Torino, Milano, Roma: le amministrazioni dem coccolano centri sociali e occupanti

Askatasuna a Torino. Spin-time a Roma. Leoncavallo a Milano. Strutture e centro sociali, occupazioni che durano da anni e che le amministrazioni di sinistra delle rispettive città fanno finta di non vedere. O meglio, vedono eccome e avallano, appoggiano e in qualche modo abbracciano a suon di regolarizzazioni, fin dove possibile. Si tratta ovviamente di immobili sottratti alla disponibilità dei loro proprietari o del patrimonio pubblico che, anziché essere condannati, hanno trovato collaborazione nelle Istituzioni locali: patti, concessioni e progetti di acquisto finalizzate ad avvicinare realtà nate, tutto sommato, da occupazioni e violenze. Che continuano: Askatasuna, ad esempio, è spesso e volentieri al centro dei disordini contro le forze dell’ordine in centro a Torino, come nell’ultimo caso in occasione del 7 ottobre, o contro la costruzione dell’alta velocità. Eppure, malgrado il curriculum, l’amministrazione torinese, guidata da Stefano Lo Russo, ha tentato ugualmente un forzatissimo patto di collaborazione, poi saltato.

In questi giorni, tutto ciò è stato portato a galla da un’inchiesta di Quarta Repubblica. Alla quale è seguito il commento del direttore del Tempo, Daniele Capezzone, presente in studio: “A Milano trent’anni di occupazione illegale del Leoncavallo e ora un accordo di 18 anni di concessione a un’associazione che si chiama mutuo soccorso per il centro sociale Lambretta. A Torino il sindaco Lo Russo aveva immaginato un patto di collaborazione con Askatasuna, ma poi hanno assaltato la sede de La Stampa e cercato di martellare i poliziotti. A Roma c’è Spintime, occupata da 13 anni. Il Comune vuole comprare l’immobile per poi darlo agli occupanti. Non è più un’eccezione, è una regola. Questo è oggi il ‘metodo PD’”.

Il discorso non fa un piega. A Milano, il caso riguarda il Lambretta, che ha ottenuto dal Comune uno stabile in via Rizzoli, nel quartiere di Crescenzago. Nel dicembre 2023 l’immobile è stato assegnato all’associazione Mutuo Soccorso Milano, legata all’esperienza del centro sociale, attraverso un affidamento diretto e una concessione della durata di 18 anni. E tanti sono i dubbi, dunque, modalità di assegnazione e sul canone previsto. A Roma la storia è simile e riguarda lo Spin Time Labs, edificio occupato dal 2013 in via Santa Croce in Gerusalemme, dove negli anni hanno trovato alloggio centinaia di persone e sono state organizzate attività sociali e culturali. Nel 2026, il Comune guidato dal sindaco in quota Pd, Roberto Gualtieri, ha mostrato l’intenzione di acquistare l’immobile per garantire la prosecuzione del progetto. A Torino c’è, come detto, Askatasuna, storico centro sociale antagonista occupato dal 1996. Il sindaco PD Stefano Lo Russo aveva avviato un percorso di gestione condivisa attraverso un patto di collaborazione con il Comune. Ma il progetto è stato interrotto nel dicembre 2025, quando lo stabile è stato sgomberato e il Comune ha dichiarato cessato l’accordo dopo aver rilevato violazioni delle condizioni previste.

Il punto, insomma, è chiaro: per anni la sinistra ha tollerato occupazioni abusive e oggi, dove possibile, cerca di trovare loro una sistemazione attraverso accordi e concessioni. E mentre ai cittadini si chiede di rispettare le regole dovendo tollerare le grandi carenze di insicurezza dei grandi centri urbani, per certi ambienti sembra invece esserci sempre una soluzione alternativa. Altro che emergenza: è una precisa scelta politica, di cui la sinistra dovrebbe assumersi la responsabilità.

Torino, Milano, Roma: le amministrazioni dem coccolano centri sociali e occupanti
Askatasuna a Torino. Spin-time a Roma. Leoncavallo a Milano. Strutture e centro sociali, occupazioni che durano da anni e che le amministrazioni di sinistra delle rispettive città fanno finta di non vedere. O meglio, vedono eccome e avallano, appoggiano e in qualche modo abbracciano a suon di regolarizzazioni, fin dove possibile. Si tratta ovviamente di immobili sottratti alla disponibilità dei loro proprietari o del patrimonio pubblico che, anziché essere condannati, hanno trovato collaborazione nelle Istituzioni locali: patti, concessioni e progetti di acquisto finalizzate ad avvicinare realtà nate, tutto sommato, da occupazioni e violenze. Che continuano: Askatasuna, ad esempio, è spesso e volentieri al centro dei disordini contro le forze dell’ordine in centro a Torino, come nell’ultimo caso in occasione del 7 ottobre, o contro la costruzione dell’alta velocità. Eppure, malgrado il curriculum, l’amministrazione torinese, guidata da Stefano Lo Russo, ha tentato ugualmente un forzatissimo patto di collaborazione, poi saltato.

In questi giorni, tutto ciò è stato portato a galla da un’inchiesta di Quarta Repubblica. Alla quale è seguito il commento del direttore del Tempo, Daniele Capezzone, presente in studio: “A Milano trent’anni di occupazione illegale del Leoncavallo e ora un accordo di 18 anni di concessione a un’associazione che si chiama mutuo soccorso per il centro sociale Lambretta. A Torino il sindaco Lo Russo aveva immaginato un patto di collaborazione con Askatasuna, ma poi hanno assaltato la sede de La Stampa e cercato di martellare i poliziotti. A Roma c’è Spintime, occupata da 13 anni. Il Comune vuole comprare l’immobile per poi darlo agli occupanti. Non è più un’eccezione, è una regola. Questo è oggi il ‘metodo PD’”.

