Come ribaltare i pronostici: il Washington Post parla del fenomeno Meloni e della sua capacità di sorprendere anche i critici più duri

Questa volta l'attenzione nei confronti del nostro Paese e del suo Capo di Governo arriva da oltreoceano, con un interessante articolo del Washington Post  nel quale viene sottolineata la capacità del nostro premier di sorprendere anche i suoi critici più feroci. Una capacità già ricordata da quotidiani come Le Figaro, The Times e The Economist.

Dopo sei mesi di Governo, dunque, il partito di Fratelli d'Italia non sembra più essere un pericolo per la democrazia e per la libertà, ma si configura semplicemente come un partito tradizionale e conservatore, addirittura simile, su questioni come quelle dell', alla intrapresa dal presidente Biden. Il che, a ben vedere, sottolinea come certe misure di sicurezza e di difesa prescindano dal colore politico perché rappresentano, banalmente, delle misure necessarie per la generale salvaguardia del proprio Paese.

L'articolo di Lee Hockstader traccia un bilancio positivo dei primi mesi di governo, tanto da dichiarare che la Meloni potrebbe essere un ottimo esempio per tutti i partiti europei di centro-destra, anche se sarà difficile replicare il suo giusto mix di “acume buon tempismo e fortuna.”

Procedendo con l'analisi del caso italiano è stata portata alla luce anche una particolarità che forse, in Italia, è stata sottovalutata. E cioè il fatto che dopo oltre dieci anni a governare il Paese ci sia un partito democraticamente e legittimamente eletto, anziché governi tecnici o di coalizione.

Un governo che sembra aver guadagnato molto anche sul piano internazionale. Infatti, grazie ai rapporti pragmatici instaurati con l'Europa, la Meloni è riuscita ad ottenere un supporto economico, nonostante i pregressi attacchi ricevuti proprio dall'Ue quando era all'opposizione. Il che denota certamente un atteggiamento diverso del premier italiano, che ad oggi riveste l'importante ruolo di guida del Paese, agendo in maniera responsabile, pragmatica e seria.

Anche sul tema della crisi ucraina, l'Italia non ha di certo avuto alcuna esitazione, sostenendo e contribuendo fattivamente alla causa dell'Ucraina in maniera immediata. Il che, tra le altre cose, ha reso di nuovo l'Italia un partner solido e affidabile per la NATO.

Sicuramente il contesto in cui il premier si trova a dover agire non è dei più semplici, considerate le circostanze non proprio favorevoli. Perché l'Italia oggi sta ancora scontando le conseguenze della crisi del Covid-19, che ha colpito il nostro paese forse in maniera più forte rispetto al resto d'Europa. In aggiunta a ciò bisogna considerare la crisi che oramai affligge la nostra da quasi vent'anni e che non consente finora una crescita delle nostre attività. Anche la recente crisi energetica rappresenta una ulteriore difficoltà da fronteggiare nel più breve tempo possibile e nella maniera più efficace. E infine, da non sottovalutare, esiste una crisi della natalità, che rende il nostro paese uno dei più vecchi a livello continentale, per cui è necessario adottare delle misure atte a scongiurare la scomparsa definitiva della popolazione italiana.

Oltre a tutto ciò esiste anche quella crisi latente da sempre, ovvero la crisi di fiducia nelle istituzioni. Istituzioni che per troppo tempo non si sono occupate dei reali problemi dei cittadini e che si sono allontanate sempre di più sempre di più dalla realtà del nostro Paese.

La Meloni dunque dovrà lavorare ancora di più per riconquistare la fiducia dei cittadini e per mostrare loro che la politica può ancora essere un valido strumento a disposizione e a sostegno della popolazione. E che se fatta bene, come per ora è stato fatto, l'Italia potrà davvero avere un futuro più prospero e stabile.

La prossima importante sfida per il nostro premier sarà quella delle elezioni europee del 2024, che rappresenteranno tra l'altro una sorta di mid-terms elections per il partito di Fratelli d'Italia, che avrà la possibilità concreta di vedere se gode ancora della fiducia degli italiani. Sarà necessario continuare sulla strada segnata da sei mesi a questa parte, che per ora sembra essere decisamente quella giusta.

Conquistare l'Europa rappresenta un ulteriore e ambizioso traguardo da raggiungere, per contribuire ancora di più a quel progetto di a rendere l'Italia protagonista nel mondo, senza perdere la propria anche e soprattutto a livello internazionale, ma anzi tutelandola e salvaguardando gli interessi nazionali.

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