Terzo settore, il Governo accelera: approvato il Piano d’azione

Il viceministro Bellucci: “Rafforziamo settore strategico per il futuro dell’Italia”

Novità per il sociale: il Governo accelera sul rafforzamento dell’economia sociale e del terzo settore. Con la presentazione del Piano d’azione nazionale in Consiglio dei ministri, l’esecutivo punta a dare un ulteriore impulso a un comparto strategico per la crescita del Paese, capace di coniugare sviluppo economico, inclusione e coesione sociale. 

Ad annunciarlo è stata Maria Teresa Bellucci, viceministro al Lavoro insieme al viceministro dell’Economia Maurizio Leo e al sottosegretario Lucia Albano. Si tratta di un passo in avanti non da poco, in un comparto che conta centinaia di migliaia di organizzazioni, milioni di addetti e più di 4 milioni di volontari che, ha detto Bellucci, “ogni giorno contribuiscono allo sviluppo economico, alla coesione sociale e alla crescita delle nostre comunità”.

“Il Piano – ha spiegato Bellucci – riconosce e valorizza una tradizione che appartiene profondamente all’Italia, nata nel Medioevo con le confraternite e sviluppatasi nei secoli attraverso esperienze di solidarietà, mutualità, cooperazione e volontariato, una delle più grandi ricchezze della nostra nazione. L’obiettivo è quindi continuare a riconoscere il valore e il ruolo degli enti dell’economia sociale italiana, costruendo un contesto sempre più favorevole e rafforzandone la capacità di creare occupazione, innovazione e benessere diffuso”. Seguendo le raccomandazioni del Consiglio europeo, si tratta di un documento di 38 pagine che avrà una durata decennale, con una revisione prevista dopo i primi cinque anni. 

Sono diverse le novità. Su tutte, è prevista la creazione di una direzione generale presso il Ministero dell’Economia, che coordinerà il sostegno delle imprese sociali. Tali enti saranno riconosciuti come “servizi di interesse economico generale”. “Le priorità – secondo Bellucci – sono chiare: favorire un migliore accesso agli strumenti finanziari e alle risorse europee; consolidare l’amministrazione condivisa quale concreta attuazione del principio costituzionale di sussidiarietà; continuare a valorizzare il ruolo del volontariato, come abbiamo fatto con il riconoscimento delle competenze acquisite dai volontari; rafforzare ulteriormente il contributo dell’economia sociale alle politiche attive del lavoro, con particolare attenzione all’inclusione delle persone fragili; investire nella formazione, nella diffusione della cultura dell’economia sociale e nella misurazione dell’impatto sociale, per rendere sempre più trasparente ed efficace il valore generato per le comunità”.

Il Piano destina inoltre risorse per facilitare l’accesso al credito, promuovere percorsi formativi e valorizzare il patrimonio immobiliare pubblico e privato per finalità sociali, includendo interventi che vanno dall’housing sociale al recupero dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Non a caso, il documento ha già riscosso il parere positivo del mondo dell’associazionismo. Un provvedimento che “si inserisce nel solco del lavoro svolto dal Governo Meloni in favore del terzo settore sin dal suo insediamento”, con le varie novità già apportate, come il rafforzamento di strumenti fondamentali come il Runts e il sostegno alle imprese sociali. L’obiettivo dunque è chiaro: la volontà del Governo Meloni è quella di “sostenere con determinazione il valore dell’economia sociale, rafforzando un settore strategico per il futuro dell’Italia”.

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