi contrattuali dei comparti difesa, sicurezza e soccorso pubblico, con aumenti medi di 190 euro lordi mensili. Sul territorio sono state condotte 4.330 operazioni ad alto impatto, mentre gli sgomberi hanno consentito di liberare 6.101 alloggi popolari e 313 immobili di rilievo.

A tutto ciò si lega il lavoro contro la criminalità organizzata, che ha visto l’accelerazione degli sgomberi degli immobili occupati abusivamente, l’inasprimento delle pene per le truffe agli anziani e per chi aggredisce o minaccia le Forze dell’ordine. Ancora, misure contro le baby gang, tra cui restrizioni alla vendita di armi bianche ai minori e sanzioni per i genitori che non vigilano sui figli, e misure contro manifestazioni violente, come il contrasto dei rave party illegali e dei blocchi stradali e ferroviari. Tutto ciò si traduce in 161 latitanti catturati, 364 maxi operazioni e 5.065 arresti. 4.722 provvedimenti antimafia e 22.120 beni confiscati, in aumento del 179% rispetto al 2022. Fortissima la tutela dell’ergastolo ostativo e significativa la legge ‘Liberi di scegliere’, destinata ad aiutare donne e minori a uscire dai contesti della criminalità organizzata.

Per questo, il nuovo decreto sicurezza in risposta ai fatti di Milano è solo la punta dell’iceberg di un lavoro iniziato da tempo. Un decreto che prevede, tra le altre cose, nuove fattispecie di reato per le violenze organizzate durante i cortei e l’estensione dell’arresto in flagranza differita, possibile anche sulla base di filmati e altri elementi raccolti successivamente. Si punta anche alle prevenzione, con il fermo fino a 12 ore nei casi previsti dalla legge, e disposizioni specifiche per i minorenni coinvolti in episodi di violenza, con modifiche ai criteri di imputabilità e sanzioni per i genitori in determinate circostanze. Maggiori tutele, ancora una volta, destinante alle Forze dell’ordine, con l’inasprimento delle conseguenze penali per alcune aggressioni e per i danneggiamenti commessi da gruppi organizzati. E nel dettaglio a Milano, sono previsti circa 500 militari in più per presidiare il territorio. Insomma, anche davanti a un dilagare inedito di violenze troppe volte pilotate, la linea del Governo resta quella di rafforzare la presenza dello Stato, garantire maggiore sicurezza ai cittadini e assicurare conseguenze più severe per chi viola la legge.

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