«Per anni la sinistra italiana ha indicato il cosiddetto ‘modello Sánchez’ come la strada da seguire anche sul lavoro, sostenendo che l’Italia dovesse replicarne ricette e scelte. Oggi sono i numeri a restituire la realtà e a smentire quella narrazione. In Italia il tasso di disoccupazione ha toccato nel 2026 il 5,1%, mentre in Spagna il dato del secondo trimestre si attesta al 9,9%. Ma il confronto diventa ancora più significativo se guardiamo alla qualità dell’occupazione. Dall’inizio del Governo Meloni sono stati creati oltre 1,3 milioni di posti di lavoro a tempo indeterminato, mentre quelli a termine sono diminuiti di 534 mila unità. Numeri che dimostrano come la crescita dell’occupazione italiana sia accompagnata da un rafforzamento del lavoro stabile e da una progressiva riduzione della precarietà. È esattamente l’opposto della precarizzazione spagnola a cui la sinistra continua a guardare come esempio da seguire. In Spagna, nel 2025, quasi il 14% dei contratti stipulati è stato rappresentato dai cosiddetti fijos discontinuos: lavoratori che alternano periodi di attività a periodi nei quali non lavorano e non percepiscono salario. Un elemento che dimostra quanto sia superficiale fermarsi alle etichette contrattuali senza guardare alla reale continuità e qualità del lavoro. Solo pochi mesi fa Elly Schlein diceva esplicitamente che l’Italia avrebbe dovuto ‘fare come la Spagna’ per ridurre la precarietà. I risultati dimostrano invece che la strada imboccata dal Governo Meloni sta producendo più occupazione, più stabilità e meno contratti a termine. Giorgia Meloni lo aveva già ricordato in Parlamento: con questo Governo è aumentato il lavoro stabile ed è diminuito il precariato. Ancora una volta i dati smentiscono l’abitudine della sinistra italiana di descrivere il nostro Paese come quello che deve sempre imparare dagli altri. A forza di screditare l’Italia e inseguire modelli esteri, anche questa volta hanno preso una cantonata. I dati dimostrano che sul lavoro l’Italia non ha bisogno di lezioni, ma di proseguire sulla strada della crescita dell’occupazione stabile, della valorizzazione delle imprese e della creazione di lavoro di qualità».
Così in una nota il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini, presidente della 5a Commissione Bilancio e programmazione economica.





