Il discorso non fa un piega. A Milano, il caso riguarda il Lambretta, che ha ottenuto dal Comune uno stabile in via Rizzoli, nel quartiere di Crescenzago. Nel dicembre 2023 l’immobile è stato assegnato all’associazione Mutuo Soccorso Milano, legata all’esperienza del centro sociale, attraverso un affidamento diretto e una concessione della durata di 18 anni. E tanti sono i dubbi, dunque, modalità di assegnazione e sul canone previsto. A Roma la storia è simile e riguarda lo Spin Time Labs, edificio occupato dal 2013 in via Santa Croce in Gerusalemme, dove negli anni hanno trovato alloggio centinaia di persone e sono state organizzate attività sociali e culturali. Nel 2026, il Comune guidato dal sindaco in quota Pd, Roberto Gualtieri, ha mostrato l’intenzione di acquistare l’immobile per garantire la prosecuzione del progetto. A Torino c’è, come detto, Askatasuna, storico centro sociale antagonista occupato dal 1996. Il sindaco PD Stefano Lo Russo aveva avviato un percorso di gestione condivisa attraverso un patto di collaborazione con il Comune. Ma il progetto è stato interrotto nel dicembre 2025, quando lo stabile è stato sgomberato e il Comune ha dichiarato cessato l’accordo dopo aver rilevato violazioni delle condizioni previste.

Il punto, insomma, è chiaro: per anni la sinistra ha tollerato occupazioni abusive e oggi, dove possibile, cerca di trovare loro una sistemazione attraverso accordi e concessioni. E mentre ai cittadini si chiede di rispettare le regole dovendo tollerare le grandi carenze di insicurezza dei grandi centri urbani, per certi ambienti sembra invece esserci sempre una soluzione alternativa. Altro che emergenza: è una precisa scelta politica, di cui la sinistra dovrebbe assumersi la responsabilità.

Askatasuna a Torino. Spin-time a Roma. Leoncavallo a Milano. Strutture e centro sociali, occupazioni che durano da anni e che le amministrazioni di sinistra delle rispettive città fanno finta di non vedere. O meglio, vedono eccome e avallano, appoggiano e in qualche modo abbracciano a suon di regolarizzazioni, fin dove possibile. Si tratta ovviamente di immobili sottratti alla disponibilità dei loro proprietari o del patrimonio pubblico che, anziché essere condannati, hanno trovato collaborazione nelle Istituzioni locali: patti, concessioni e progetti di acquisto finalizzate ad avvicinare realtà nate, tutto sommato, da occupazioni e violenze. Che continuano: Askatasuna, ad esempio, è spesso e volentieri al centro dei disordini contro le forze dell’ordine in centro a Torino, come nell’ultimo caso in occasione del 7 ottobre, o contro la costruzione dell’alta velocità. Eppure, malgrado il curriculum, l’amministrazione torinese, guidata da Stefano Lo Russo, ha tentato ugualmente un forzatissimo patto di collaborazione, poi saltato.

In questi giorni, tutto ciò è stato portato a galla da un’inchiesta di Quarta Repubblica. Alla quale è seguito il commento del direttore del Tempo, Daniele Capezzone, presente in studio: “A Milano trent’anni di occupazione illegale del Leoncavallo e ora un accordo di 18 anni di concessione a un’associazione che si chiama mutuo soccorso per il centro sociale Lambretta. A Torino il sindaco Lo Russo aveva immaginato un patto di collaborazione con Askatasuna, ma poi hanno assaltato la sede de La Stampa e cercato di martellare i poliziotti. A Roma c’è Spintime, occupata da 13 anni. Il Comune vuole comprare l’immobile per poi darlo agli occupanti. Non è più un’eccezione, è una regola. Questo è oggi il ‘metodo PD’”.

Il discorso non fa un piega. A Milano, il caso riguarda il Lambretta, che ha ottenuto dal Comune uno stabile in via Rizzoli, nel quartiere di Crescenzago. Nel dicembre 2023 l’immobile è stato assegnato all’associazione Mutuo Soccorso Milano, legata all’esperienza del centro sociale, attraverso un affidamento diretto e una concessione della durata di 18 anni. E tanti sono i dubbi, dunque, modalità di assegnazione e sul canone previsto. A Roma la storia è simile e riguarda lo Spin Time Labs, edificio occupato dal 2013 in via Santa Croce in Gerusalemme, dove negli anni hanno trovato alloggio centinaia di persone e sono state organizzate attività sociali e culturali. Nel 2026, il Comune guidato dal sindaco in quota Pd, Roberto Gualtieri, ha mostrato l’intenzione di acquistare l’immobile per garantire la prosecuzione del progetto. A Torino c’è, come detto, Askatasuna, storico centro sociale antagonista occupato dal 1996. Il sindaco PD Stefano Lo Russo aveva avviato un percorso di gestione condivisa attraverso un patto di collaborazione con il Comune. Ma il progetto è stato interrotto nel dicembre 2025, quando lo stabile è stato sgomberato e il Comune ha dichiarato cessato l’accordo dopo aver rilevato violazioni delle condizioni previste.

Il punto, insomma, è chiaro: per anni la sinistra ha tollerato occupazioni abusive e oggi, dove possibile, cerca di trovare loro una sistemazione attraverso accordi e concessioni. E mentre ai cittadini si chiede di rispettare le regole dovendo tollerare le grandi carenze di insicurezza dei grandi centri urbani, per certi ambienti sembra invece esserci sempre una soluzione alternativa. Altro che emergenza: è una precisa scelta politica, di cui la sinistra dovrebbe assumersi la responsabilità.

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