Cdp certifica la svolta: l’Italia è sempre più attrattiva per gli investitori

Investire in Italia non è più soltanto un’opportunità da cogliere nel breve periodo, ma una scelta sempre più stabile per i capitali internazionali. È il quadro emerso dal primo Investor Day di Cassa Depositi e Prestiti, organizzato a Milano, che ha restituito l’immagine di un’economia capace di reagire alle crisi, attrarre investimenti e rafforzare la propria competitività. A sostenerlo, del resto, non sono soltanto le parole degli esperti del settore, ma anche e soprattutto i numeri, che certificano una crescita del Pil importante, la più alta dopo il Covid nell’ambito del G7. E poi ancora gli investimenti produttivi e l’occupazione record. Un risultato assolutamente non da poco per un’economia, come quella italiana, che ha sofferto per anni un deficit di attrattività ma che adesso ha saputo trovare il suo riscatto.

A decretare il cambio di passo è stato per primo Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cassa Depositi e Prestiti, secondo il quale “siamo usciti da una fase nella quale investire in Italia era una scelta opportunistica. Oggi – ha aggiunto Gorno Tempini – l’Italia è stabilmente parte dei portafogli internazionali. Vale la pena ricordare che i volumi, anche sul mercato dei capitali privati – il private equity, i fondi immobiliari e l’attività che si sta svolgendo nel venture capital – sono ancora indietro, in termini assoluti, rispetto a quelli di altri Paesi, ma sono molto migliorati. Questo dà il senso di un’economia che ha comunque tanti spunti di attrattività e questo è il risultato del lavoro fatto in tutti questi anni”. Gli fa eco Andrea Montanino, responsabile economico di Cdp, che ha parlato di un’economia, quella italiana, che ha dimostrato in questi ultimi anni una “capacità di adattamento e ripresa che pochi avrebbero anticipato”. E così i dati: “La performance dell’economia italiana dopo il Covid, con il Pil pro capite cresciuto del 7,7% dal 2021 al 2025, ha registrato l’aumento più forte tra i Paesi del G7”. Risultati ottenuti anche grazie alla crescita di investimenti pubblici, con il peso del Pnrr, e privati. Come detto, ha avuto il suo ruolo importantissimo anche la crescita degli occupati, quasi il 7% negli ultimi anni, vale a dire “più di 1,5 milioni di persone, raggiungendo un massimo storico di 24,1 milioni di persone occupate in Italia”.

A confermare questa tendenza sono anche i dati più recenti dell’Istat. Nel secondo trimestre del 2026, il tasso di disoccupazione è sceso al 5,9%, con una riduzione di 0,7 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nello stesso confronto, i dipendenti a tempo indeterminato sono aumentati dell’1%, mentre quelli a termine hanno registrato un calo dell’1,2%. Altro che dato che la sinistra che continua a parlare di precarietà, fa finta di non vedere. Anche l’occupazione femminile ha contribuito alla crescita degli ultimi anni, con numeri molto importanti: nel 2024 il tasso di occupazione delle donne tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto quota 57,4%. Sarebbe quasi inutile, quindi, ribadirlo: negli ultimi anni, qualcosa (più di qualcosa) è cambiato, un cambio di passo senza precedenti che ha portato l’Italia a essere centro della fiducia degli investitori.

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