Legittima difesa, la proposta di Fratelli d’Italia: “Chi aggredisce non può essere risarcito dalla vittima”

Porre fine a quello che Fratelli d’Italia definisce il paradosso delle vittime costrette a risarcire i propri aggressori. È questo l’obiettivo della proposta illustrata nel corso della conferenza stampa presso la Sala Tatarella alla Camera dei deputati, che introduce una modifica all’articolo 2044 del Codice civile per escludere il diritto al risarcimento in favore di chi, durante la commissione di una rapina o di un altro reato violento, riporti danni o lesioni. Una norma fortemente voluta da Fratelli d’Italia, lanciata due anni fa e ora recepita nel disegno di legge Sicurezza del Governo, che il partito considera un intervento di buon senso per riaffermare un principio chiaro: chi sceglie di delinquere non può trasformarsi in creditore della propria vittima.

Al centro della conferenza l’illustrazione della norma, già proposta da Fratelli d’Italia e ora recepita nel disegno di legge Sicurezza approvato dal Governo, che interviene sull’articolo 2044 del Codice civile con l’obiettivo di escludere il diritto al risarcimento per chi, commettendo una rapina o un’altra aggressione violenta, rimanga ferito o subisca conseguenze durante l’azione criminosa. Secondo gli esponenti del partito, si tratta di una disposizione ispirata a un principio di “buon senso”, volto a evitare che le vittime possano essere costrette a risarcire i propri aggressori.

Aprendo l’incontro, il capogruppo alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, ha ricordato come Fratelli d’Italia sostenesse da tempo questa modifica normativa, sottolineando che il recepimento della proposta nel disegno di legge Sicurezza rappresenta il riconoscimento di un percorso politico e tecnico sviluppato negli ultimi anni. Secondo il presidente dei deputati di Fratelli d’Italia, la norma rafforza il principio secondo cui lo Stato deve stare dalla parte delle vittime e non di chi sceglie consapevolmente di delinquere. Bignami ha inoltre evidenziato che il provvedimento si colloca nel pieno rispetto dei principi costituzionali e nasce dall’esigenza di chiarire un quadro interpretativo che, a suo giudizio, aveva prodotto decisioni difficilmente comprensibili per l’opinione pubblica.

Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione del partito, ha ribadito che l’intervento è distinto dal dibattito sull’estensione della legittima difesa. “Il tema – ha spiegato – è che chi è vittima di una rapina o di un’aggressione non debba diventare vittima una seconda volta, dovendo anche risarcire il proprio aggressore”. Per Donzelli il provvedimento introduce un principio generale di equità, indipendentemente dalle valutazioni giuridiche sulla legittima difesa nei singoli casi.

Sulla stessa linea il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan, che ha definito la proposta “un principio di buon senso”, sostenendo che la modifica legislativa servirà anche a limitare interpretazioni della normativa ritenute eccessivamente estensive. Malan ha richiamato il caso di Mario Roggero, l’imprenditore condannato anche al pagamento di una provvisionale nei confronti dei familiari dei rapinatori uccisi durante una sparatoria, osservando come vicende di questo tipo abbiano alimentato il dibattito sulla necessità di un intervento legislativo.

Francesco Filini, responsabile del programma di Fdi, ha ricordato che la proposta non nasce sull’onda dell’attualità ma è stata depositata circa due anni fa, evidenziando come il partito di Giorgia Meloni intenda eliminare quello che ha definito un “cortocircuito giuridico”, per cui chi subisce un reato può ritrovarsi a dover risarcire gli autori dell’aggressione. Rivolgendosi anche alle opposizioni, il deputato ha auspicato un sostegno trasversale alla norma, ritenendola condivisibile al di là delle appartenenze politiche.

A entrare nel dettaglio tecnico è stato il senatore Marco Lisei, primo firmatario della proposta, che ha illustrato diversi casi di cronaca richiamati come esempi delle criticità dell’attuale disciplina: dall’imprenditore Mario Roggero a Ermes Mattielli, fino a episodi nei quali proprietari di immobili o condomìni sono stati chiamati a risarcire ladri rimasti feriti durante la commissione di un reato. Secondo Lisei, l’intervento introduce un automatismo nel Codice civile: chi pone in essere volontariamente una condotta violenta o minacciosa per commettere un reato non potrà pretendere il risarcimento dei danni subiti. La modifica, ha aggiunto, punta anche a evitare lunghi contenziosi giudiziari che negli anni hanno costretto molte vittime ad affrontare processi e spese legali.

Rispondendo ai giornalisti sul caso Roggero, Bignami ha ribadito che la finalità della norma è evitare che chi ha dato origine all’evento criminoso possa ottenere un risarcimento dalla persona aggredita, indipendentemente dalle valutazioni penali sul singolo episodio. “Se i rapinatori fossero rimasti a casa loro, tutto questo non sarebbe successo”, ha affermato il capogruppo, sintetizzando il principio ispiratore della proposta. Lisei ha infine precisato che la modifica dell’articolo 2044 del Codice civile potrebbe incidere anche sulle provvisionali riconosciute nell’ambito del processo penale, proprio perché fondate sulle regole del risarcimento civile.

Con questa iniziativa Fratelli d’Italia punta dunque a rafforzare, anche sul piano civilistico, il principio secondo cui chi sceglie di commettere un reato non può trasformarsi in creditore della propria vittima, inserendo tale previsione all’interno del più ampio pacchetto di misure sulla sicurezza promosso dal Governo Meloni.

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Luca Cirimbilla
Luca Cirimbilla
Giornalista allergico al mainstream e alla massificazione. Fervente laziale, ex rugbista, pilone dal cuore tenero. Innamorato della Fede, papà di due figli che continuano ad allenarlo ogni giorno.

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