Cara di Mineo base della Mafia nigeriana. , chiuderlo subito

“Complimenti agli inquirenti e alle Forze dell’Ordine che hanno sgominato una cellula della mafia nigeriana che aveva base nel Cara di Mineo. FdI chiede al Governo la chiusura immediata del centro e di combattere
la con ogni strumento possibile: tolleranza zero”. Lo scrive Giorgia su , dopo la notizia dei numerosi arresti compiuti oggi dalla Polizia di Stato nell’enorme centro d’accoglienza migranti.

La cronaca. Un centro d’accoglienza per migranti, quello di Mineo, che sarebbe diventato la base operativa dove la gang “vikings”, una delle sigle della Mafia Nigeriana, gestiva un traffico di droga che si espandeva in tutta la provincia di e dove si registravano episodi di sessuale aggravata oltre a lotte intestine per la conquista del comando e atteggiamenti omertosi tipici del contesto mafioso.

Questo quanto emerge dai riscontri alle dichiarazioni di un pentito , grazie alle quali gli agenti della Polizia di Stato hanno sgominato una cellula dell’organizzazione criminale mafiosa nigeriana “Vikings”, con base presso il Cara di Mineo, nel catanese. Sedici persone sono state fermate ed altre tre vengono ricercate. Il Centro accoglienza per richiedenti asilo di Mineo era diventato “un importante snodo” della droga “per l’approvvigionamento dei pusher nigeriani presenti nelle piazze di di , Caltagirone e Caltanissetta, spiegano gli inquirenti .

Il blitz scattato nella notte – preceduto da un’altra operazione qualche giorno fa –  ed eseguito dalla squadra mobile etnea nei confronti di 16 dei 19 indagati dalla Procura nell’operazione, denominata ‘Norsemen’, ha sma ntellato una cellula della  denominata legata alla “Supreme Vikings Confraternity”, operante all’interno del Centro di Mineo e attiva nellla gestione di un “fiorente” traffico di droga “in entrata e uscita” dal Cara.  Al vertice della consorteria ci sarebbe stato William Ihugba, 31 anni, tra i fermati; il gruppo operante a e provincia sarebbe stato guidato da Kingrney Ewiarion, 22 anni, anch’egli fermato. Tra gli altri indagati emerge la figura di Anthony Leonard Izedonmi, 28 anni, fermato in provincia di Bergamo, punto di collegamento con le altre cellule della confraternita in Italia.

E il PM di  Carmelo Zuccaro, durante la sull’operazione che ha smantellato, ha parlato chiaramente dell’esigenza di chiudere il Centro. “E’ sotto gli occhi di tutti che un Cara come quello di Mineo – dice il PM – che ospita un numero di persone cosi’ rilevante, che non puo’ essere controllato, al quale accedono anche persone non autorizzate e consente di gestire i traffici illeciti, non puo’ che essere un errore enorme che si paga in termini di controllo della legalita’. Credo che l’esigenza di chiudere il Cara di Mineo cosi’ come funziona adesso, sia avvertita da tutte le forze politiche, e indubbiamente il ministro dell’Interno recepisce quella che e’ una necessita’ che tutti noi avvertiamo”.

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