La nuova legge elettorale, identificata dalla maggioranza come Stabilicum e definita dalle opposizioni Melonellum, dopo l’approvazione in Parlamento e il via libera del Capo dello Stato, è ormai il nuovo strumento che va a sostituire il cosiddetto Rosatellum e regolerà le elezioni politiche del prossimo anno. PD e M5S parlano di Melonellum, oltreché di legge truffa, per sottolineare come il centrodestra e soprattutto la premier Giorgia Meloni si siano fatti una legge elettorale su misura, per essere sicuri di tornare a vincere nel 2027 quand’anche il consenso complessivo circa la maggioranza di governo dovesse subire eventuali scricchiolii.
Certo, il passato, anche recente, di questo Paese è abbastanza pieno di leggi elettorali pasticciate e fatte all’ultimo al fine di spuntarla nelle elezioni contro tutti i pronostici sfavorevoli o quantomeno di contenere le sconfitte, ma determinati pastrocchi hanno spesso finito con il danneggiare anzitutto gli audaci promotori dei medesimi oltre a provocare cortocircuiti devastanti nella democrazia italiana. Ma lo Stabilicum di oggi non può proprio essere annoverato fra i tanti provvedimenti abborracciati che questa Repubblica ha dovuto sopportare in più stagioni politiche. Intanto, la destra odierna, a cominciare dal Presidente del Consiglio, ha buona memoria e ricorda alla perfezione i troppi fallimenti palesatisi durante la Seconda Repubblica e dopo, nel decennio infausto inaugurato da Mario Monti e chiuso da Mario Draghi.
E non intende riproporli per l’ennesima volta sulle spalle degli italiani, sapendo anche che le furbate prima o poi presentano il conto. Altresì, questa è la ragione determinante, Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia non si sono lasciati snaturare dai quattro anni di governo, anzi, hanno utilizzato finora la stanza dei bottoni per tradurre in fatti concreti battaglie e obiettivi storici della destra politica e nazionale. La destra ha sempre avuto il pallino, non per l’uomo forte al comando come racconta un Giuseppe Conte sempre più sconclusionato, ma per la democrazia dell’alternanza nella quale vi siano un vincitore e uno sconfitto e che il partito o la coalizione di partiti arrivati primi possano avere la giusta legittimazione popolare e un’architettura istituzionale che li sostiene e protegge dalle trame eventuali di Palazzo per governare efficacemente e stabilmente nell’arco di un’intera legislatura.
La destra si batte da una vita per l’efficienza della democrazia e il rispetto verso la volontà del popolo, contro, quindi, il pantano elevato a sistema e le manovre sottobanco che mai prendono in considerazione le istanze dell’elettorato, e lo Stabilicum si rivela coerente con tutte le battaglie che hanno attraversato l’esistenza del Movimento Sociale Italiano, di Alleanza Nazionale e, infine, di Fratelli d’Italia. La nuova legge elettorale è funzionale alla riforma istituzionale in merito alla quale Governo e centrodestra rimangono impegnati, ovvero, al premierato, fondato sulla elezione diretta del Presidente del Consiglio.
Da Palazzo Chigi si è sempre detto che servisse prima scrivere nuove regole per il voto politico nazionale, maggiormente adatte per un contesto di elezione del potere esecutivo da parte del popolo, e lo Stabilicum, con il premio di maggioranza, il ritorno molto atteso delle preferenze, le soglie di sbarramento per l’ingresso in Parlamento di coalizioni o singoli partiti, utili ad arginare la frammentazione partitica, è la base di partenza di un cambiamento significativo della democrazia di questo Paese. Non siamo davanti ad un regalo che il centrodestra ha deciso di farsi, ma si tratta di strumenti messi in essere per garantire un futuro contrassegnato da stabilità, governabilità e valorizzazione maggiore delle scelte degli elettori. Semmai, siamo in presenza di un regalo confezionato per la Nazione, compressa a lungo dalla palude e da giochi di potere ben poco trasparenti. Il termine Melonellum è completamente improprio e conviene perlopiù parlare di Italianellum, oltre che di Stabilicum.
Le sinistre sono arrivate addirittura a riesumare slogan risalenti ai tempi antichi di Alcide De Gasperi, come le accuse di legge truffa, ma in realtà rosicano in abbondanza perché vedono, pur non potendolo riconoscere a livello pubblico, come Giorgia Meloni e il centrodestra stiano seguendo un percorso coerente con la loro storia e provvedendo di fatto a migliorare finalmente le logiche democratiche della Nazione. Fra l’altro, questo deve essere anche sottolineato, la maggioranza, con l’approvazione definitiva in Parlamento della nuova legge elettorale, ha dato prova di grande compattezza e ha ribadito, ancora, di essere molto diversa dal campo di sinistra in cui i due maggiori leader, Elly Schlein e Giuseppe Conte, se le stanno dando di santa ragione.




























