“È giusto e doveroso che Milano ricordi oggi i 15 martiri di Piazzale Loreto, fucilati il 10 agosto 1944. Una delle pagine più tragiche della storia della nostra città, che merita il rispetto e il ricordo delle istituzioni e di tutti i milanesi. Proprio per questo, però, appare ancora più incomprensibile la sostanziale assenza delle istituzioni cittadine rispetto a quanto accadde appena due giorni prima, l’8 agosto 1944, in viale Abruzzi 77”.
Lo dichiara l’onorevole Riccardo De Corato, deputato di Fratelli d’Italia ed ex vicesindaco di Milano.
“Quella di viale Abruzzi non è una vicenda marginale o scollegata da ciò che Milano commemora oggi. Al contrario, i due episodi sono storicamente legati. L’8 agosto 1944, in viale Abruzzi, esplosero due ordigni destinati a colpire un automezzo tedesco. Nessun militare tedesco perse la vita, mentre a morire furono cittadini italiani, civili innocenti. Tra le vittime ricordate nella commemorazione di quest’anno vi era anche Primo, un ragazzo di appena dodici anni. Quell’attentato, la cui attribuzione è stata nel tempo oggetto di diverse ricostruzioni storiche, venne utilizzato dai nazisti come antecedente della feroce rappresaglia consumata due giorni dopo: il 10 agosto quindici detenuti politici furono prelevati dal carcere di San Vittore e condotti a Piazzale Loreto, dove vennero fucilati. È quindi paradossale che Milano ricordi, giustamente e con la partecipazione delle istituzioni, il tragico epilogo del 10 agosto e continui invece a dedicare un’attenzione istituzionale del tutto insufficiente alle vittime civili dell’episodio che lo precedette in viale Abruzzi. Per questo rinnovo la richiesta al Comune di Milano di collocare finalmente in viale Abruzzi 77 una targa che ricordi le vittime civili dell’8 agosto 1944. Milano ha disseminato la città, giustamente, di lapidi, targhe e monumenti che consentono alle nuove generazioni di conoscere ciò che è accaduto nelle nostre strade. Non si comprende perché proprio queste vittime debbano continuare a non avere un adeguato riconoscimento pubblico nel luogo in cui persero la vita. Ricordare le vittime di viale Abruzzi non significa in alcun modo sminuire o contrapporsi alla commemorazione dei 15 martiri di Piazzale Loreto. È vero esattamente il contrario: significa ricostruire nella sua interezza quella drammatica sequenza di avvenimenti dell’agosto 1944. Oggi rendiamo quindi doverosamente omaggio ai 15 martiri di Piazzale Loreto. Ma chiediamo al sindaco, alla Giunta e alle istituzioni milanesi perché la stessa sensibilità non venga dimostrata nei confronti dei civili innocenti di viale Abruzzi. La storia non si ricorda a pezzi e le vittime non possono essere divise tra quelle che meritano una commemorazione istituzionale e quelle destinate al silenzio. A oltre ottant’anni da quei fatti – conclude De Corato – Milano deve essere abbastanza matura da ricordarle tutte”.





























