Covid, FdI: “Ricostruzione di Schillaci è pietra tombale sulla vicenda JC Electronics”

“L’accordo transattivo” con Jc Electronics Italia srl “è stato firmato il 31 ottobre 2025 e ha chiuso tutti contenziosi per un totale di 100 milioni di euro.

“Agli uffici del ministero della Salute non risulta che il parere dell’Avvocatura dello Stato abbia affermato che esisteva all’epoca una probabilità di vittoria in giudizio del ministero con riguardo a tutti i motivi di appello e al complesso dei contenzioso dipendenti. Al contrario, il parere dell’Avvocatura dello Stato evidenziava piuttosto il rischio di soccombenza del ministero”. Così, ieri, nel corso del question Time alla Camera, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha risposto all’interrogazione delle opposizione sull’accordo transattivo” con Jc electronics Italia srl che è stato firmato il 31 ottobre 2025, chiudendo così il contenzioso con una cifra pari a 100 milioni di euro.Secondo l’Avvocatura, infatti, “il primo motivo di appello era esposto a una alquanto probabile soccombenza”, ha spiegato Schillaci. Che, poi, ha aggiunto: “Il secondo motivo aveva una minore probabilità di quest’ultimo. Ne deriva quindi che la soluzione transattiva appariva all’epoca leggimamente percorribile”. Schillaci ha, inoltre, precisato che “la proposta è stata quindi proprio sottoposta all’Avvocatura dello Stato che ha condotto insieme al ministero le trattative” e “la piena legittimità dell’operato degli uffici è del resto asseverata anche dalla Corte dei Conti che ha messo a registrazione l’atto che approvava la transazione con pronuncia di controllo del 21 gennaio 2020 con un importo che è stato versato con un forte risparmio rispetto alla sentenza di condanna esecutiva precedente”.

Alice Buonguerrieri, capogruppo FdI in commissione Covid, non ha dubbi: “L’intervento al question time alla Camera del ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha smentito ancora una volta la sinistra ponendo la pietra tombale sulla surreale polemica riguardo alla vicenda Jc Electronics. Il ministro ha spiegato, documenti alla mano, che l’accordo di transazione con l’azienda italiana è stato condotto e promosso dall’Avvocatura dello Stato e validato della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato”. Secondo Buonguerrieri, “le carte confermano che l’attività degli uffici preposti ha portato a un significativo risparmio per le casse pubbliche rispetto ai danni perpetrati dalla scellerata gestione della pandemia e delle risorse pubbliche del governo Conte”. La deputata meloniana ha ricordato che il Tribunale di Roma ha condannato il governo a risarcire la Jc Electronics con 250 milioni di euro “che in appello rischiavano di lievitare a 460 milioni di euro e che, grazie all’accordo stipulato successivamente dall’attuale Esecutivo, sono stati risparmiati circa due terzi di quella cifra”. Buonguerrieri ha, infine, concluso: “La sinistra dovrebbe chiedere scusa ai contribuenti italiani anziché allestire false trame”.

Il senatore Ignazio Zullo, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Sanità e componente della commissione Covid, ha attaccato la sinistra “talmente incapace di gestire la pubblica amministrazione e i soldi pubblici che, soprattutto durante il Governo Conte, ha generato una voragine senza fondo che va dal super bonus, dal reddito di cittadinanza, dalle mascherine cinesi farlocche ai banchi a rotelle”. E ancora: “Non speravamo che una sinistra esperta di sperperi capisse il vantaggio di una transazione che ha fatto risparmiare 170 milioni ai cittadini italiani ma speravamo almeno che avesse il pudore di tacere”. Zullo, infine, affonda: “La transazione con Jc Electronics, presentata come un complotto di Stato, è in realtà una scelta oculata, condotta e promossa dall’Avvocatura dello Stato e validata della Corte dei Conti e della Ragioneria dello Stato per contenere i danni creati dalla coppia Conte Arcuri e non rischiare di sperperare altri soldi e versare fino a 460 milioni di euro. La sinistra, che prima crea i problemi e poi pretende di insegnare come risolverli, non può impartire lezioni a nessuno”.

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