Fare il punto sui risultati molto rilevanti e frutto delle misure messe in campo dal governo Meloni per il mezzogiorno – e più in particolare per la Sicilia – è stato l’obiettivo della conferenza ‘Sicilia, una sfida Mediterranea’ che si è volta nella Sala Nassirya del Senato su iniziativa dell’Onorevole Carolina Varchi, responsabile per le politiche del Mezzogiorno di Fratelli d’Italia. Presenti, oltre ai parlamentari siciliani Raoul Russo (in collegamento) e Salvo Pogliese, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Sud, LuigiSbarra, il capo del Dipartimento per le Politiche di coesione e per il Sud, Giosi Romano, e il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo.
“La ZES unica del Mezzogiorno si è rivelata la madre di tutte le misure e ha lavorato come un vero e proprio acceleratore”, ha spiegato Varchi.
“Sono state 179 soltanto in Sicilia le autorizzazioni uniche concesse per quasi 800 milioni di euro di investimenti e al tempo stesso 2 miliardi e mezzo per i quali è stato concesso il credito d’imposta nel biennio 24-25.
Sono numeri che fanno capire come la Sicilia e più in generale il Mezzogiorno, cominci a ridurre quello storico divario tra nord e sud. Del resto anche l’ultimo rapporto Svimez ha dimostrato come il sud cresca proporzionalmente e in misura maggiore rispetto al nord. Questo significa che il taglio delle politiche assistenzialiste e la nascita di politiche di sviluppo autentico e concreto stanno portando i risultati.
Risultati sottolineati anche dal senatore Salvo Pogliese, componente dalla commissione Industria in Senato:
“La Sicilia dopo tre anni di governo Meloni e di governo Schifani può presentare un bilancio consuntivo assolutamente positivo. L’Istat attesta che il tasso disoccupazione è passato dal 16% al 13%, quello giovanile dal 43% al 35%. Risultati resi possibili da azioni sinergiche attuate a livello centrale e a livello periferico”.
“Il passaggio alla ZES unica ha prodotto eccezionali risultati con una riduzione dei tempi burocratici di risposta rispetto alle domande formalizzate da 150 giorni a 31 giorni. Non solo, sono stati determinati sette miliardi di investimento e sette mila nuovi occupati. Un bilancio assolutamente positivo che si aggiunge anche ad un eccezionale piano infrastrutturale per la Sicilia di 35 miliardi di euro complessivi”.
“I numeri straordinari che emergono oggi promanano da una struttura che è molto più piccola delle otto strutture precedenti”, ci tiene a sottolineare Giosi Romano.
“Basti pensare che le precedenti otto Zes contavano 160 persone, mentre l’attuale Dipartimento si compone di circa 60 persone. Questo dimostra che il nuovo strumento si è dimostrato una vera e propria rivoluzione, abbandonando il principio del ‘clientelismo’ a favore di quello della terzietà. Questo strumento, infatti, consente all’imprenditore di rivolgersi con un’istanza digitale al Dipartimento di interesse. Un bellissimo esercizio giuridico che permette di risparmiare molto tempo agli imprenditori e alle amministrazioni competenti”, conclude Giosi Romano.
Anche il Sottosegretario Sbarra ha richiamato i dati economici registrati negli ultimi anni dal Mezzogiorno e dalla Sicilia in termini di crescita, occupazione, sviluppo industriale ed export, sottolineando come “questi risultati siano il frutto della strategia del Governo Meloni per rafforzare il Sud con investimenti concreti, semplificazioni amministrative e strumenti adeguati di politica industriale”. Ampio spazio è stato dedicato alla ZES Unica Mezzogiorno, che “sta dimostrando la sua efficacia: più investimenti, procedure più rapide e nuove opportunità occupazionali. In questo quadro, la Sicilia sta svolgendo un ruolo centrale”, ha concluso.
‘Piano Florio’ : modello di sviluppo per il Mezzogiorno e per l’intero sistema Paese
A rilanciarlo è stato il presidente di Sicindustria, Luigi Rizzolo nel suo intervento, sottolineando la necessità di costruire ”un nuovo patto tra Stato, imprese e territori fondato su fiducia, semplificazione, infrastrutture, politica industriale e valorizzazione del capitale umano”.
“Il Piano Florio nasce in Sicilia, ma parla al sistema Paese – ha detto – perché oggi il vero tema nazionale è comprendere come trasformare il Mezzogiorno da area da compensare a piattaforma strategica della crescita italiana”. Il presidente di Sicindustria ha evidenziato il ruolo sempre più centrale della Sicilia nello scenario mediterraneo e ha sottolineato il valore del dialogo stabile tra sistema produttivo e istituzioni. ”In questi anni – ha affermato – abbiamo costruito un modello fondato sul confronto continuo e operativo con le istituzioni, convinti che la competitività di un territorio dipenda anche dalla qualità della relazione tra chi governa e chi produce”.
E sul nuovo Dipartimento per il Sud e sul lavoro, portato avanti dal capo Dipartimento Giosi Romano insieme al sottosegretario Luigi Sbarra, il leader degli industriali ha ribadito: ”Noi abbiamo creduto fin dall’inizio nella necessità di una governance stabile per il Mezzogiorno perché un commissario passa, un Dipartimento resta”. ”La Sicilia – ha concluso Rizzolo – può tornare ad essere ciò che nella sua storia migliore è già stata: una piattaforma di crescita, di impresa e di connessione tra l’Italia e il Mediterraneo. Ed è per questo che vale la pena crederci fino in fondo”.
Fratelli d’Italia naturale interlocutore per il mondo produttivo
“Fratelli d’Italia è il naturale interlocutore per il mondo produttivo nel perimetro del centro-destra delle attività produttive, di chi sogna per la Sicilia e per il mezzogiorno un futuro di sviluppo e non di assistenza”, ha aggiunto Varchi.
“Siamo contrari a tutte quelle misure che costituiscono una sorta di metadone da parte dello Stato e siamo convinti che il migliore investimento sia quello che consente alle attività produttive di creare insediamenti, nuove unità lavorative nuove e posti di lavoro, consentendo ai giovani siciliani e del Mezzogiorno di non dover più andare via ma poter decidere di restare nella propria terra.
Quello che raccontiamo oggi – conclude il senatore di Fratelli d’Italia Raoul Russo – è una strategia concreta basata sullo sviluppo del Mezzogiorno e sulla possibilità di creare impresa , dimostrando che esiste un’alternativa concreta all’assistenzialismo”.


























