«Raramente ho letto tanto buon senso»: l’ex consigliere di Thatcher elogia Meloni

John O’Sullivan rilancia il discorso del presidente del Consiglio pubblicato dal “Foglio”. Un riconoscimento da una figura storica del conservatorismo anglosassone, mentre sull’Ucraina il campo largo continua a dividersi

«Raramente ho letto così tanto buon senso in così poco tempo». John O’Sullivan sceglie queste parole per accompagnare, su X, il rilancio del discorso di Giorgia Meloni pubblicato dal “Foglio”. Il commento, datato 14 ottobre, è breve quanto esplicito: un apprezzamento per l’intervento del presidente del Consiglio, pronunciato in occasione delle comunicazioni al Parlamento prima del Consiglio europeo.

La firma merita attenzione. O’Sullivan è stato consigliere di Margaret Thatcher a Downing Street e ha diretto per quasi un decennio la “National Review”, rivista di riferimento del conservatorismo americano. La sua esperienza attraversa il giornalismo e la politica sulle due sponde dell’Atlantico. Il giudizio arriva dunque da un osservatore che conosce la tradizione conservatrice anche attraverso il lavoro al fianco di chi l’ha portata al governo.

Il suo post elogia l’intervento nel complesso. Nel dibattito, Meloni ha affrontato alcune delle questioni sulle quali le opposizioni cercano di mettere in difficoltà il governo: il sostegno all’Ucraina, l’energia e la collocazione internazionale dell’Italia.

Sul ritorno alle forniture da Mosca, il presidente del Consiglio ha contestato la promessa di un risparmio automatico per gli italiani, richiamando il funzionamento del mercato europeo. Una risposta che sposta il confronto sul terreno delle conseguenze economiche delle proposte: chi invoca il gas russo come soluzione al caro energia deve spiegare attraverso quali meccanismi arriverebbe il beneficio in bolletta.

Sull’Ucraina, il voto parlamentare ha offerto un riscontro concreto alla polemica politica. Sono state approvate le due risoluzioni della maggioranza. Fra le opposizioni si sono invece registrate astensioni incrociate: il Pd sulle parti relative a Kyiv dei testi di Movimento cinque stelle e Avs; questi ultimi sui passaggi dedicati all’Ucraina della risoluzione democratica. Il dissenso sull’invio delle armi resta.

È una difficoltà che riguarda la credibilità di un’alternativa di governo. La politica estera richiede decisioni comuni, assunzione di responsabilità e impegni riconoscibili dagli alleati. Le formule sull’unità del campo largo diventano meno convincenti quando ciascun partito deve tradurle in un voto.L’elogio di O’Sullivan aggiunge a questa giornata parlamentare uno sguardo esterno. Il «buon senso» che riconosce a Meloni è una qualità politica precisa: rendere comprensibili le ragioni di una scelta e sostenerle nel confronto. Per chi ambisce a sostituirla, trovare una posizione condivisa sull’Ucraina sarebbe già un buon punto di partenza.

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